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giovedì 6 aprile 2023

La vera origine del complottismo


Ho tenuto la "conferenza" su Gurdjieff  un po' controvoglia, se devo essere sincero. Fatto sta che l'ho comunque tenuta. La sostanza di ciò che ho detto era più o meno la seguente: 1) questo tipo di insegnamenti non sono roba per tutti, è necessario essere abbastanza feriti dalla vita per riuscire a introiettarli; 2) siamo bestie, ma possiamo essere qualcosa di più esercitando la nostra coscienza e tenendo sotto controllo il corpo; 3) la società in cui viviamo privilegia soltanto la bestia che è in noi sminuendo del tutto lo spirito, quindi il lavoro da fare è difficile e bisogna andare controcorrente. 

sabato 3 settembre 2016

Mushishi: Recensione

Titolo originale: Mushi-shi
Regia: Hiroshi Nagahama
Soggetto: Yuki Urushibara
Composizione della serie: Hiroshi Nagahama
Character Design: Yoshihiko Umakoshi
Musiche: Toshio Masuda
Studio: Artland
Formato: serie televisiva di 26 episodi
Anni di trasmissione: 2005-2006


"Mushishi", serie animata del 2005 tratta dall'omonimo manga di Yuki Urushibara, può definirsi alla stregua dell'identità interiore di un Giappone ormai iper-modernizzato, ma che al contempo ha sempre gelosamente conservato quelle caratteristiche ancestrali che si concretizzano nel legame spirituale con la natura, nel rapporto con gli antenati e nella fedeltà alle proprie tradizioni. Anche nel vastissimo campo dell'animazione i modelli pratici di tutto ciò sono svariati – si pensi al capolavoro miyazakiano "La città incantata", riconosciuto a livello internazionale con il premio Oscar – e spesso si ritrovano nascosti e integrati persino all'interno di opere di tutt'altro genere o contesto. È per questo che ritengo "Mushishi" – che si fonda esclusivamente sulla magnificenza del folklore nipponico – una serie profondamente giapponese, tanto nella forma quanto nei contenuti; nell'estrema rarefazione dei modelli visivi e narrativi incontra e riporta alla luce l'identità culturale del Sol levante, sopita ma al contempo sempre viva e rimpianta.
In un vortice di emozioni, filosofia e padronanza del mezzo espressivo, "Mushishi" si impone così come una delle migliori serie animate degli anni Duemila.