My music


Nel corso della mia vita ho suonato in molti gruppi musicali, e in privato, tempo permettendo, mi sono dilettato nel registrare degli strumentali per mezzo del mio registratore multitraccia a quattro piste (la qualità non è il massimo, data la natura casareccia della registrazioni). Intendo condividere alcune di queste improvvisazioni con tutti, giacché è molto triste tenere per sé delle cose che derivano da determinate esperienze della vita, sensazioni e impressioni che si sono tradotte, visceralmente, in mutevoli onde sonore. 

Molte registrazioni risalgono a quando facevo le superiori; indubbiamente durante l'università - periodo dirante il quale ho prestato la mia chitarra e il mio suono a due bei gruppi, in primis quello rock di Sergio e Gemma, poi quello di Stefano e sua moglie, i The Program, una cover band dei Van der Graaf Generator - non ho avuto alcun tempo per creare dei suoni figli di una certa introspezione personale.


Il primo brano che propongo è ispirato alla religione indiana, e le sue suggestioni sono le stesse da me provate, da adolescente, nella lettura delle Upanishad. Il velo di Maya è infatti il velo dell'illusione, l'architettura percepita dai nostri sensi che plasma le nostre vite.

Maya

Il secondo brano è un mio personalissimo omaggio a "Queen Millennia", una delle opere principe di Leiji Matsumoto; l'indifferenza è uno dei temi principali di questa serie animata, e il freddo pianeta citato nel titolo del pezzo non è nient'altro che Lamethal, il quale, allo stesso tempo, è sia pianeta di cui si parla nell'anime che il cuore ghiacciato ed insensibile della maggiorparte della gente che ti circonda.

The Cold Planet of Indifference

Questo assolo l'ho registrato dopo aver visto, in uno dei miei viaggi, una fioraia di bell'aspetto, fine, elegante, giovane ma allo stesso tempo vecchia, con quel suo sguardo disilluso e quei suoi capelli mossi, lunghi, lisci, che ricadevano su di un volto affranto.

La Triste Fioraia

Questo pezzo nasce nella mia adolescenza, ed è saltato fuori dalle mie dita dopo ch'esse - quanto mai stimolate dalla lettura dei bizzarri libri di Carlos Castaneda - erano state oltremodo utilizzate nel produrre le armonie tipiche della musica Sud Americana.

Blues for Castaneda

Di seguito condivido un'altro brano che avevo scritto da adolescente, ispirato all'Autobiografia di uno Yogi di Paramahansa Yogananda. Chi ha letto il libro saprà senz'altro riconoscere il personaggio citato nel titolo del pezzo.

Il Servo di Iswara

Un fuoco che brucia nell'aria. Tutto s'infuoca, e nel tormento del calore avviene la trasformazione degli elementi, e dopodiché tutto ritorna all'acqua primordiale. Questo avevo pensato, tanto tempo fa, mentre eseguivo l'assolo.

Burning in the Air

Questo è semplicemente un pezzo fuori moda. Brutta cosa la moda, Leopardi aveva perfettamente ragione. Ma senza la moda la gente non si sentirebbe sicura, le mancherebbero dei punti di riferimento su cui fondare la propria personalità; la propria identità nel mondo: spesso cambia anch'essa, repentinamente, allo stesso modo delle pettinature e dei vestiti. 

Robaccia fuori moda

Lo stato d'animo che provo nell'immaginare il distopico futuro della società industriale sta tutto in questo brano sporco, triste, malinconico, esattamente come i sobborghi-discarica di una qualche città cyberpunk, che spande fumi e veleni nell'aria (in un futuro non troppo lontano).

Blues della città grigia e sporca

L'ultima battaglia. Solo quella. E' già persa in partenza, ma vale comunque la pena fingere, illudersi che sia un qualcosa di epico. Illudersi fa sempre bene alla propria volontà: la menzogna è il cibo prediletto dell'uomo.

The Last Battle

UN UFO! HO VISTO UN UFO! (in realtà era il pallone aerostatico utilizzato dagli scienziati per misurare i raggi cosmici).

UFOSIGHT

Il brano seguente è ispirato al passo della Bibbia da cui prende il nome.

IS 22-1

La città senza nessuno, spoglia, grigia, passa soltanto del vento, e nulla più. E' un'immagine ben chiara nella mia mente, e che mi piacerebbe dipingere, ma ahimé non so farlo, e non ho il tempo di imparare. Purtroppo.

City of Solitude

I cancelli dell'Etenamenki rimaranno sempre chiusi.

Gates of Etenamehi

(Tutti i brani sono stati suonati ed ideati da Francesco Messina).







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