Ed eccoci con la nuova piangina Calcariana. Tre milioni di euro dal ministero della cultura, qualche polemica sullo sfruttamento degli animatori (cosa che c'è sempre stata: se questo tipo di sfruttamento c'è in Giappone, che è un paese evoluto, figuriamoci in Italia). La solita solfa sul senso di colpa, sugli amici di strada che soffrono mentre io so' un privileggiato e bla bla bla. La serie del 2023 ci stava, siccome oltre alla piangina cercava di dire qualcos'altro; anche la prima ci stava, dopotutto, ed era ben più frizzante di questa, che nonostante la colonna sonora che sarà costata un occhio della testa a livello di copyright (Moonlight Shadow di Mike Oldfield, Love Will Tear Us Apart dei Joy Division e tanti altri classici immortali che stonano a dir poco in un prodotto così infantile) si rivela posticcia, nonché trascurabile e ridondante addirittura dal punto di vista dell'umorismo (ma serve davvero rafforzare ogni battuta con una scenetta dedicata? Forse a priori si sapeva che non facevano molto ridere 'ste battute, tant'è che mi sono venuti in mente i Robinson, in cui a ogni stronzata che dicevano partiva la risata preregistrata). Perché sì, le battute. È proprio l'umorismo il punto forte di Calcare, quello che lo ha fatto salire alla ribalta in una società del ritardo mentale come quella in cui viviamo. Avesse parlato di cose serie e basta, non se lo sarebbe inculato nessuno. E se le battute non funzionano, se l'umorismo non funziona, il castello non tarda a crollare.
venerdì 26 giugno 2026
giovedì 4 luglio 2024
Dino Buzzati, il trauma del tempo e altre riflessioni
venerdì 16 giugno 2023
Questo mondo non mi renderà cattivo: la poetica del senso di colpa
La seconda serie di Calcare è decisamente migliore della prima: costituisce un passo in avanti sia a livello di narrazione che di contenuto. Il generale qualunquismo degli italiani l'ha tuttavia inquadrata come una serie prettamente politica - "Oh, minchia, le zecche vs i fasci cattivi se li poteva risparmiare"; "roba troppo politica per me, spiace"; "troppo pesanteh", "troppo impegnata" ecc. In realtà Calcare non è mai stato un autore superficiale, fin da quando pensava in francese in mezzo alle cumpe coatte della sua periferia romana. Anzi, proprio da questa sua diversità nasce la poetica Calcariana, il dialogo con l'Armadillo/coscienza: l'ammissione e conseguente esplorazione di un profondo senso di colpa nei confronti di chi, contrariamente a lui, non ce l'ha fatta, o quantomeno non aveva la sua fortuna (i.e. l'istruzione, l'intelligenza, le origini medio-borghesi). "Questo mondo non mi renderà cattivo", come tutte le altre opere dell'autore, è infatti un distillato di senso di colpa e inadeguatezza, una cosa della serie "so di essere sempre stato un privilegiato, ora sono diventato addirittura un socialista da poltrona, ma voi, compagni miei delle strade e dei centri sociali, continuate a soffrire. E ciò secondo me è ingiusto".
martedì 23 novembre 2021
Strappare lungo i bordi: Il prezzo della moratoria
Si sta dicendo molto sulla serie animata di Zerocalcare: "le solite tematiche del fumettista", "sembra un po' La profezia dell'armadillo", "è una fucilata", "c'è il treno, quindi la tematica del viaggio", ecc. In pratica, la fiera delle banalità. D'altro canto, quando Michele Rech viene intervistato, di solito l'intervistatore gli propone domande davvero banali, avendo una conoscenza dell'autore – e soprattutto del suo contesto sociologico – soltanto superficiale, quando non del tutto assente. Non me la sento neanche di "recensire" quest'opera, per quanto le mie recensioni siano molto particolari: il cartone animato in questione è molto simile, come impostazione scenografica e registica, a un fumetto dell'autore; la differenza principale sta, come dice anche lui stesso, nel fatto che lo spettatore può diventare partecipe delle musiche ch'egli ascolta durante la stesura, e cioè la creazione, il pensiero, delle sue tavole. Dal punto di vista tecnico-graficoe animazioni fanno il loro dovere e le colorazioni non stonano mai: nulla da lamentare pertanto. Lascio quindi una piccola considerazione personale, come sempre per chi ha già visto la serie e vorrebbe su di essa un'opinione più "cosciente" del solito.



