Creep citofona allo Zoppo, ma quello non risponde. Betty nel frattempo ci osserva con rassegnazione, mangiucchiandosi di tanto in tanto le unghie smaltate di nero. Siamo in Borgo San Paolo, con i vecchi tram arancioni che scorrazzano rumorosamente per le strade. A un certo punto una voce da cattivo Marvel ci fa “salite pure”. E saliamo, con Creep in testa che fa le scale a due a due lasciando me e Betty indietro col fiatone. Il portoncino mangiato dai tarli è semiaperto: chiediamo all’unisono “è permesso?” ed entriamo in un appartamento con le piastrelle bianche e i mobili d’epoca, un luogo umido in cui l’ombra e la polvere fanno da padroni. A sinistra c’è una stanza piena di oggetti: pile di carte di Magic, statuine di Baphomet e dei Cavalieri dello Zodiaco, dischi degli Slayer, dei Black Sabbath, dei King Diamond e quant’altro. Un piccolo angolino con un pentagramma rovesciato e un teschio di capretto appoggiato sul pavimento; una scrivania con un computer grosso e rumoroso di cui lo Zoppo massaggia lo schermo come se si trattasse di una sfera di cristallo. “Oh, sto andando a prendere un pitone al negozio, vuoi venire?” gli fa Creep.
martedì 17 marzo 2026
lunedì 2 marzo 2026
Le gesta della cumpa di Borgo San Paolo - Primo Episodio
Borgo San Paolo a Torino è il luogo in cui sono cresciuto. Certo, per via dell'affidamento non ero sempre lì, ma quelle volte che c'ero, in qualche modo, mi sentivo un ragazzino vivo, felice, circondato da persone strambe e malate, sì, ma che comunque in qualche modo mi accoglievano e rispettavano, trasmettendomi un calore umano impossibile da trovare a casa o a scuola. Volendo quindi approfondire questo vecchio post in chiave narrativa, inauguro così una serie di piccoli racconti brevi ambientati nel borgo, ispirati alla mia scaltra adolescenza da millennial.
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