giovedì 28 agosto 2014

La Fenice: Recensione

 Titolo originale: Hi no Tori

 Titolo inglese: Phoenix 

Autore: Osamu Tezuka

 Tipologia: Shonen Manga 

 Edizione italiana: Hazard Edizioni

Volumi: 16

Anno di uscita: 1967


 

La summa della poetica tezukiana, un'opera cosmica la quale racchiude le riflessioni dell'autore sulla vita e sull'esistenza. Uno dei grandi evergreen della storia del fumetto.

lunedì 25 agosto 2014

Kill La Kill: Recensione

Titolo originale: Kill La Kill
Regia: Hiroyuki Imaishi
Sceneggiatura: Kazuki Nakashima
Character Design: Sushio
Musiche: Hiroyuki Sawano
Studio: Trigger
Formato: serie televisiva di 24 episodi
Anni di uscita: 2013


Se siete soliti bazzicare per la rete, e vi ritenete un minimo appassionati di animazione giapponese, è quasi impossibile che ultimamente non abbiate sentito nominare almeno una volta Kill La Kill, la serie che "ha salvato gli anime". D'altronde, diversi mesi prima che la serie stessa iniziasse ad essere trasmessa, il suo nome era già diffuso come il Verbo, e l'hype del pubblico considerevolmente al di fuori di qualsiasi scala di misurazione. Invero, nonostante l'espressione "Anime is saved" fosse nata più per ironia che per altro, tale entusiasmo tra gli internauti un fondamento ce l'aveva ugualmente: Kill La Kill si presentava come l'ultima fatica del ben noto Hiroyuki Imaishi, coadiuvato da quella parte di Gainax che l'ha seguito nel suo esodo verso il nuovo studio appena nato (Trigger). Insomma, le credenziali erano tutto fuorché povere.

domenica 24 agosto 2014

Legend of the Galactic Heroes: Recensione

Titolo originale: Ginga Eiyū Densetsu
Regia: Noboru Ishiguro
Soggetto: (basato sui romanzi originali di Yoshiki Tanaka)
Sceneggiatura: Shimao Kawanaka
Character Design: Matsuri Okuda
Mechanical Design: Naoyuki Kato
Musiche: Shin Kawabe
Studio: Artland, Magic Bus
Formato: serie OVA di 110 episodi
Anni di uscita: 1988 - 1997

 
Ci sono pochi casi, rarissime eccezioni, nelle quali un semplice mezzo d'intrattenimento diventa vera e propria arte, nonché veicolo di profonde argomentazioni - in qusto caso filosofia politica, storia, natura umana, etica - rendendole accessibili ai più in modo genuino, avvincente, senza alcuna mistificazione ed ambiguità di sorta. "Ginga eiyū densetsu" - "Legend of the Galactic Heroes", alias "LOGH" per noi occidentali - è una di queste rare opere, un vero e proprio capolavoro riconosciuto all'unaminità in tutto il mondo per la sua indubbia caratura artistica. Questa mastodontica serie di OAV, tratta dai romanzi fantascientifici di Yoshiki Tanaka, è il punto d'arrivo finale della space opera epica giapponese, filone inaugurato dall'epocale "Corazzata Spaziale Yamato", altro capolavoro indimenticabile con il quale "Ginga eiyū densetsu" condivide il regista, Noboru Ishiguro, il maggiore direttore di space opera del Sol Levante.

martedì 19 agosto 2014

Monster: Recensione

 Titolo originale: Monster

 Titolo inglese: Monster 

Autore: Naoki Urasawa

 Tipologia: Seinen Manga 

 Edizione italiana: Planet Manga

Volumi: 18 (9 nella nuova edizione) 

Anno di uscita: 1995



Ad essere del tutto sincero mi risulta alquanto difficile recensire Monster, non tanto perché non abbia un'idea ben precisa a riguardo, bensì perché prima di leggerlo mi aspettavo un "qualcosa" e il fumetto mi ha dato tutt'altro. Il fatto è che questo "altro" è comunque un "qualcosa" di molto positivo sebbene non proprio ciò per cui, spesso, questo titolo viene esaltato e apprezzato.

giovedì 14 agosto 2014

RahXephon: Recensione

 Titolo originale: RahXephon
Regia: Yutaka Izubuchi
Soggetto: BONES, Yutaka Izubuchi
Sceneggiatura: Yutaka Izubuchi, Hideaki Anno (non accreditato), Chiaki J. Konaka, Hiroshi Ohnogi, Ichirou Ohkouchi, Yoji Enokido
Character Design: Akihiro Yamada (originale), Hiroki Kanno
Mechanical Design: Michiaki Sato, Yoshinori Sayama
Musiche: Ichiko Hashimoto
Studio: BONES
Formato: serie televisiva di 26 episodi
Anno di trasmissione: 2002

 
"RahXephon" rientra perfettamente in quel sottogenere che definisco "robotico misterico". Un robotico misterico è caratterizzato dalla presenza di un super-robot dotato di poteri divini e di tematiche religiose, esoteriche e new age che contribuiscono allo sviluppo della trama (quindi "Evangelion" non rientra nella mia classificazione, in quanto nella serie originale questi elementi sono fittizi e non funzionali al finale).

mercoledì 13 agosto 2014

Lady Oscar - Versailles no bara: Recensione

 Titolo originale: Versailles no Bara
Regia: Tadao Nagahama (ep.1-12), Osamu Dezaki (ep.13-42)
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Riyoko Ikeda)
Sceneggiatura: Yoshimi Shinozaki, Masahiro Yamada, Keiko Sugie
Character Design: Shingo Araki, Michi Himeno, Akio Sugino (ep.13-42)
Musiche: Koji Magaino
Studio: Tokyo Movie Shinsha
Formato: serie televisiva di 42 episodi
Anni di trasmissione: 1979 - 1980

"I just want to make one thing clear: a rose is a rose whether it blooms in red or white. A rose can never become a lilac." - André, rivolgendosi a Oscar.

"Versailles no bara", da noi conosciuto come "Lady Oscar", è uno dei pochi anime giapponesi in grado di trascendere il concetto stesso di animazione, elevandolo a qualcosa di superiore e immortale. Si tratta di arte allo stato puro, di un dramma storico dal carisma e dal fascino inarrivabili; una storia epica, potente, che ha ammaliato intere generazioni di spettatori diventando un fenomeno di culto sia in Italia che all'estero. 

sabato 9 agosto 2014

Nadia - Il mistero della pietra azzurra: Recensione

 Titolo originale: Fushigi no Umi no Nadia
Regia: Hideaki Anno
Soggetto: Hayao Miyazaki (non accreditato)
Sceneggiatura: Shigeru Morikawa
Character Design: Yoshiyuki Sadamoto
Mechanical Design: Hideaki Anno, Shoichi Masuo
Musiche: Shiro Sagisu
Studio: GAINAX, TOHO
Formato: serie televisiva di 39 episodi
Anni di trasmissione: 1990 - 1991


Parigi, 1889. Nadia è una ragazza di colore dalle origini sconosciute, che viene sfruttata per il suo charme dal padrone del circo in cui si esibisce. Ella possiede una misteriosa pietra azzurra, che ha attirato un gruppetto di ladri di gioielli i quali le danno la caccia senza tregua. Un giorno come un'altro, per puro caso, ella incontra Jean, un giovane inventore francese che sta partecipando all'Exposition Universelle. Dopo una serie di vicende, i due ragazzi saliranno a bordo del Nautilus, e saranno immancabilmente coinvolti nella guerra tra l'equipaggio del carismatico capitano Nemo e le oscure forze di Neo Atlantide, che tra l'altro sembrano interessate alla pietra azzurra di Nadia, a causa del suo presunto collegamento con l'antica civiltà di Atlantide...

Porco Rosso: Recensione

Titolo originale: Kurenai no buta
Regia: Hayao Miyazaki
Soggetto & sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Musiche: Joe Hisaishi
Studio: Studio Ghibli
Formato: film cinematografico
Durata: 94'
Anno di uscita: 1992


Nel periodo storico compreso tra le due guerre mondiali, Marco Pagot alias Porco Rosso, un ex pilota veterano della prima guerra mondiale, lavora come cacciatore di taglie. Egli è vittima di un sortilegio che l'ha trasformato in maiale, ed è combattuto per il suo amore verso l'amica d'infanzia Gina, una bellissima cantante italiana rimasta vedova più volte a causa della guerra. L'arrivo di Curtis, un pilota americano tanto abile quanto sfacciato e pieno di sé, è una nuova sfida per l'asso dalle sembianze suine, il quale, durante la sua ordinaria caccia ai pirati, farà anche conoscenza della geniale e giovanissima meccanica Fio, e di tanti altri personaggi...

La Principessa Spettro: Recensione

Titolo originale: Mononoke Hime
Regia: Hayao Miyazaki
Soggetto & sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Character Design: Masashi Ando, Yoshifumi Kondo
Musiche: Joe Hisaishi
Studio: Studio Ghibli
Formato: film cinematografico 
Durata: 133'
Anno di uscita: 1997

 
Nell'antico Giappone del periodo Muromachi, un villaggio Emishi viene attaccato da un cinghiale posseduto da un demone. L'ultimo principe degli Emishi, Ashitaka, riesce a sconfiggerlo prima che raggiunga il villaggio, tuttavia, durante lo scontro, il suo braccio destro viene infettato dall'energia negativa di tale misteriosa carogna infuriata. L'oracolo del villaggio invierà Ashitaka nelle terre dell'ovest, alla ricerca della cura contro la maledizione, e in questo viaggio il giovane farà la conoscenza di San, la principessa spettro, ragazza selvaggia e inquieta, abbandonata dai genitori in tenera età e cresciuta dai lupi del bosco; Eboshi, una carismatica capo villaggio che ha creato una micro-società industrializzata di stampo matriarcale (la donna fa costruire archibugi ai suoi fabbri al fine di fare la guerra ai samurai e agli animali del bosco); incontrerà il Dio bestia, lo spirito che occupa il gradino più alto nella gerarchia degli spiriti degli alberi, delle piante e della natura in sé. Ashitaka cercherà, con fare molto compromettente, di far interrompere la vera e propria guerra in corso tra Eboshi, che rappresenta il progresso della tecnica, e San, la tradizione, l'attaccamento incondizionato verso la natura, verso il passato. Tuttavia, l'accanimento di Eboshi verso il Dio bestia, al quale vuole a tutti i costi staccare la testa, complicherà ulteriormente le cose...

Conan il Ragazzo del Futuro: Recensione

Titolo originale: Mirai Shounen Conan
Regia: Hayao Miyazaki
Soggetto: (basato sul romanzo originale di Alexander Key)
Sceneggiatura: Kensho Nakano, Soji Yoshikawa, Tetsu Kurumi
Character Design: Yasuo Otsuka
Mechanical Design: Hayao Miyazaki
Musiche: Shinichiro Ikebe
Studio: Nippon Animation
Formato: serie televisiva di 26 episodi
Anno di trasmissione: 1978

 
In futuro post apocalittico, in seguito alla terza guerra mondiale, l'umanità è quasi del tutto estinta e i principali continenti sono sprofondati in fondo al mare. Restano solamente delle isole, tra le quali Indastria, una civiltà basata sulla tecnologia comandata dallo spietato Lepka, che vuole fare sua l'energia terribile che distrusse in passato il pianeta, e quella di Conan, un ragazzino dalla forza sovrumana che vive pacificamente con il nonno. Per caso, sulla sua isola, Conan farà la conoscenza di Lana, una bambina ricercata dalla polizia di Indastria in quanto unica nipote dello scopritore dell'energia solare tanto agognata da Lepka. E' amore a prima vista, e dopo una serie di vicissitudini, inizierà una grande avventura nella quale ai giovani Conan e Lana si affiancheranno numerosi comprimari nella lotta contro Indastria...

mercoledì 6 agosto 2014

Mobile Suit Victory Gundam: Recensione

 Titolo originale: Kidō Senshi V Gundam
Regia: Yoshiyuki Tomino
Soggetto: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino
Sceneggiatura: Hideki Sonoda, Kazuhiro Kanbe, Ken Oketani, Minoru Onoya, Sukehiro Tomita
Character Design: Hiroshi Osaka
Mechanical Design: Kunio Okawara, Hajime Katoki, Junya Ishigaki
Musiche: Akira Senjou
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 51 episodi
Anni di trasmissione: 1993 - 1994

«Se usato per connettere le persone, questo Mobile Suit potrebbe anche piacermi.» [Shakti, rivolgendosi ad Uso]

«Non acquistate questi DVD, non è roba da guardare!» [Yoshiyuki Tomino, rivolgendosi ai potenziali acquirenti dei DVD di "V Gundam"]


"Victory Gundam" è a tutto diritto l'anime più sadico, triste e violento mai concepito da Yoshiyuki Tomino, il leggendario creatore di "Gundam" e "Ideon". Si tratta della trasposizione animata della suprema depressione e dello scazzo più totale nei confronti della vita, della donna e dello stesso "Gundam", reo di aver generato un merchandising sfrenato di gunpla, che, dai tempi "Z Gundam", rende l'autore insofferente e impossibilitato a sfogare la sua illimitata creatività in modo indipendente dalle pressioni dei produttori (all'epoca di "Victory" Tomino si era opposto alla fusione della Sunrise con Bandai, ma era stato ignorato e costretto a lavarore controvoglia). L'agognata libertà espressiva e la fine della depressione arriveranno solamente nella seconda metà degli anni '90, in cui l'autore partorirà i personalissimi e ottimisti "Turn A Gundam" e "Brain Powerd".

martedì 5 agosto 2014

The Sky Crawlers: Recensione

Titolo originale: Sky Crowlers
Regia: Mamoru Oshii
Soggetto: (basato sui romanzi originali di Hiroshi Mori)
Sceneggiatura: Chihiro Ito
Character Design: Tetsuya Nishio
Mechanical Design: Atsushi Takeuchi
Musiche: Kenji Kawai
Studio: Production I.G
Formato: film cinematografico
Durata: 121' 
Anno di uscita: 2008

  
In un tempo in cui il termine "capolavoro" risulta essere un'espressione ormai inflazionata, tanto da essere impiegata, nella maggior parte dei casi, con tanta leggerezza quanto poco spirito critico, non si commetterebbe, invero, empietà ne inesattezza alcuna nel riferirlo ad un titolo quale il qui in esame The Sky Crawlers. Se infatti mi si chiedesse, in tutta franchezza, quale opera d'animazione relativa agli ultimi tempi meriti siffatto elogio, non potrei esimermi dall'indicare tale lungometraggio, partorito dal genio creativo di uno tra i più meritevoli artisti della sua epoca: Momoru Oshii. 

lunedì 4 agosto 2014

Turn A Gundam: Recensione

Titolo originale: ∀ Gundam Called Turn "A" Gundam
Regia: Yoshiyuki Tomino
Soggetto: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino
Sceneggiatura: Yoshiyuki Tomino, Ai Ota, Hiroyuki Hoshiyama, Ichirou Ohkouchi, Jiro Takayama, Katsuhiko Chiba, Minoru Onoya, Miya Asakawa, Tetsuko Takahashi
Character Design: Akira Yasuda
Mechanical Design: Atsushi Shigeta, Kunio Okawara, Syd Mead, Takumi Sakura
Musiche: Yoko Kanno
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 50 episodi
Anni di trasmissione: 1999 - 2000


Il rapporto di Tomino con "Gundam" non è mai stato idilliaco: in molte interviste il maestro ha ammesso di essere stato molto frustrato dalle pressioni della produzione e alienato dall'infinito franchise associato al titolo. Nel 1999, per celebrare il ventennio della saga, la Sunrise lasciò a Tomino piena libertà espressiva e un budget considerevole, permettendo la realizzazione del "Gundam definitivo", che avrebbe concluso la saga secondo la volontà del suo autore. Nasceva così "Turn A Gundam", che vantava uno staff prestigiosissimo, tra cui spiccavano Yoko Kanno alle musiche e Syd Mead ("Blade Runner") al mecha design.