Me ne sto per i fatti miei seduto alla fermata del bus e mi si avvicina una coppia sulla ventina. Capelli ricci e mascellone lui, facciotta da barbie e fisichino palestrato lei. Comunicano tra loro dozzinalmente, manco fossero due IA; la loro interfaccia col mondo circostante non è il tatto ma lo smartphone, che maneggiano con velocità e precisione chirurgica. A occhio penso di avere sedici anni in più di loro ma mi sento come se ne avessi molti, ma molti di più. Di fatto due persone del genere non c'entrano nulla col mio vissuto e il mondo che mi ha formato. Eppure quel tipo di persone sono ormai ovunque. A casa ho una foto della mia classe di seconda media: ragazzini tutti diversi tra loro, tagli di capelli diversi, vestiti diversi, una generale sensazione di futuro che anima i loro sorrisi. A osservare i ragazzini di oggi invece mi sembra gli manchi soltanto il codice a barre in testa. È inutile negarlo, da quando avevo sedici anni a ora che ne ho trentasei sono cambiate troppe cose. Quei vent'anni che sono passati me ne sembrano duecento, di anni.
Se l'interfaccia con l'ambiente circostante sono diventati Instagram e TikTok, di fatto l'aspetto fisico è la cosa più importante in assoluto nel rapportarsi con la realtà, siccome queste applicazioni si basano sulle fotografie e sui video brevi. Quando avevo sedici anni c'era la televisione, certo, ma vuoi la scuola, vuoi la lettura, vuoi l'educazione (ricevuta soprattutto dai nonni o da persone della loro età, ossia esponenti della silent generation, la cosa più lontana possibile dal mondo attuale), mi era sempre stata fatta passare l'idea che fosse la cultura a contare veramente nella vita, la propria istruzione, che l'apparenza fosse in realtà sinonimo di frivolezza e che la verità delle cose non risiedesse nella loro forma, ma altrove. Ma ora non è più così: ciò che conta al novantanove percento delle volte è l'immagine, e non avere una buona presenza social equivale pressoché a non esistere (e questo vale addirittura negli ambienti culturali che contano, sempre se si possa realmente definirli tali). Dei bei pettorali, i riccioletti o un taglio di capelli ingegnerizzato, la foto in piscina, in palestra o nel caso della nostra beneamata presidentessa del consiglio un prestigioso scatto con quella scimmia sanguinaria di Trump. Con l'ascensore sociale bloccato e il potere politico e culturale piegato dai social l'unico passepartout dell'esistenza diventa la fortuna, non l'impegno. La fortuna di avere un buon aspetto fisico, una buona famiglia di provenienza, dei buoni follower. E poi stop. Gli algoritmi hanno deciso così e gli algoritmi, essendo diventati l'ambiente, effettuano una potente selezione naturale. Nascono quindi i movimenti incel, i pazzi isolati che fanno macelli, si inizia a etichettare le persone con i numeri (lei è una dieci, lui è un sette ecc.). "Devo fare lookmaxing" mi dice un ragazzo molto bello sulla ventina senza alcun problema a ficcare. E io allora cosa dovrei fare con ’sta pelata che mi ritrovo? Si è arrivati davvero troppo in fretta alla realizzazione di ciò che c'era scritto nei romanzi distopici che leggevo da ragazzino, penso tra me e me. Meglio starsene nelle proprie bolle, quindi. Ascoltare il rap anni novanta, giocare i formati di Magic e Yugi con le carte vecchie di inizio anni duemila, ignorare i social, collezionare oggetti di quegli anni in cui tutto sembrava più semplice. "Si creeranno prima o poi delle sacche che rinnegheranno la merda di oggi" mi dice un amico, uno di quelli con la schiena dritta. "Delle comunità in cui vivere come una volta, prima del disastro che è capitato all'arte, alla società e a tutto". Forse io e lui stiamo già vivendo così, in un certo senso. "Scapperà prima o poi qualche attentato a un data center" insiste. "In America a momenti scoppia la guerra civile e quei data center di merda distruggono tutto: prosciugano l'acqua, l'elettricità, qualsiasi cosa, lasciando le persone comuni a secco. Secondo te un giorno qualcuno non si incazzerà e non ci pianterà una bombetta nel data center? E' brutta la situa, è proprio brutta".
Un altro giorno cammino in solitudine e vedo una ragazza che abbraccia il suo cane: il suo aspetto fisico è perfetto, sembra quasi una tizia di uno spot pubblicitario quando in fin dei conti è soltanto una ragazza a caso per la strada. Bacia e abbraccia il suo cane e ride da sola e dice frasi affettuose in modo artefatto, tant'è che mi chiedo se sia ritardata o se da qualche parte ci sia qualcuno che stia riprendendo la scena, magari che ne so, questa sta recitando per davvero una pubblicità di sbobba per i cani. Ma non c'è nessuno a riprendere niente, quella ragazza è davvero così, tante sono così e il mondo che mi circonda, per me che l'ho vissuto versando lacrime e sangue, mi pare quasi una simulazione, un qualcosa in stile Matrix. Il senso di estraneazione cresce sempre più, così come la necessità di fuga. "Anche mia nonna è morta da poco" mi dice con indifferenza una collega senza nemmeno farmi le condoglianze. "Devi fare così così e cosà per prendere il permesso". "Condoglianze, Francesco, ma ricorda di consuntivare e caricare il certificato" mi dice invece il capetto. E poi la tassa sull'aria respirata nel comune di morte, la tassa sulla tomba, la tassa su quello, questo e quell'altro ancora. Pure dopo la mia di morte verrà tutto ridotto a una fredda burocrazia? "Oggi sta meglio tua nonna" mi aveva detto una tizia a caso all'ospedale mentre piangevo guadando ciò che rimaneva della persona che mi ha cresciuto. Due ictus devastanti, la nonna legata al letto perché altrimenti si strappava via la flebo, si scarnificava o provava a scendere dal letto cadendo subito per terra come un peso morto. Ciononostante tutti sorridevano, tanto tutto va sempre bene. Il dolore non è permesso: anzi, il dolore non deve proprio esistere. Perché mai nella mia vita ho perso tempo a leggere Gurdjieff e Dostoevskij quando potevo benissimo intuire che sarei finito in un mondo del genere?
Alle elementari ero solito sfogliare l'enciclopedia gigante Mondadori sugli antichi Egizi. Avevo anche quella DeAgostini sulla scienza e così via. Sfogliare quelle pagine cartonate mi dava una sensazione di meraviglia impareggiabile. La maestra, una signora di nome Wanda con i capelli che sembravano la criniera di un leone, mi incoraggiava spesso a scrivere racconti di fantasia e quando glieli leggevo mi faceva capire che per me ci sarebbe stato un grande avvenire. Mi regalò pure un album di figurine sugli egizi, dato che ne parlavo sempre. Quando potevo uscivo di casa e se non stavo a Torino correvo nei campi, mi costruivo i giocattoli e tutto era sempre una scoperta. Ora un ragazzino chiede qualcosa a chatgpt ed è fatta, l'esperienza del reale finisce lì. L'IA tra l'altro un giorno quel ragazzino lo sostituirà e quindi non gli servirà nemmeno impegnarsi nell'aspettativa di un futuro radioso, ci penseranno Altman e Musk a impegnarsi per lui. E lo Stato? Mattarella e il Papa possono parlare quanto vogliono, ma non credo molto al fatto che gli Stati nazionali o le grandi burocrazie che tutto comandano e controllano un giorno limiteranno per davvero la cosa, forniranno redditi universali o si preoccuperanno dei loro cittadini: il socialismo è finito, la lotta di classe è stata persa e il neoliberismo reganiano e tatcheriano nel corso degli anni ha completamente spazzato via il benessere ottenuto grazie allo spauracchio del comunismo. Se la mia generazione è arrivata tardi alla festa e ha potuto mangiarsi qualche avanzo, le generazioni successive la festa non sanno manco cosa sia. Però si tengono bene, stanno sempre in palestra e con lo smartphone in mano, soprattutto le femmine. Sono individui liquidi, plastici, adattabili. Quando un servizio ti viene offerto gratuitamente, il prodotto sei tu.
E no, lo ribadisco per l'ennesima volta: questo non è affatto il mio mondo. Vengo da duecento anni fa, io. Vengo da un mondo fin troppo diverso da quello di oggi. Sono un alieno perché appartengo alla generazione che ha fatto da ponte a due mondi troppo diversi tra loro per poter coesistere e il tempo per giunta è passato troppo in fretta. E per aggravare le cose, come se non bastasse, in quel vecchio mondo ci sono ancora radicato con tutto me stesso. Manco di adattabilità, e di conseguenza la selezione naturale mi spazzerà via.






Se hai fame di vita soddisfala.
RispondiEliminaAnche se passi 50-60anni a soffrire ma poi te ne capitano due/tre buoni ne sarà valsa cmq la pena, no?
(Su un blog parlo solo di lavoro e non di altro, ma senza profili social o altro sto vicino ai 400k annui. Sinceramente inaspettato:/ ma oh non sono il solo)
Se stai pronto a pregare prima o poi la ragazzina che ti piace ti capita. Forse. Ma tanto rispetto a lasciarsi morire o deprimersi che cambia.
Non ci conosciamo ma.condoglianze per la nonna:(
È proprio brutto l'ospedale, capisco l immagine che dai.
Grazie.
EliminaLa parola cmq era predare, non pregare. Maledetto il telefono.
RispondiEliminaIo non credo i social contino piu tanto, almeno dipende da quello che cerchi. Manco essere calvo figurati.
Una buona famiglia di provenienza, ed una buona cerchia sociale forse si ma piu per ragioni proustiane volendo.
Sara una.boomerata assurda ma se sei un ragazzo gentile sicuro di te, secondo me trovi e puoi scegliere
La gentilezza reale, che non è ingenuità o stolidità,è ancora molto molto apprezzata. Mi verrebbe da dire quasi che essa risieda nella cognizione della lotta per la vita e per la morte, volendo dirla un po alla hegel.
Se vuoi la donna del padrone, per dirla ancora hegelianamente, un po padrone devi esserlo. Secondo me funziona ancora.
Notizia fresca di giornata, Ansa: dopo incidente ragazzo vede ragazza morta, la riprende e ci fa un reel come se niente fosse >> E mentre lei e la sua amica erano ancora sull'asfalto, un ragazzo, che probabilmente era sulla Cinquecento, ha girato un video postandolo su Instagram. Ride il ragazzo, quando dice "Porca put.. .. ve lo giuro, questa è morta, abbiamo rotto tutto stanotte, bro. Per un mese niente lavoro fratello, tentato omicidio ci han fatto...". Link: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/06/20/una-ragazza-di-23-anni-muore-in-un-incidente-un-ragazzo-gira-un-video-e-ride-questa_183f9686-a7f6-4350-9560-af84bac964f3.html
RispondiEliminaNell'articolo non ho scritto che stiamo convergendo verso la Korea del Sud, in cui è praticamente mandatorio ricorrere alla chirurgia plastica per essere appetibili sulle app di dating o dal punto di vista lavorativo. Soltanto i nazisti nel passato erano così fissati con la genetica e l'aspetto fisico da quel che ricordo.Il liberismo è riuscito a fare il giro e a trasformarsi in qualcosa di molto simile al fascismo più spinto. Si condanna tanto l'eugenetica ma il mondo di social e delle app di dating di fatto la attua. Comunque grazie a te per il commento e le condoglianze, verry appreciated.
RispondiEliminaPS: Da quel che vedo sempre più occidentali si stanno convertendo all'Islam, e la cosa non mi sorprende.
Non so, il fascismo a me sembra essere stato un modo per fermare l'onda rossa.
RispondiEliminaI successori dei bravacci di Renzo e Lucia.
I picchiatori amici dei padroni e della conservazione dello status quo
E vedendo quello che hanno fatto i rossi dove hanno preso il potere in quegli anni oh forse è stata anche l'opzione migliore che ci potesse capitare.
Anzi è stata indubbiamente l'opzione migliore che ci potesse capitare.
Uno storico serio deve comprendere e poi anche riconoscere fino in fondo.
La difesa che Barbero fa del comunismo è ad esempio insulsa, la forza propulsiva non sono stati gli ideali ma il risentimento sociale. Chi ha letto sa. Qui una fonte diretta e privilegiata per me - fonte di cui hanno edito i libri, accessibile - è Anne Wiazesmky prr dire. Russa ed estremista di sinistra che pure è onesta
Il presupposto che ha permesso a 4 pagliacci di detenere la ricchezza mondiale è stato lo sgretolamento dell'URSS, e questo è fattuale e non ho neanche voglia di andare a recuperare i vari eventi storici che sono susseguiti dopo quell'avvenimento, dalla presa di potere di una classe di finanzieri apolidi distruttori di Stati fino alla svendita dello Stato sociale ai privati di cui il Ponte Morandi è uno degli esempi più dolorosi e attuali che mai. Se nel passato si è vinta qualche lotta sindacale arrivando a lavorare 8 ore anzi di 20 sotto i caporali fascisti privilegiati è perché il socialismo prima e il comunismo dopo hanno fatto deterrenza. Già fin dall'inizio a Manchester in piena rivoluzione industriale sono stati concessi diritti ai lavoratori, trattati come subumani dai privilegiati, per paura della minaccia socialista.
RispondiEliminaBTW: in tempi di fascismo a uno come te, a giudicare da quello che scrivi, avrebbero subito spezzato le gambe.
Non mi dilungo troppo sugli altri temi perché abbiamo già avuto modo di disquisirne più volte in chat, e sai benissimo che concordo sulla totalità di ciò che hai scritto. Quel senso di spaesamento temo e credo sia una cosa che sperimentiamo in tantissimi di quelli che appartengono alla nostra generazione, per i motivi da te spiegati.
RispondiEliminaLa cosa che però faccio un po' più di fatica a capire, e a cui non riesco a darne un senso a differenza della poca adattabilità delle persone della nostra gen, è come sia possibile che la società attuale sia diventata così tanto anaffettiva e asettica.
La rimozione del dolore insomma, o meglio fare finta che non esista perché rimuovere l'umanità dall'essere umano non credo sia possibile.
"Non lamentarti" viene ripetuto ogni 3x2, la gente non è più capace di mettere in moto la sua sfera emotiva per avere un confronto con l'altro. Quel confronto che ti porta a scontrarti per poterne uscire migliorato, cresciuto, diverso, o anche semplicemente quell'ascolto per provare ad alleviare lo sconforto del tuo prossimo, che spesso non è neanche un estraneo ma un amico, un familiare stretto.
No oggi non puoi soffrire, se soffri è sbagliato. Molti sono così abituati a far finta che il dolore non esista che forse si sono scordati di averlo nascosto sotto ad un tappeto.
Personalmente preferisco rimanere coerente con me stesso e continuare ad affrontare le cose spiacevole, e anche a stare male se la situazione lo richiede. Piuttosto che ignorare di essere una persona, come fanno molti, che pur di evitare di mostrarsi vulnerabili sono capaci di mentire a vita continuando a nascondere la polvere sotto al tappeto.
Mi chiedo cosa ne sarà di un'umanità che sceglie volutamente o meno, per una moltitudine di motivi che fatico del tutto ad afferrare, di rinunciare a ciò che ci rende diversi dagli animali irrazionali.
(Era un po' che non ti si leggeva! Ottimo ritorno! :) ) Secondo me non si tratta di non voler vedere i sentimenti dell'altro o condividere il dolore, ma precisamente di mancare di grammatica comunicativa per farlo, da cui seguono il disagio e l'evitamento. Cosicché per esempio quando (per riprendere il mio commento precedente) balena l'idea che abbracciarsi tra amici è cosa gradevole e gradita, credo che in molti siano disposti a farlo: incredibile, esiste qualcosa di efficace anche se non si hanno capacità espressive! Il problema è che, appunto, qualcuno abbia l'idea e vinca le prime reticenze.
EliminaPoi chiaramente questa è comunque un'ipotesi malamente induttiva.
---
(Provocazione sul finale: felice colui/lei che riuscirà a fare dell'arte che riduca il più possibile la complessità del linguaggio e comunichi qualcosa nella maniera più inarticolata possibile! citando qualcuno, a rendere l'essere umano simile a un uccello, che canta non articolando quasi nulla ma è perfettamente chiaro ai suoi simili! Poi magari questo non servirebbe a comunicare effettivamente, ma sarebbe un ottimo risultato in termini hegeliani, di resa efficace dello spirito del tempo! :D)
@Seele94 "è come sia possibile che la società attuale sia diventata così tanto anaffettiva e asettica."
EliminaPenso che ci siano molte risposte sparpagliate tra gli articoli del blog, ma anche nei racconti. La questione chiave cmq credo che sia che il potere, o inconsciamente o in modo pianificato, non saprei perché alla fin fine la specie umana è più stupida di quel che sembra (discendiamo dalle scimmie in fondo), è riuscito tramite vari strumenti e bombardamenti culturali a rendere le persone molto più sole di prima. Non che nell'antichità non si fosse soli e l'essere umano non avesse i suoi soliti difetti da animale violento ed egoista qual è, ma è lapalissiano, come dimostrava anche Pasolini con le sue opere, che a un certo punto il potere sia riuscito a distruggere la coesione sociale tra gli individui imprigionandoli in bolle di plastica e mettendo tutti contro tutti. La narrazione del successo solitario, il consumo come godmode individuale, la suddivisione della società in microbolle social che si fanno la guerra virtuale tra loro ingrassando la classe dominante e i suoi algoritmi (ad esempio una femminista in carriera che odia gli uomini è cmq una che lavora a ritmi molto sostenuti e mai diventerà madre, quindi produce e consuma molto di più della moglie di un boomer sessantottino). Tra l'altro per ovvi motivi la povertà aumenta la coesione sociale, perché quando si trova in difficoltà l'uomo è costretto a collaborare con i suoi simili, anche se mal li tollera. La cosa incredibile di quest'epoca è che la gente è sì povera, è stata derubata per anni e anni e privata di ricchezza e diritti sociali, ma anzi di fare gruppo non reagisce e si isola ulteriormente. Siamo arrivati a una vittoria totale del potere che intendeva Pasolini, direi.
Mah un epoca in cui i poveri si sono realmente uniti qual'è? I diritti sindacali sono probabilmente il parto di un epoca in cui si ha avuto fiducia nell'essere umano.
EliminaForse l'unica. Finita la fiducia, si è tornati alla solita vecchia storia.
Io credo che quando si scommette sul capitale umano si vince sempre. Ma a livello macroscopico è un epoca che si è chiaramente conclusa.
Ricordo ormai quasi oltre 10anni fa quando spiegavo l'importanza del capitale umano. Non ero acuto come.ora, né avevo mai lavorato.
Poi quando ho cominciato a lavorare ho applicato il mio modo di fare sul lavoro. Le critiche esterne ono state le solite... sembra un bamboccio, non si sa comportare.
I risultati sono stati la creazione e la direzione di gruppi di lavoro coesi e affiatati dove prima c'era il caos. I feedback positivi e il rispetto sono arrivati.
La scommessa è stata sempre sul capitale umano, con la massima umiltà possibile.
Tornando al punto. Più che la coesione tra uomini la fiducia nelle qualità umane. Credo sia scemata vedendone esposte le.debolezze in situazioni di relativo benessere.
Io credo che chi produce materiale consumistico abbia in fondo un disprezzo acuto per il consumerà, all'opposto di quello che dichiarano.
Credo che tutta la cultura alta invece, cosi come le politiche sociali mosse non dall'intento di placare la plebe ma di elevata, avevano in fondo una certa stima per il destinatario delle loro azioni.
Ti torna? È triste se ci pensi, no?
Sì, le metanarrazioni del passato si basavano tutte sulla fiducia nell'essere umano. Il consumismo invece trasforma in maiali come la maga Circe. C'è tutto scritto nel post che avevo fatto insieme alla mia ex. Colendo fare filosofia/misticismo si ritorna sempre alla solita lotta tra ciò che è meccanico e ciò che non lo è. Amare e tenere le persone unite ha sicuramente un grado di difficoltà maggiore rispetto al seguire la propria natura di animali asociali ed egoisti (e quindi meccanici). L'umanità si evolve soltanto quando si mette a lottare contro la propria natura antropofaga e amorale. Il sistema maialesco che c'è adesso in Occidente è tutto il contrario di ciò. In fondo tutta la nostra civiltà tecno occidentale si basa sul disprezzo dell'umano, basti pensare che siamo alleati di un paese genocidario.
EliminaMmm non intendevo precisamente quello. Intendevo quando qualcuno crea/fa uno short content per instagram o tiktok o quel che sia. Tanto quanto fa un film indecente.
EliminaÈ ovvio che è cosciente che sta producendo merda. Ma spera di ricavare denaro da quella merda
Scommette non sulle qualità umane, ma sulle debolezze umane, sulla miseria umana.
Volendo fare un esempio Giacobbe che scommette sulla debolezza di Esaù
Condoglianze. Quasi chiunque abbia avuto come figura di riferimento almeno una persona nata prima del baby boom penso che condivida questa sensazione di appartenere a un mondo che non esiste più, se di questa persona si sono interiorizzati i valori. Il punto - e mi spiace essere critico nei confronti di una persona che sta passando un brutto periodo - è che rimanere troppo attaccati a quel mondo credo che porti solo alla disperazione, perché quei valori spesso oggi sono semplicemente impossibili da applicare. Ovviamente non posso dirti cosa fare e pensare perché sarebbe irrispettoso e assurdo (manco ci conosciamo). Spero solo che tu possa trovare il giusto equilibrio coi tempi odierni.
RispondiEliminaIn realtà non sto nemmeno passando un brutto periodo, semplicemente ragiono e non mi illudo sulle cose. Sono un portatore sano di depressione, mettiamola così. Purtroppo essere umani significa essere animali dotati di un bug chiamato coscienza. Questa anomalia strutturale si può scegliere di ascoltarla e potenziarla o di ficcare la testa sotto la sabbia illudendosi, e spesso la vita è un'oscillazione tra questi due estremi. Niente di troppo grave comunque, anche se francamente questo periodo storico mi è insopportabile. Grazie cmq per il tuo sentito commento.
EliminaA me sembra che vi avviliate e basta.
RispondiEliminaI poveri sfigati ci stanno dai tempi di italo svevo. Ci scrisse una trilogia. Ed erano gli anni di Proust
Povero sfigato è proprio senza grano e senza figa.
Se hai il grano scegli tu come vivere. E fare il grano non è cosi impossibile. E poi trovi qualcuna che si trovi bene a non sovraesposizione, e ce ne sono cmq.
Quindi boh.
Ci sono anche gli sfigati con il grano e la figa. Difficile cmq che tu scriva qualcosa di intelligente, e scrivi da anni qui.
EliminaSi ma il punto è vivi come ti pare. Le % saranno cambiate ma certe figure in italia ci stanno almeno dai tempi di italo svevo.
RispondiEliminaA me sembra che l'essere umano patisca sempre le temperie del tempo, una sorta di effetto gregge in negativo. Ogni epoca le sue disgrazie, alcune epoche sono piu disgraziato di altre. No?