sabato 9 agosto 2014

Conan il Ragazzo del Futuro: Recensione

Titolo originale: Mirai Shounen Conan
Regia: Hayao Miyazaki
Soggetto: (basato sul romanzo originale di Alexander Key)
Sceneggiatura: Kensho Nakano, Soji Yoshikawa, Tetsu Kurumi
Character Design: Yasuo Otsuka
Mechanical Design: Hayao Miyazaki
Musiche: Shinichiro Ikebe
Studio: Nippon Animation
Formato: serie televisiva di 26 episodi
Anno di trasmissione: 1978

 
In futuro post apocalittico, in seguito alla terza guerra mondiale, l'umanità è quasi del tutto estinta e i principali continenti sono sprofondati in fondo al mare. Restano solamente delle isole, tra le quali Indastria, una civiltà basata sulla tecnologia comandata dallo spietato Lepka, che vuole fare sua l'energia terribile che distrusse in passato il pianeta, e quella di Conan, un ragazzino dalla forza sovrumana che vive pacificamente con il nonno. Per caso, sulla sua isola, Conan farà la conoscenza di Lana, una bambina ricercata dalla polizia di Indastria in quanto unica nipote dello scopritore dell'energia solare tanto agognata da Lepka. E' amore a prima vista, e dopo una serie di vicissitudini, inizierà una grande avventura nella quale ai giovani Conan e Lana si affiancheranno numerosi comprimari nella lotta contro Indastria...


"Future Boy Conan" è l'anime d'avventura per eccellenza, un classico senza tempo che ha fatto scuola e che indubbiamente occupa un posto di tutto rispetto nella storia dell'animazione giapponese. Alla regia di "Future Boy Conan" abbiamo il duetto Miyazaki-Takahata (la regia della maggiorparte degli episodi è comunque di Miyazaki). L'anime è stato liberamente ispirato ad un romanzo di Alexander Key, "The Incredible Tide", e costituisce la base solida sulla quale Miyazaki costruirà la sua futura carriera, riprendendone le tematiche, i personaggi, lo stile grafico e quant'altro nelle sue opere successive.


Targato 1978, allo stesso modo di molti altri media apocalittici usciti in quel periodo (si pensi a "Baldios", mandato in onda nel 1980), "Future Boy Conan" è figlio della guerra fredda. In esso, i riferimenti alla minaccia nucleare e alla paura dell'atomo si sprecano (l'energia solare che vuole Lepka è l'energia atomica, il mondo è stato distrutto da una guerra nucleare tra le due principali potenze del pianeta ecc.). Sebbene secondo la mia opinione l'ecologismo di Miyazaki-san sia spesso ridondante e talvolta irritante, in questo contesto, e nel modo intelligente, sincero e genuino in cui viene propinato nell'anime, è assai motivato e legittimo. In particolare l'artista lancia un messaggio di denuncia contro l'utilizzo di armi nucleari e l'abuso di tecnologia, che a quei tempi era cosa comune anche per gli altri autori giapponesi, vittime di un dopoguerra lacrime e sangue, di un bombardamento atomico e successivamente terrorizzati dal clima di terrore della guerra fredda USA-CCCP.


Inizialmente flop di ascolti e successivamente fenomeno di costume sia in Giappone che in Italia (e pure in Arabia), "Future Boy Conan" a mio avviso è il lavoro meglio riuscito di Miyazaki: i personaggi sono tutti ben caratterizzati e dalle molteplici sfumature, in quanto l'unico vero cattivo è Lepka, l'antagonista miyazakiano per eccellenza, mentre tutti gli altri invece passeranno da una fazione all'altra senza poter essere definiti malvagi tout court, ma solamente persone come tante altre in cerca di sicurezze e affezioni. L'anime presenta momenti molto umoristici e godibili, delle musiche splendide, molto particolari, che gli conferiscono un mood fascinoso difficilmente raggiugibile dagli standard odierni. L'alchimia sceneggiatura-sonoro è molto curata, così come le animazioni, molto all'avanguardia per l'epoca.


Certo, serve un po' di sospensione dell'incredulità a vedere un ragazzino che solleva pietre da trecento chili a mani nude e uccide squali per diletto, anche perché nel libro questa cosa veniva giustificata dal suo graduale adattamento ai ritmi dell'isola deserta e selvaggia in cui era finito dopo l'apocalisse. Un novello Tarzan, insomma. Tuttavia, una volta accettato questo fatto, e alcuni eventi che potrebbero far storcere il naso ai cultori delle sceneggiature verosimili, il coinvolgimento sarà immediato. Stranamente, l'unico difetto che ho da imputare a "Future Boy Conan" è lo stesso che rinfaccio a tutti i film di Miyazaki, ovvero la lentezza esasperante della parte centrale: dopo una partenza in quarta, seguita da una coinvolgente incursione dei protagonisti ad Indastria, la serie si inalbera in degli episodi da slice of life bucolico abbastanza statici, per poi riprendersi nelle puntate finali con un rush adrenalinico e un gran bell'epilogo.


In conclusione, questo è uno dei grandi classici dell'animazione giapponese di tutti i tempi, che andrebbe guardato a prescindere da tutti gli appassionati che intendono avere un minimo di cultura di base sull'argomento. Lo spettatore moderno noterà come "Future Boy Conan" sia un'anime rivolto a tutti: bambini, adulti, anziani; indubbiamente è stato in grado di segnare intere generazioni con la sua universalità.


NB: "Future Boy Conan" deve essere visto con il doppiaggio fedele all'originale curato dalla Dynit e utilizzato nella messa in onda dell'anime nel canale "Cultoon" di Sky, in quanto è di ottima fattura (tra i doppiatori abbiamo nomi come Luca Ward e Cinzia De Carolis) e ripara agli errori di traduzione e alle frasi inventate di quello storico.












Nessun commento:

Posta un commento