Titolo originale: Tenshi no Tamago
Titolo inglese: Angel's Egg
Regia: Mamoru Oshii
Soggetto originale: Mamoru Oshii - Yoshitaka Amano
Sceneggiatura: Mamoru Oshii
Character Design: Yoshitaka Amano
Musiche: Yoshihiro Kanno
Studio: Studio DEEN - Tokuma Shoten
Formato: Film
Durata: 71'
Anno di uscita: 1985
Un film per tutti e per nessuno.
"Tenshi no Tamago", che tradotto significa "L'uovo dell'angelo", è un
lungometraggio partorito dalla feconda unione dei due geni di Mamoru
Oshii e Yoshitaka Amano. Tale perla è da ritenersi "sine dubio" uno dei
film d'animazione maggiormente sperimentali e atipici mai creati, sia
considerando la foggia estetica sia andando a guardare la sfera
narrativa e concettuale: un vero e proprio "unicum" nell'ambito della
cinematografia nipponica. Purtroppo la sua uscita nelle sale è stata
accolta con freddezza dal pubblico e presto il suo nome è svanito dalle
scene, obliato nei meandri del tempo, per rimanere noto e apprezzato
solo da pochissimi appassionati.
Si tratta di un film molto particolare, caratterizzato da continui
intrecci di allegorie, simboli e metafore, tanto che il compito di
districarne il senso appare significativamente difficoltoso. In realtà
si tratta di un lungometraggio a cui non si può dare un'unica
interpretazione, è la sensibilità dello spettatore a fare da padrona e a
plasmarne il senso.
"Tenshi no Tamago" è, in primo luogo, un'affascinante esperienza
estetica di grande caratura e raffinatezza, una poesia di immagini, di
suoni, ma soprattutto di silenzi, capace di grande suggestione. Sin
dagli esordi ci immerge in scenari cupi e opprimenti, i fondali appaiono
quasi dipinti e vividi, tanta è la loro accuratezza. Le animazioni si
rivelano eleganti e aggraziate, studiate nel dettaglio: si noti ad
esempio il fluire dei capelli della bambina, questi vengono disegnati
uno per uno e l'effetto si palesa tremendamente realistico. Le musiche,
composte da cori eterei, quasi sacri, concretizzano un'atmosfera
onirica, ai limiti tra sogno e realtà.
In tale contesto, alienante e stordente, si muoveranno le uniche due
figure presenti: una bambina, custode dell'uovo titolare del film, e un
uomo in viaggio, armato di un fucile a forma di croce e le cui mani sono
segnate dalle stimmate.
La scena si divide precipuamente tra gli ambienti all'interno dell'arca e
la fatiscente e inquietante città morta sulle rive del mare.
Un'esegesi completa di ogni sequenza richiederebbe troppo spazio e
apparirebbe quantomeno fuori luogo in questa sede. Sembra quindi
doveroso, all'estensore di questa recensione, trattare solo alcuni
simbolismi cardine, per offrire un piccolo assaggio dei possibili
significati del film, che si giostrano in un sottofondo concettuale
variamente assortito, tra esistenzialismo, nichilismo e religiosità.
In primis si può scovare agevolmente un sostanzioso numero di
riferimenti alle religioni cristiana ed ebraica: i pesci e i pescatori,
il fucile a forma di croce, l'angelo, l'albero della vita, la cattedrale
gotica, l'arca. Non ritengo che in questa sede siano stati posti in
essere per mero gusto esotico e trastullo estetico, sia andando a
considerare l'importanza di alcuni passi biblici recitati in alcune
sequenze, sia alla luce del fatto che poco tempo prima di realizzare il
film Oshii si era interessato al cristianesimo, per poi abbandonarlo.
Una premessa importante, viste le tematiche in questione.
Ma andiamo al punto fondamentale, il fulcro dell'opera è costituito dal
rapporto tra le due allegorie della bambina e dell'uomo, e nella loro
relazione con l'uovo. I dialoghi sono ridotti all'osso, e spesso sembra
che le due figure siano incapaci di comunicare tra loro. Il loro
rapporto e atteggiamento con l'uovo è antitetico e configgente. La
bambina infatti confida ciecamente che in esso vi sia custodito un
tesoro prezioso e di inestimabile valore, che esso nasconda una verità
rassicurante, tanto che crede di sentire dei rumori provenire
dall'interno. Si tratta di un atteggiamento quasi "religioso", che si
fonda sulla fede, su un'intima e innocente convinzione personale. Al
contrario l'uomo, il guerriero, è in preda al dubbio, anela la
conoscenza non bastandogli la parola della bambina, incarna uno spirito
quasi filosofico, scientifico (ancora, la bambina potrebbe simboleggiare
la purezza e ingenuità dell'infanzia, mentre l'uomo l'età adulta che ne
tradisce le ingenue speranze). Egli non sa resistere alla tentazione
della conoscenza e viene meno al suo patto, tradendo l'innocente fiducia
della ragazzina, rompe il fragile scrigno per denudare la verità e
vederla con i suoi occhi, finendo tuttavia per rivelare che esso è
vuoto. Al suo risveglio (forse una metafora del disincanto, del destarsi
da un sogno) la piccola si troverà innanzi all'empia scena,
comprendendo che tutto ciò in cui fino a quel momento aveva creduto e
confidato era solamente un prodotto della sua mente, un'illusione.
L'intero mondo in cui credeva si basava su false convinzioni che aveva
costruito lei stessa in base alle sue speranze, l'uovo infatti è vuoto.
Incapace di accettare una simile verità si lancia in una disperata e
futile corsa verso il nulla, verso un baratro (simbolo della mancanza di
ogni certezza, di ogni appiglio), per poi cadere da un precipizio e
affogare in un corso d'acqua. Stupenda e intrisa di lirismo è l'immagine
che vede l'avvicinarsi della bambina al riflesso della "lei" adulta
generatosi sulla superficie dell'acqua: le due si fondono e danno vita a
un'innumerevole quantità di nuove uova, di altri dubbi di cui il mondo
adulto e disilluso è triste annunciatore.
Altre due sequenze, tra le innumerevoli allegorie di quest'opera, sono a
mio avviso da ricordare, sempre per ricondursi al tema nichilistico:
quella dei pescatori, cui abbiamo già fatto riferimento, e quella
finale.
I pescatori sono raffigurati come degli uomini grigi e inespressivi,
tutti identici tra loro tanto da non poterli distinguere. Sono una massa
uniforme che si produce in una continua, insensata e quanto mai
distruttiva caccia a delle ineffabili ombre a forma di pesce, che
tuttavia non possono sperare di catturare con i loro arpioni. Gli uomini
infine sono uguali, cadono nel medesimo errore di credere in mendaci
ideali, di dedicare la loro vita alla rincorsa di ombre, di sogni e
chimere che non esistono, come ad esempio il senso dell'esistenza oppure
di Dio, e altri falsi idoli comuni alla stirpe di Adamo. La verità è
che non esiste alcuna divinità (simboleggiata dal pesce anche nel rosone
della cattedrale), essa è solo un'ombra cui l'uomo non può fare a meno
di dare la caccia, ma che non può afferrare.
La scena conclusiva, infine, fa trasparire un forte senso di
insignificanza delle vicende e dei dolori umani, che scorrono
inutilmente, meno rilevanti di un pezzetto di muffa e muschio sulla
chiglia di una nave. L'imbracazione, rovesciata, sembra un'arca che è
naufragata, portando l'umanità alla deriva di un oceano nero e denso
come la pece. Una conclusione cupa e sconfortante, di rara suggestione.
Ottima recensione per il miglior film anime a mio avviso,ma onestamente potrebbe rivaleggiare con i grandi film live del passato decontestualizzandoli ovviamente. Oshii era al top in questo film,poi il design di Amano,da vero pittore,è sublime.Spero si possa far conoscere questo capolavoro ignorato ai più.Sono Texhnolyze ^^
RispondiEliminaAnche per me entra nel podio dei migliori film animati, almeno, tra quelli che ho visionato.
EliminaA proposito di Amano, qui c'è un'intervista dove parla anche di Tenshi, seppur brevemente e senza dire nulla di epocale, ma è interessante.
Interessante,grazie per il suggerimento.
RispondiEliminaFinalmente ci ho capito qualcosa! Arigatou <3
RispondiEliminaNonostante Oshii abbia dichiarato che ognuno può attrubuire alla sua opera il significato che meglio crede, in TnT continuo a vederci il dramma della perdita della fede e delle illusioni infantili.
EliminaDi nulla :3
EliminaBella recensione; aggiungerei che le uova che crescono quando la bambina si getta nel precipizio indicano soprattutto la nascita della vera vita: la bambina chiusa in se stessa e nella sua illusione non cresce e non porta progresso(così come la religione) ma, una volta rotto l'uovo ed essendo uscita dall'illusione(si potrebbe anche dire che l'uovo rappresenti il suo guscio), riesce a crescere ed uscire fuori così da essere veramente viva. Tuttavia il contatto con la realtà è traumatico, infatti le persone hanno bisogno di illusioni per vivere e per questo si getta.
RispondiEliminaSecondo voi cosa rappresenta l'acqua? Essendo un elemento onnipresente ha una certa rilevanza nel film. Sembra quasi il vero dio del racconto in quanto da vita ma al tempo stesso la toglie(diluvio universale) e non ha niente di immaginario in quanto è concreta.
L'acqua e' principalmente un simbolo di mutamento, in quanto assume la forma dell'oggetto che la contiene in un continuo divenire. Nel caso di TnT mi rifarei all'interpretazione di Jung, che paragona l'inconscio ad un lago surreale. In fondo l'opera e' il sogno onirico di un Oshii in preda a determinati turbamenti interiori - in primis l'abbandono della fede cristiana a favore dell'agnosticismo.
EliminaL'acqua e' altresi' un simbolo uterino, legato alla madre terra, allo stesso modo dell'uovo, simbolo molto potente che tratto anche nella recensione di Yume Nikki. :)
Tuttavia c'è un elemento contrario all'interpretazione dell'acqua come divenire: la bambina dopo che riempie l'ampolla d'acqua e torna a "casa" la ripone vicino ad un'altra e si nota che intorno al perimetro delle stanze ci sono ampolle pietrificate. Quindi quest'ultimo elemento pone la visione dell'acqua in modo statico come se trascendesse il tempo. Sono solo sensazioni perchè questa scena non sono riuscito ad interpretarla ancora.
EliminaLa bambina riempiendo l'ampolla d'acqua cerca di "catturare" il divenire e l'inconoscibile - molto probabilmente mediante la fede -, ma poi questa cosa le sfugge di mano. Anche nel passo che citi a parer mio si palesa il tema ricorrente dell'intera opera.
EliminaRispondo anche a oni90
EliminaMolto bella l'idea di raccogliere l'inconoscibile, grazie a voi mi sono fatto un idea: la bambina cerca di catturare l'inconoscibile cioè l'acqua(perchè quest'ultima nel film è rappresentata anche come una sorta di forza divina) così come cerca di fare di religione ma si rivela essere assolutamente inutile in quanto è impossibile conoscere l'inconoscibile. Così spreca la sua vita alla ricerca dell'inafferrabile e questo divenire è scandito dall'accumularsi delle ampolle non dell'acqua stessa(almeno in questo caso). Così si delinea anche il contrasto che c'è tra il tempo eterno della religione(tuttavia illusorio) e quello reale scandito dall'accumularsi delle ampolle.
Per me ci azzecca la connessione con il divenire, anche perché l'acqua scandisce il passare del tempo, infatti ne aggiunge una ogni volta e queste sono tantissime, l'immagine evocata è quella di un enorme tempo trascorso.
RispondiEliminaMi spiace ma non avete capito la trama del film ( a dirla tutta, neppure io al 100% ) : la bimba è un aliena , o una mutante ovipara ultima superstite dell' ARCa in cui abita .
RispondiEliminaL'uovo è suo e per farlo ha bisogno di bere molta acqua , che continua a raccogliere in centinaia di ampolle.
Se ci fate caso, ogni volta che si trova vicina a un fiume, è come ipnotizzata e tentata di tuffarcisi dentro.
L'Uomo è un agente inviato da chissà chi ( forse color che hanno dato vita al diluvio universale) per scovare l'uovo e distruggerlo ( avete presente l'astronave che si vede quando lui arriva e quando se ne va ?), forse perché temono possa generare quei pericolosi uomini con le ali di cui vede lo scheletro nell' ARCA ( e infatti appena lo vede ha l' espressione preoccupata di chi ha capito cosa deve fare ).
Distrugge l'uovo , ma risparmia la bambina perché crede che l'uovo lo abbia solo trovato .
Invece , quando se ne è andato, la bimba in preda al dolore per la rottura dell' uovo , cade in acqua e lì raggiunge subito la maturità sessuale , in modo da partorire decine di uova .
L'uomo ha fallito , e le creature che nasceranno cambieranno forse il Mondo che lo abita.... ma il vero mistero è : come ha fatto Oshi a convincere i produttori a sganciargli così tanti soldi per un film così anti-commerciale che più anti-commerciale non si poteva fare ?
Ricatto ? Prestazioni sessuali ? Nepostismo o amicizie varie ?
Ah, saperlo !
Ciao, la tua è un'interpretazione soggettiva, sebbene molto interessante. Essendo TnT una non-narrazione simbolica al 100%, penso sia errato parlare anche solo di "trama".
RispondiEliminaPenso che comunque TnT sia stato prodotto con quel budget da capogiro data la congiuntura economica favorevole del Giappone del periodo e il successo degli OVA lolicon negli 80s.
Magari non è azzeccata al 100% ma credo di essermi avvicinato e di molto alla storia ( che c'è : se poi Oshii non voleva essere capito, è un altro discorso)
EliminaE se ascolti anche i dialoghi nell' Arca, capisci che il Soldato fa parte di una qualche "razza superiore " che ha plasmato il Mondo e poi punito col Diluvio Universale ( come si vede nel finale, col Mondo sommerso d'acqua a forma di Arca rovesciata ).
La bambina parlava pure che dall' uovo sarebbe uscito qualcosa che avrebbe epurato il male dal Mondo.
E quindi no, non va bene che la Terra e i suoi abitanti smettano di essere statue che inseguono ombre di pesci, nulla deve cambiare l'ordine costituito.
Sappiamo che il soldato cercava la bambina perché nel finale si vede la statua di lei con l'uovo sull' astronave che dovrebbe portarlo via ( una qualche predizione messianica ?).
D'altronde ci sarà un motivo se la bimba raccoglie così tanta acqua per berla, no ?
E infatti quando cade nel fiume capiamo il perché.
Ma non voglio convincere nessuno.
Certo sarebbe bello chiedere ad Oshii se ho ragione o almeno, cosa cavolo avesse in mente quando scriveva stò film .
"E quindi no, non va bene che la Terra e i suoi abitanti smettano di essere statue che inseguono ombre di pesci, nulla deve cambiare l'ordine costituito."
EliminaChe poi alla fin fine è la solita simbologia dell'Urashima Tarou, del "congelamento" che Oshii usava in quegli anni, quando era ancora un poì otaku e se ne stava rendendo conto. Considerando ciò, potresti anche non avere torto nel vedere dello SF in TnT. Lui purtroppo ha soltanto detto:
Tutti pensano che per risolvere i propri dubbi basta chiedere al regista. Non sono d'accordo. Ritengo che le risposte risiedano dentro ogni spettatore"
Che fosse Cristiano e che abbia avuto problemi con la fede è senz'altro un dato di fatto, come i suoi solipsismi da otaku in fase terminale (vedi la seconda parte di Twilight Q).
Ti consiglio di provare a riguardarlo tenendo per buona la mia versione dei fatti: noterai tanti particolare che a prima vista sembrano inutili, non più tali.
EliminaOcchi a quando il soldato parla del Diluvio Universale, che al contrario di come recita la Bibbia , è voluto per sterminare non solo l' umanità m anche le sue specie animali ( quindi non era preventivato che si salvasse qualcuno), ma sopratutto, che il Diluvio finisce con il Mondo sommerso dalle acque e nessuna terra promessa per Noè e gli altri sopravvissuti.
Penso che Oshii non dica nulla sulla trama del film perché preferisce che il pubblico stimoli il cervello e la fantasia cercando spiegazioni da sè, piuttosto che guardare passivamente il film.
Vedo questo messaggio alla mia recensione soltanto ora, quindi mi perdonerai il ritardo nel rispondere.
RispondiEliminaIn realtà trovo molto interessante il tuo inquadramento della storia, e ci può stare, tuttavia TnT rimane un film criptico al quale si potrebbero trovare diecimila altre interpretazioni ugualmente calzanti.
Anche la tua ricostruzione è piena di salti logici e di assunzioni, così come qualunque altra, visto che gli indizi sono pochissimi.
Attesa quindi la natura profondamente ermetica di questo titolo non credo si possa dire di possedere la verità in tasca, e mi pare anche un po' limitarlo voler appiattire il film su una spiegazione tramistica piuttosto che metaforico/allegorica.
Comunque grazie del commento, molto prezioso!
Acqua, loli, astronavi, rinascita del mondo... parlate del DAICON-III O.A: vero? :-)
RispondiEliminaInvece Uruseiyatsura2 è uguale al DAICON-IV O.A.
Oh Yamaga, Yamaga... perché sei tu , Yamaga?