sabato 7 giugno 2014

Gunslinger Girl: Recensione

 Titolo originale: Gansuringā Gāru

 Titolo inglese: Gunslinger Girl

Autore: Yu Aida

 Tipologia: Seinen Manga 

 Edizione italiana: d/visual (sospeso al decimo volume)

Volumi: 15 

Anno di uscita: 2002

 


"Gunslinger Girl" è un thriller poliziesco di stampo psicologico che offre molti spunti di riflessione su molteplici tematiche molto difficili da affrontare, che si spingono dal razzismo e dalla vendetta fino ad arrivare al senso vero e proprio della stessa vita. Il manga è liberamente ispirato a vicende realmente accadute in Italia: non mancano riferimenti all'omicidio di Falcone e Borsellino (si pensi al cosiddetto caso Croce), allo strapotere mediatico di Silvio Berlusconi, alle Brigate Rosse, alla corruzione della classe politica, all'ideale della "Padania libera" perpetuato da un certo partito politico del quale il lettore avrà sicuramente intuito il nome in modo autonomo.


In un universo alternativo in cui l'Italia dei giorni nostri è ancora dilaniata dal terrorismo, come lo era in passato negli anni di piombo, un istituto alle dirette dipendenze del governo detto "ente per il benessere sociale" utilizza come sicari delle bambine cyborg al fine di fare contro-spionaggio, contro-terrorismo e di lottare contro gli indipendentisti, un violento gruppo terroristico di estrema destra che reclama l'indipendenza dal sud Italia. Le bambine cyborg, dette "marionette" a causa del forte condizionamento mentale che subiscono dall'ente, il quale vuole far di esse delle perfette macchine per uccidere, sono tutte degli ex rifiuti umani senza possibilità di avere un futuro: alcune sono state vittime di stupro, altre impossibilitate a realizzare i propri sogni a causa di malformazioni fisiche, altre ancora vittime di gravi handicap e situazioni familiari "borderline". Tuttavia, il condizionamento sembra non funzionare alla perfezione, e le "marionette" si ritroveranno a fare i conti con il loro triste passato sepolto, con le passioni umane soppresse, con quella calorosa umanità che il mondo fatto di odio e intolleranza creato dagli adulti vuole in tutti i modi distruggere.


Ogni "marionetta" viene affidata ad un "fratello", ovvero un ufficiale addestrato che ha pieno potere su di lei. Alcuni "fratelli" utilizzano le loro bambine killer come se fossero solamente delle fredde armi umanoidi e nulla di più, talvolta trattandole male e offendendole, provocando in loro tormenti interiori degni di nota; altri, invece, rivedendo ad esempio nella loro piccola subordinata cyborg la sorellina defunta, si affezioneranno e la tratteranno come un vero e proprio essere umano (si pensi a Giuseppe Croce e Henrietta). Il punto chiave del rapporto tra le "marionette" ed il loro "fratello" è una questione sottile: sembra infatti che i tutori delle bambine siano anch'essi dei relitti umani dal passato triste, in quanto molti di essi erano stati vittime di atti terroristici, della malavita, di una società malata; anche i "fratelli" a loro volta sono delle "marionette" condizionate dal dolore della perdita, della crudeltà straziante della realtà dell'odio e dell'intolleranza. In questo caso non è l'ente in sé a condizionarli, ma il mondo esterno all'ente, il passato, il bisogno di vendetta.


Le sfortunate bambine killer, che incarnano il contrasto perfetto tra purezza, innocenza e perdita dell'umanità - esse sono infatti pure e innocenti, ma allo stesso tempo assassine dalla psicologia fragile -, vengono catalogate dall'ente come "marionette di prima generazione", e sono caratterizzate da una durata vitale molto breve, che rende la loro condizione ancora più tragica di quanto lo sia già. A circa metà manga comparirà una "marionetta" di seconda generazione, Petrushka, una ex ballerina di sedici anni che ha dovuto rinunciare al suo sogno a causa di un tumore maligno, successivamente resa un cyborg e condizionata in modo più leggero delle altre. Assieme al suo "fratello" Sandro è indubbiamente il personaggio meglio riuscito del manga, che firmerà assieme al suo partner dei momenti carichi di poesia, umorismo, drammaticità, ricerca del senso delle cose e della stessa identità personale; - Sandro infatti è un ex spia che ha studiato psicologia e ha inglobato in sé interessi a lui alieni, al fine di poter comprendere appieno le altre persone, in modo tale da far leva sui loro interessi per poi sfruttarle, carpendo loro informazioni importanti sul boss mafioso di turno. Questo fatto genererà non pochi problemi nell'essenza della sua vera identità di trasformista dedito unicamente all'adattamento, di essere/non essere che è tutto ma allo stesso tempo è nulla. Tuttavia, la storia d'amore tragica che avrà con Petrushka lo cambierà in modo profondo: si vedrà una vera e propria crescita e sviluppo dei due ottimi personaggi, fino al poetico e struggente epilogo del quindicesimo volume.


"Gunslinger Girl" è un manga con una buona dose d'azione, pieno di colpi di scena, che tuttavia riesce a diventare anche estremamente poetico, catartico: si pensi ad alcune bellissime tavole in cui alcuni paesaggi italiani vengono raffigurati in tutta la loro bellezza, mentre le riflessioni delle protagoniste forniscono quel valore aggiunto che rende l'opera anche filosofica, impegnata, alla ricerca di un senso delle cose, delle reminiscenze indelebili, dei ricordi e delle affezioni; - la storia del carabiniere pescatore e del suo rapporto con la rispettiva bambina cyborg, che, osservando la calma della brezza che accarezzava il lago in cui andava a pescare prima di perdere la memoria, sente quel calore umano che il condizionamento le impedisce di ricordare appieno. Cosa c'è al di là delle reminiscenze che le strutture della nostra mente, delle influenze esterne, della stessa natura, inevitabilmente fanno deperire? - Il caldo giusto sta nel calore umano - direbbe una bellissima canzone anni '70 dal sapore mediterraneo scritta da Magol e cantata da Alberto Radius, che perfettamente si adatta alle sensazioni che trasmette questo manga.


I riferimenti alla cultura italiana presenti nel manga, uniti a quelli impeccabili relativi al suo retroscena politico presente e passato sono da ammirare; tuttavia è interessante notare come i personaggi di "Gunslinger Girl" siano tutti estremamente giapponesi nonostante portino nomi italiani; lo sono nel loro modo di porsi, di concepire l'onore e il rispetto, di affrontare la vita. Gli stessi indipendentisti non sono delle persone superficiali e opportuniste, figlie della società dei consumi e della tipica mentalità italiana, ma sono assimilabili a dei samurai che combattono in ciò che credono a discapito della loro stessa vita, per quanto la loro ideologia sia palesemente sbagliata. Idem per i tormentati "fratelli", che sembrano quasi dei moderni ronin in cerca di vendetta che praticano stoicamente la via del bushido.


La struttura del manga consiste in episodi autoconclusivi incentrati ogni volta su personaggi diversi, linee che si intrecciano in modo sapiente fino a congiungersi nell'adrenalinico rush contro-terroristico del quattordicesimo volume (si parla addirittura di minaccia atomica e radiazioni infettive), dopo al quale si separano nuovamente, per poi sfociare nello splendido e commovente finale multiplo del quindicesimo volume: ogni personaggio avrà un finale a sé stante, il migliore dei quali a mio avviso è quello riguardante la storia di Sandro e Petrushka, assolutamente indelebile e sublime. Da citare sono gli episodi della saga di Pinocchio, in cui la fiaba del famoso burattino bugiardo di Collodi viene rielaborata in chiave malavitosa; anche in questo spiazzante intermezzo si nota come l'autore abbia costruito con molta cura le psicologie di tutti i personaggi: ad esempio lo spietato boss mafioso che comanda tutto da dietro le quinte viene altresì dipinto come una persona sola, vuota, in grado di provare sentimenti assai contrastanti.


Dei disegni non mi lamento affatto, sono nella media e funzionali a quanto raccontato. Il design kawaii delle protagoniste contribuisce a rafforzare quel suddetto crudele contrasto tra l'innocenza della bambina e la più completa anti-innocenza dell'assassino; inoltre globalmente la resa grafica a mio avviso migliora nel corso dei volumi. Le scene di combattimento sono comunque sempre di qualità e molto dinamiche, da puro poliziesco d'azione.
In conclusione, questa si tratta di un'ottima lettura impegnata, una di quelle poche che alla fine lasciano qualcosa. Non si tratta di intrattenimento fine a se stesso, ma di qualcosa di molto più profondo. Se togliamo i disegni e le vignette, abbiamo comunque tra le mani un'ottimo romanzo thriller psicologico, che a tratti diventa pure filosofico e carico di stimoli verso molteplici riflessioni. Insomma, una gran bella lettura.


NB: Purtroppo, l'ottima edizione d/visual di questo manga è stata interrotta al decimo volume a causa del fallimento dell'azienda. Pertanto, per conoscere il finale è necessario integrare con le scan. Ne vale veramente la pena, siccome il fumetto è stato interrotto proprio sul più bello, e migliora esponenzialmente fino alla fine. Lasciarlo a metà non avrebbe senso, in quanto nel finale tutti i nodi tornano al pettine.

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