giovedì 8 gennaio 2015

Area 88 (OAV): Recensione

 Titolo originale: Eria Hachi-Jū-Hachi
Regia: Hisayuki Toriumi
Soggetto: basato sull'omonimo manga di Kaoru Shintani
Sceneggiatura: Akiyoshi Sakai
Character Design: Toshiyasu Okada
Monster Design: Junichi Watanabe
Musiche: Ichiro Nitta
Studio: Studio Pierrot
 Formato: serie OVA di 3 episodi
Anni di uscita: 1985 - 1986


Shin Kazama è un giovane pilota di aerei di linea. Le sue prospettive per l'avvenire sono cariche di speranza: egli ama la splendida Ryoko Tsugomo, figlia del presidente della compagnia per cui lavora, la Yamato Airways, ed è da ella dolcemente ricambiato. Il matrimonio sembra imminente. Una sera, un collega ed amico d'infanzia di Shin, tale Satoru Kanzaki, per sbarazzarsi del rivale in amore decide di giocare sporco: per mezzo dell'inganno, egli fa firmare ad uno Shin completamente ubriaco un documento che lo obbliga ad arruolarsi nell'Area 88, una base aerea collocata nel deserto e coinvolta in un conflitto medio-orientale che si protrae ad oltranza da anni. L'inferno per Shin ha inizio. Addio amore, addio futuro, addio normalità. Egli viene trasformato in breve tempo in un assassino, uno dei migliori assassini sul mercato. E' impossibile disertare dall'Area 88, si viene istantaneamente uccisi. E' impossibile scorgere qualcosa di rassicurante in un posto che puzza di morte. Il quotidiano timore dell'imminente raid aereo, le lacrime, l'odore della polvere da sparo, la morte in agguato, la rabbia per l'inganno subito dal proprio migliore amico... questo è "Area 88": una realistica, cruda storia di guerra. La storia di un'uomo che viene privato della sua umanità in seguito ad una beffa del destino.
                            
  
Non ci sono mezzi termini nell'impietosità con cui viene raccontata la guerra. Shin, di punto in bianco, si ritrova a dover cambiare in fretta per sopravvivere; inizialmente, egli prova rimorsi nell'uccidere, soffre come un cane, l'odio e la rabbia lo accecano; tuttavia, dopo un po' di tempo, tutto diventa ordinario. Le speculazioni, i rimorsi e l'etica personale si riducono ad una fredda costatazione: o uccidi o vieni ucciso. "Io uccido per sopravvivere" dirà Shin ad un disertore giapponese in attesa della condanna a morte che lo accusa di essere un sanguinario assassino dallo sguardo gelido e nulla più. Attorno al protagonista, nell'Area 88, si muovono altre personalità "borderline" degne di menzione: Mick Simon, un veterano della guerra del Vietnam il quale è stato incapace di riadattarsi alla vita "normale" una volta tornato a casa; il comandante della base e principe di Aslan (l'immaginaria nazione medio-orientale in guerra), Saki Vashutal, freddo ed imperturbabile pilota e stratega; Mc Coy, un cinico ed avaro trafficante d'armi; e tanti altri ancora, tra i quali non mancano persone malate di mente che si divertono ad uccidere piloti indifesi che si lanciano con il paracadute dall'aereo abbattuto.


La sceneggiatura di Akiyoshi Sakai ("Baldios", "Shinzo Ningen Casshern") fa del realismo il suo punto di forza: "Area 88" è un cinico reportage di guerra in cui degli sventurati attori attendono la propria morte tra silenzi, pianificazioni di missioni, bombardamenti, grigiore e rassegnazione. Tra un combattimento aereo e l'altro, quello che prima era un amico diventa improvvisamente polvere nerastra che viene trasportata lontano dal vento; l'amore per la propria cara e bellissima donna man mano svanisce, e lascia il posto ad un incolmabile vuoto interiore. Ogni singolo elemento dell'anime trasmette questa sensazione: gli sguardi dei personaggi, i dialoghi, lo sconfinato deserto sempre tutto uguale e senza via di scampo alcuna. Dall'altra parte, invece, vengono mostrate le vicende di Ryoko, ragazza innamorata che pensa sempre al suo uomo così come lo conosceva prima della partenza, senza avere la benché minima idea dell'inesorabile metamorfosi che lo sta trasformando in un assassino. Ella deve inoltre fronteggiare l'imminente fallimento dell'azienda del padre, le avances e i ricatti del disgustoso Satoru, il quale, dopo aver levato di mezzo Shin, è diventato un dirigente della Yamato Airways senza alcuno scrupolo morale di sorta, tant'è vero che in seguito ad un disastro aereo causato dalla sua gestione negligente ed incurante delle norme di sicurezza l'azienda sarà vicina al tracollo finanziario.


Questa triste, amara ed adulta storia viene confezionata in modo ineccepibile per l'epoca: se in "Area 88" si mettessero degli attori in carne ed ossa e dei combattimenti tra aerei reali, la differenza sarebbe minima per quanto concerne la generale cura dei dettagli, delle animazioni e delle atmosfere. In questo caso, inoltre, il dolce character design contribuisce ad esprimere in modo impeccabile le emozioni e lo stato d'animo dei personaggi. Esiste tuttavia un grande difetto di "Area 88": la sua brevità. Il finale, infatti, nonostante la sua carica pessimista e amara, rimane di fatto incompleto, ed è necessario passare al manga per conoscere la vera conclusione della vicenda. Manga che, sebbene sia pressoché misconosciuto in Italia, in Giappone e in America del Nord è molto celebre.


Il paradiso è molto lontano dell'Area 88, il punto più basso dell'inferno. Un inferno gelido, vuoto, annichilente, che non fornisce alcuna risposta alle domande che ci si pone sulla sua insensatezza. Esattamente come viene cantato nella sigla dell'OAV, lo splendido brano "How Far to Paradise".

Quanto è lontano il paradiso?
Quanto è lungo il viaggio
Per consegnare la mia anima?
Quanto è lontano il paradiso?
Quanto è lontano il paradiso?
Quando potrò tornare indietro a casa mia?

Prove e tribolazioni
Angoscia e frustrazione
Chissà perché continuo a vivere
A volte mi chiedo perché
Troppe domande
Mai una risposta
Solo la speranza mi tiene in vita 











 

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