giovedì 3 aprile 2014

Narutaru: Recensione

 Titolo originale: Narutaru

Titolo inglese: Shadow Star

Autore: Mohiro Kitoh

Tipologia: Seinen Manga

Edizione italiana: Star Comics 

Volumi: 12

Anno di uscita: 1998

 


Recensire un titolo controverso come "Narutaru" è molto difficile, sopratutto se si cerca di essere obbiettivi; l'elevato valore artistico del manga di Mohiro Kitoh è comunque innegabile, nonostante l'esasperata spirale di violenza, il nichilismo e l'atmosfera opprimente che lo caratterizzano. Senza dubbio "Narutaru" è stato molto influente: scorrendo le recensioni o girando nei forum lo vedremo spesso utilizzato come metro di paragone rispetto ad altri manga e anime più recenti, come ad esempio il blasonato "Madoka Magica".


Essenzialmente "Narutaru" è un decostruttore del genere "pocket-monsters", che annovera tra i suoi esponenti più celebri "Pokémon" e "Digimon". L'espediente narrativo della decostruzione del genere viene attuato attraverso l'inserimento nel plot di elementi eccessivamente maturi, complessi ed estranei al genere di partenza; parliamo di realismo psicologico, riferimenti esoterici, esistenzialismo, mitologia, ultraviolenza, incesto, stupro (anche su minori), omicidio di massa, apocalisse, guerra nucleare e anti-americanismo.
I "Pokémon" di "Narutaru" si chiamano "draghi" e sono connessi mentalmente con i protagonisti, che possono comandarli a distanza. I personaggi vedono attraverso gli occhi del loro "drago", subiscono shock psicologici quando viene danneggiato in combattimento, possono personalizzarlo in base ai propri interessi (ad esempio quello appassionato di armi e fissato con le bambole avrà la sua loli-angelo-dragone armata di mitragliatore gatling "W/Gau-8/A Avenger". I protagonisti non tarderanno ad usare i loro mostri per compiere vendette, stermìni di massa e abbattimenti di aerei in volo, sfogando brutalmente la rabbia che nutrono nei confronti della società e l'odio feroce che hanno accumulato verso le persone che da sempre li opprimono. Questo tema del potere ai giovani è tipico delle opere di Kitoh, così come la perfetta caratterizzazione ed espressività che contraddistingue i suoi personaggi (non posso non citare la bellezza e la finezza del precedente "Le ali di Vendemiaire" a tal proposito).


Shiina, la protagonista assoluta del manga, è una ragazzina di dodici anni che durante una vacanza al mare, nella spiaggia vicino alla casa del nonno, trova un buffo "drago" a forma di stella marina che la segue ovunque, nonostante ella non riesca a connettersi mentalmente con lui. Shiina ha i genitori divorziati, un pessimo rapporto con la madre e vive insieme al padre, un pilota di caccia (costui vanta il primato di essere l'unica persona "normale" del manga!). L'incontro con gli altri ragazzi che posseggono un "drago", gli strani eventi che coinvolgeranno la ditta per cui lavora il padre e l'ambigua amicizia con la problematica e misteriosa Akira Sakura faranno degenerare la tranquilla vita di Shiina in un baratro vertiginoso e apocalittico.


Il contrasto tra la pesantezza dei temi trattati ed il dolce tratto di Kitoh induce una sorta di estetizzazione della violenza, spesso più psicologica che fisica, e contribuisce alla creazione di situazioni molto raccapriccianti, che saranno fonte di sgomento per il lettore più sensibile.
Ho sempre trovato il character design di questo manga perfetto, in quanto i personaggi vengono volutamente disegnati in modo simile a delle bambole, per sottolineare la loro fragilità interiore e la loro incapacità di liberarsi dalle cose spiacevoli.


In "Narutaru" non mancheranno delle suggestive incursioni nel mito: in un capitolo verrà trattata la leggenda della strega "Baba Yaga", la cui casa poggia su zampe di gallina, onnipresente nelle fiabe russe; la favola di Urashima-Taro, la leggenda dell'eterno adolescente che ritroviamo in molti altri anime e manga famosi... Alcune vignette di questi episodi sembreranno delle vere e proprie visioni oniriche che, personalmente, mi hanno molto affascinato.


Il messaggio che vuole trasmetterci l'autore con tutta questa violenza è che la razza umana ha fallito: è corrotta, impura e capace di azioni mostruose. E per questo deve essere atrocemente punita. Non c'è alcuna redenzione, alcuna speranza per il genere umano.

La sceneggiatura è molto veloce e tiene incollato il lettore fino all'ultimo volume. Tuttavia alcune sottotrame vengono chiuse abbastanza frettolosamente, senza essere sufficientemente approfondite. Penso che Kitoh improvvisi molto durante la stesura dei suoi manga; egli è indubbiamente una persona molto emotiva, sensibile e assai lunatica. Avrà comunque modo di migliorarsi con "Bokurano", struggente capolavoro dalla sceneggiatura perfetta che uscirà sei anni dopo "Narutaru", nel 2004.
Il difetti più evidenti del manga sono la scomparsa di un personaggio a metà serie e la mancata risoluzione di alcune sottotrame. La frenesia della narrazione e la "cattiveria" malata che contraddistinguono questo titolo sono comunque insuperabili e hanno fatto scuola.


In conclusione, "Narutaru" è praticamente un cult del fumetto giapponese. Non lo consiglio assolutamente alle persone più sensibili ed impressionabili, che potrebbero rimanere scoinvolte da alcune scene pesanti. Lo consiglio, invece, a chi ha già aprezzato "Evangelion", "Saikano", "Ideon" e "The end of Evangelion". Noi italiani abbiamo la fortuna di poter disporre della versione completa e senza censure di questo manga, che è stato sospeso dalla pubblicazione in molti paesi, tra cui Germania e Francia. Il suo forte anti-americanismo, che sfocia spesso nell'odio allo stato puro, ha creato notevoli problemi con l'edizione americana, detta "Shadow Star", che è uscita piena di censure. Addirittura, quando "Narutaru" uscì su "Kappa magazine", la rivista dovette adattarsi per pubblicarlo, introducendo per la prima volta in copertina la dicitura "destinato ad un pubblico adulto".


Non fatevi quindi ingannare dal primo volume o dalle copertine. "Narutaru" ci va giù pesante.


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