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martedì 12 agosto 2025

Vedere Candy Candy nel 2025: Considerazioni di un lettore


Questo mio lettore, Seele94, è uno dei pochi che mi son rimasti, ossia uno di quelli dello zoccolo duro che mi ha letto fin dal principio, quando ancora stavo su Animeclick. Lui vive in provincia di Taranto, nella più totale miseria sia umana che economica: una sorta di Rosso Malpelo dell'oggidì, un Rosso Malpelo tuttavia privato di qualsivoglia forma di titanismo o simbolismo. Un atomo debole, solo e dimenticato da tutti perché le priorità oggi sono altre, ed è impensabile che un "intellettuale" di punta contemporaneo torni a parlare di quella vetusta cosa che è la questione meridionale, o tantomeno dell'allarmante fase di totalitaria "post umanità" in cui il capitalismo leggero iper tecnologizzato sta traghettando la nostra (purtroppo ancora bestiale) specie. Questo mio lettore ama i cartoni animati d'annata (o "paralitici", come ama definirli con amara ironia), e di recente l'aver visto Candy Candy l'ha in qualche modo colpito. Ebbene sì, Candy Candy. Proprio quello, oggi, nell'Italia del 2025, quella in cui se non mostri un culo o qualche vacanza prodigiosa su Instagram sei automaticamente etichettato come un fallito. Quindi gli ho detto: "E allora scrivici qualcosa su questo Candy Candy, così te lo pubblico io. Non ti leggerà quasi nessuno, ti avverto: ma almeno avrai scritto, e scrivere aiuta a rielaborare un po' le cose, e a soffrire di meno". Ed ecco quindi le onestissime considerazioni di Seele94 su Candy Candy. La parola  ora la lascio a lui. 

venerdì 11 marzo 2022

Solamente Tu: Recensione

                              Titolo originale: Kimishika iranai
 Autore: Yoshizumi Wataru
Tipologia: Shoujo Manga   
Edizione italiana: Planet Manga
Volumi: 4
Anno di (prima) pubblicazione: 1995


Della Yoshizumi, se devo essere sincero, ho sempre apprezzato il tratto, molto elegante nonché figlio di un'epoca in me sedimentata per ovvie ragioni anagrafiche. Marmalade Boy, essendo un maschio, lo trovavo un po' banalotto, sebbene sia un caposaldo dello shoujo anni novanta. Sul qui presente Kimishika Iranai, nonostante la brevità - che ne rappresenta l'unico difetto -, ho invece un'opinione nettamente diversa. E' un manga che narra della maggiore ferita possibile in una giovane donna: il tradimento da parte del suo Principe Azzurro.  Akane, la protagonista, è la tipica loli-malatina giapponese, che viene salvata dal chirurgo Kyo-chan, che nonostante la differenza di età, se ne innamora e la sposa ancora sedicenne (all'epoca in Giappone la cosa era legale). Una sera come tante, dopo aver bevuto troppo, Kyo-chan tradisce la moglie con un'infermiera. Akane pertanto, puntandosi un coltello da cucina sul petto davanti al marito e al padre, chiede il divorzio. Il suo sogno infantile è stato distrutto dalla realtà del mondo degli adulti. Il manga è il percorso interiore che la ragazza compie per liberarsi dal fantasma dell'ex marito, aiutata dal tipico ragazzotto a caso di buon cuore, ovviamente innamorato di lei.