mercoledì 2 giugno 2021

La mia prima volta – My lesbian experience with loneliness: Recensione

 Titolo originale: Sabishisugite rezu fūzoku ni ikimashita
 Autore: Nagata Kabi  
Tipologia: Seinen Manga   
Edizione italiana: J-POP
Volumi: 1
Anno di (prima) pubblicazione: 2016

Quella di Nagata Kabi è una lucida auto-analisi di una persona fragile che in se stessa rivive tutti i problemi di un'intera epoca/generazione.  L'autrice inizia dal momento cruciale della sua esistenza: l'abbondono dell'università con conseguente esclusione dal mondo/società. Da lì in poi, inizia a maturare una profonda forma di depressione che la spinge a procurarsi tagli sulle braccia e a strapparsi i capelli procurandosi calvizie. La sua omosessualità non viene neanche discussa, ma data per normale: non è questo il problema e non vi è alcuna volontà di farci della politica sopra. Sabishisugite rezu fūzoku ni ikimashita (i.e. Per la troppa solitudine sono andata in un bordello lesbo ) non è neanche un manga per fujoshi o con mire fanservicistiche: a parer mio è la naturale evoluzione ai giorni nostri del lavoro di Okazaki Kyouko, che parlava dei problemi delle ragazze nella società dei consumi degli anni ottanta utilizzando un tratto molto personale e il contrasto tra bianco e rosa cipria, che la Nagata fa sapientemente suo utilizzando uno stile umoristico che racconta problemi reali in modo mai pesante, vittimistico o autocompiaciuto.  

 

 

"Il dolore mentale non ha forma concreta, quindi praticavo autolesionismo per dargli almeno una parvenza di riconoscibilità". 

 

La parola "vuoto" viene utilizzata ripetutamente durante le riflessioni della Nagata.  E' il vuoto del "non avere un posto a cui appartanere", dell'essere dislocati in un mondo di insicurezze e precarietà esistenziale. Il vero, unico dolore della solitudine dell'animo umano. La famiglia dell'autrice viene descritta come la classica istituzione degli anni settanta del dopoguerra: nessun problema derivante da divorzi, violenze o altro, ma soltanto l'incapacità di comprendere i cambiamenti del mondo dovuti alla globalizzazione/postmodernità. La madre dell'autrice infatti, da lei molto amata, vorrebbe soltanto un posto fisso per la figlia, e non accetta i suoi continui impieghi part-time, che verranno poi persi a causa di potentissimi disturbi ossessivo-compulsivi nati come forme di sedazione in risposta al "vuoto" (anche in questo caso, la famiglia della Nagata non è in grado di capire). Questo "vuoto" viene analizzato dall'autrice con precisione clinica: ella arriverà alla conclusione di essere una semplice adulta che non è mai voluta crescere, che è rimasta bambina anche a ventotto anni per essere accettata dalla madre, che paragona ad un intero universo. La madre infatti è un po' come Dio: è l'essere che almeno in teoria dovrebbe accettarti per come sei realmente - mother is the first other. Non per nulla l'autrice nel suo congelamento infantile rigetta completamente la sessualità e ricerca - tipo nel lavoro - l'approvazione incondizionata degli altri, che tuttavia viene rotta dalla sua malattia: da qui in poi arriverà a capire che il lavoro è scambiare le proprie competenze per uno stipendio, non una famiglia sostitutiva che ti perdona qualsiasi cosa.


Dall'analisi del rapporto con la madre e dalle riflessioni sull'amore materno bene o male inizia la crescita della protagonista, che riconosce altresì di essere in qualche modo "fuggita" nelle metanarrazioni fornite dai manga di cui è un avida divoratrice. A questo punto la storia diventa il passaggio da "Genitori > Io" a "Io > Genitori", una crescita che avrebbe dovuto avvenire gradualmente, ma che invece, come fa implicitamente notare la stessa Nagata, è stata un bruciare tutte le tappe in modo immediato, innaturale, asincrono (cosa molto comune nel nostro tempo). Lo stesso incontro con la prostituta è un qualcosa del genere, ed è ricercato dall'autrice non tanto per il sesso, ma per avere amore, comprensione e protezione ("vorrei soltanto essere abbracciata"), che sono le prerogative di una madre sostituto. L'incontro con la escort che le darà il primo bacio e il tanto agognato abbraccio è la scena climax dell'opera, e l'autrice ci perviene iniziando un percorso di auto-accettazione del sé (in preparazione dell'incontro, la Nagata inizia a lavarsi, a comprarsi vestiti nuovi e a cercare di stare bene con se stessa). L'accompagnatrice è disegnata in modo più dettagliato del solito: sembra quasi che la Nagata provi una sorta di gratitudine nei suoi confronti, una premura che mi è sembrata molto dolce in tutta la sua velata tristezza.


Dall'incontro in poi, nel quale l'autrice si mette a nudo in tutto il suo disagio esistenziale, ella decide di trasporre la vicenda in fumetto. La storia (che è quella che sto recensendo, ma ci sono dei sequel) otterrà un certo successo e la Nagata potrà andarsene via di casa trovando finalmente "il proprio posto" più all'interno di se stessa che all'interno di una società dissolta, dislocata e che a momenti ormai non esiste neanche più. Certo, è tutto molto malinconico, ma questa è una vera e propria "storia del nostro tempo", forse una delle più lucide e oneste. Tipo l'università che viene incontro al consumismo e ai suoi vizi congelando le persone nella loro adolescenza e rendendole quindi incapaci di affrontare la vita; l'impossibilità di fuggire a tale imposizione dato che la precarietà e la selezione spietata sono il nuovo paradigma del vivere e pertanto occorre per forza di cose essere titolati per sopravvivere in modo decente; i colloqui di lavoro fallimentari della protagonista, che li fa soltanto per compiacere la madre;  la solitudine e le tante amicizie di convenienza che finiscono con la conclusione di determinate fasi della propria vita, tipo il liceo o l'università. Tutte quelle nuove malattie che alla fin fine sono conseguenze di un "vuoto" esistenziale sempre più marcato nei giovani e incomprensibile dai più vecchi. Il resto sono riflessioni personali, vissuti individuali, storie di solitudini che incontrano altre solitudini per poi finire nell'oblio di una vita in una stanzetta a consumare intrattenimento anziché cercare di costruirsi una vita nel mondo reale. Ma questo passo cruciale, dico quello di uscire e provare  a fare qualcosa, non importa cosa, non importa come, da quel che ho letto la Nagata è riuscita a farlo. E pertanto, almeno per ora, chapeau. 


117 commenti:

  1. Interessante la disamina che poni nei confronti dell'anaffettività della generazione precedente alla nostra. Da una parte totalmente incapace di gestire il cambiamento sociale repentino che ha sconvolto le fondamenta strutturali degli ultimi decenni, dall'altra fortemente indifferente nei confronti dell'aspetto emotivo e umano dei loro figli. Il benessere economico toglie alcune preoccupazioni (grazie al cielo), ma non si vive solo di pane e acqua. La mente e lo spirito hanno bisogno di essere nutriti, forse più in alcune persone rispetto ad altre, e se quella linfa non arriva come dovrebbe, se si fatica a trovare punti di riferimento tanto nei genitori quanto nelle "amicizie", diventa un bel problema da gestire.

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    1. Alla fin fine secondo me è los tesso divario generazionale fortissimo di cui parlava Tomino. Ad esempio il padre di Kamille si fa pesantemente i cazzi suoi con l'amante lasciando il figlio solo con la sua rabbia. La Nagata dal canto suo è una persona molto dolce e utilizza del tatto per dimostrare le barriere di incomunicabilità tra lei e i suoi.

      Sono comunque d'accordo in generale, poi penso che ci siano situazioni molto particolari che dipendono fortemente dalle persone. I genitori boomer possono essere figli sì del benessere, ma credo che alcuni abbiano comuque assaggiato la povertà. Pertanto forse è meglio parlare di "mentalità del benessere", e qui mi vengono in mente persone (spesso della stessa generazione dei nostri genitori) che si indebitano per rincorrere lo stile di vita iper-consumistico che li ha imprintati anche nella "povertà" (una "povertà" con comunque frigorifero, lavatrice e televisione nella maggiorparte dei casi).

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    2. Ad ogni modo, a mio parere, non si spiega del tutto questa totale incapacità riguardante l'aspetto umano ed emotivo del prossimo.

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    3. Penso che sia un problema dell'umanità di ogni tempo, solamente arcuito dalla mancanza di educazione/riferimenti stabili. Io stesso delle volte sono stato insensibile con persone a me care. E viceversa. Se si è del tutto sedati o in gran parte rincoglioniti dalle cose del nostro tempo, è impossibile correggere il tiro, ossia crescere (o quantomeno provare a farlo). Parlo così perché data la nostra natura fallace, quando agiamo inevitabilmente sbagliamo.

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  2. Sulla mentalità del benessere sono super d'accordo, anche se secondo me non e benessere, e più mentalità da smidollati.

    Esempio banale: io vivo abbastanza nel comfort.

    I miei genitori, che non sono tirchi ms sono abituati agli standard attuali etc dicono che sono viziato.

    Mia nonna che e tirchissima ms vecchia dice% eh e normale Cristia le spese corrono.

    Per dire il punto non e il benessere economico.

    Mi viene in mente un altra cosa di mia madre stavolta.
    Lei era stata educata in moderazione quindi vestiti ultra firmati e cose varie li vedeva come lussi reali, d'altro canto dava per scontato avere case etc

    Oggi e il contrario.

    Questo per ribadire un concetto vecchio. Oggi la maggior parte della popolazione vive in tutt'altro che nel benessere. E di nuovo nkn capisco come shito si ostini a chiamare i problemi di oggi problemi del benesdere.

    Quando le classi ricche di 3-4 generazioni fa stavano sicuramente meglio della media sociale di ora ma non e che fossero sregolate.

    E ovviamente un problema di mentalità, forse la povertà reale favorisce addirittura tale mentalità da accattoni senza famiglia e senza terra.


    Addirittura credo le classi ricche di oggi siano danneggiate dal fatto che si faccia una narrativa per vendere molto, dunque per le masse che sono povere e prive di tutte quelle crudeltà classiste che sono la vera educazione. Come dare per scontato che i domestici possono anche bruciare vivi ma a chi omporta (e una scena de l'age d'or di Luis buniel, poi anche nei Simpson con willy il. Giardiniere.... Chissà se era voluta).

    Quella è una mentalità educativa, perche educa alla durezza della vita ma mantiene l'agio ed il benessere, e forse educa anche alla pietà. Questa credo invece sia la riflessione del vecchio Bunuel, in primis con viridiana

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  3. Che poi quello che scrivevo sopra e la stessa vosa del conte max che diceva shito post addietro.


    Ovvero il pacifico riconoscimento che alcuni godono e altri servono nella vita. La narrativa sguaiata di oggi, tutta l'organizzazione sociale di oggi, vuole negare questo.
    Ovviamente è il collasso totale perché manca quella componente di crudeltà che educa a crescere ricchi e poveri.

    I ricchi non sono più capaci di godere. Anche in campo sentimentale è...

    Avere una bella vita vuol dire avere lo sguardo d'aquila, crudele, che fa dire
    ... Io godo con la mia famiglia, gli altri schiattino pure.

    Se si prende quello, fino in fondo, sono sicuro si baderebbe di più a preservarsi per non fare la fine della preda, e casomai si avrebbe anche pietà.

    Oggi invece si empatizza con la preda,ma e empatia da quattro soldi. Empatia che non vuole vittime.

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  4. Il discorso sulla crudeltà sociale mi ricorda appena un po' quello fatto intorno a Kappa di Akutagawa Ryuunosuke. Ovvero, sulla realtà dietro al paravento dell'ideale socialista. Hayao Miyazaki con Oshii Mamoru disse: "Il socialismo è stato il sogno della modernità. Come risultato, si è avuto un fallimento. Tra le alternative, il capitalismo è l'unica accettabile dalla maggioranza perché è l'unica a rendere tollerabile la condizione di schiavitù." Non solo parole mie, ma di quei due signori giapponesi. Credo ci sia molto del vero. Il punto, però, a cui forse quei due anziani ancora non pensavano (o forse uno dei due sì) è quale sia il prezzo che viene pagato da tutti per mantenere in atto la farsa. Un altro prezzo, temo.

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  5. Mi è piaciuto molto questo manga quando lo lessi, avevo un po' di perplessità per la progressione della storia ma il conflitto della protagonista riuscivo a sentirlo come qualcosa di veramente genuino, poi lo stile roseo del fumetto è usato davvero in maniera peculiare. Hai fatto belle considerazioni su di esso.

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    1. Grazie. Essendo una non-storia introspettiva non mi sono posto il tuo problema durante la lettura. :)

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  6. Credo sinceramente che l'autrice sarebbe contenta nel leggere la tua "recensione". Miglior commento non saprei farti. :-)

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    1. Grazie :)

      Purtroppo c'è una barriera linguistica notevole che separa me e l'autrice.

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  7. Il mio discorso era duplice


    1) banalmente economico. Si deve distinguere. E ovvio che c'e maggior benessere diffuso. Il punto e che ora viene narrata, giudicata degna di essere vissuta la vita degli ultimi e dei penultimi.
    In passato banalmente era ovvio che la vita di taluni fosse designata al malessere.

    Quindi si, il benessere e migliorato solo che si prende come idea di fascia media una fetta molto piu ampia di popolazione. Questo credo sia quasi oggettivo, non confutabile.

    Dunque finiamola con sta cosa del benessere diffuso... All:opposto si fa una narrazione della classe media adatta a quelli che un tempo erano considerati feccia.

    Basta riferire il termine medio non ai numeri, ma al tenore di vita per messo che oggi si e molto appiattito.

    2) Piu complesso diciamo che ho tentato di esplicitare, se ho inteso quel che vuol dire, quello che shito chiama il prezzo per mettere in atto la farsa.
    Ma tutte le farse chiedono un prezzo molto elevato, anche se apparentemente donano serenita

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  8. Faccio un errata corrige...


    Con media dei numeri intendo il benessere Medio della massa della popolazione.


    Con media del benessere intendo quello che e percepito come tenore di vita Medio.
    Banalmente io vedo gente chr vive piu o meno in condizioni di proletariato, casomai adornato da piccoli lussi, estemporanei o meno, venire percepita come classe media. A me sembrano solo una massa di morti di fame in giacca e cravatta casomai titolati, ma portati a vivere nelle condizioni di proletari. Ore ed ore sul lavoro, paghe da fame perche in italia la paga e da fame, se non hanno ereditato dunque vita da Schiavi.
    Percepita appunto come tenore di vita Medio.


    Come puo un poveraccio non stordirsi con quel che trova... Lavoro, filosofia, droghe, alcohol


    Il discorso emotivo psicologico e ovviamente ancor piu pregiato e forte. Ma come puo un proletario amare... L'amore richiede forze, tempo, benessere... Non e cosa data ai poveracci, forse ai criminali ma non al proletariato.

    Questa e la dura realta. Altro che akutagawa

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  9. Spiace dirlo, ma (cito il tuo elenco) un lavoro che dia soddisfazione, la filosofia, le droghe e l'alcol sono tutti lussi. Il "proletariato" è una classe sociale che non "possiede" che la propria prole (non già la "casa" dove risiede) e non può che sbarcare il lunario alla giornata per tirare avanti. Secondo me hai strane idee di ricchezza e povertà. Un tetto sopra la testa, certezza di cure in caso di malattia, cibo a sufficienza: questa è ricchezza. Il tempo libero è lusso. Sprecarlo in modi nefasti e disgrazia, ovvero mancanza di educazione reale. Disgraziatamente, nel diffondere il benessere del confuso non si è poi riusciti a diffondere un tipo di educazione spirituale adatta al benessere diffuso. Peccato davvero.

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  10. Il tempo libero e sicuramente un lusso, ma ne serve tanto davvero per apprezzarlo, e non ci si deve stancare.


    Ricordo ancora al secondo anno di universita parlando con una professoressa simpatica...

    Ma sai torno a casa la sera e non riesco che a vedere qualche sciocchezza in TV per la stanchezza.

    Io: beh e evidente che lavora troppo, no?

    E un discorso che poi ho risentito infinite volte, ma credo ho quasi sempre taciuto... Anche una battuta non e da tutti apprezzarla

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  11. Anonimo (*lui*)3 giugno 2021 23:20

    Intervenendo a caso come al solito :-), direi che l'evoluzione della società aumenti sempre più la quantità e la precisione degli attributi che occorrono per essere ricchi: ovvero, cambia la nozione di ricchezza, e di conseguenza quella di non ricchezza = povertà.
    In questo senso qualcuno parla dell'"1% contro il 99%" per definire la dialettica sociale, mettendo insieme chi rischia di morir di fame con chi va "soltanto" avanti a lavori sottopagati e in disoccupazione. E ho l'impressione che il contesto occidentale autorizzi in principio una tale parificazione, quando si percepisce che la condizione di ogni persona "abbastanza povera" possa peggiorare all'improvviso al livello "senzatetto". La cosa magari non sarebbe venuta in mente a chi ha vissuto altrove.
    Parallelamente c'è poi il discorso limitante opposto sulla società: anziché porre da un lato "il massimo livello" e dall'altro "tutto il resto", in altri ambiti si può considerare "il livello zero" da cui si può salire per arrivare al "livello uno", che include tutti i superiori. Insomma, dare una definizione limitativa di ricchezza (es. appunto tetto sulla testa + cibo + cure mediche accessibili), chiamare "ricchezza=0" la sua assenza e "ricchezza=1" un insieme che include chi sta peggio del sottoscritto, il sottoscritto e il signor Bezos senza distinguerli chiaramente.
    E questi approcci limitanti ovv. si potrebbero applicare non solo alla ricchezza e società, ma anche a questioni più psicologiche ecc., ad esempio quella di cui al quarto periodo di questo articolo.
    E direi che sia importante convincersi che *nessuno di questi modelli è sbagliato a priori*, al massimo è sbagliato per il fine di chi dà la descrizione.

    (First World Problems - certo che esistono e hanno dignità! Per me e per il satirista. :-))

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  12. Commentato con anonimo, ripeto con nickname.

    Un tetto sulla testa e il cibo a sufficienza lo hanno tutti coloro che lavorano, a che pro questa sceneggiata?

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    1. I commenti senza nick te li casso per evitare casini nelle discussioni.

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  13. Proletariato a chi ha solo la prole (e se stesso) per sostentarsi, la parola nasce in un contesto ove le persone di estrazioni sociale discreta non avevano cmq stretta necessità di lavorare per sostentarsi, etc etc
    Nessun lavoratore dubita del cibo, non solo il proletario ma neppure lo schiavo. Perché per fst lavorare un uomo gli si deve dare un tetto e del cibo regolari, senza muore.

    E un concetto più difficili che lo studio delle lingue orientali questo? Boh.

    Ad anonimo/lui...

    Il mio discorso non era strettamente economico - credo infagherei il blog di Akira Sakura, pur da me molto criticsto, a parlare banalmente di ricchezza economica.
    Volevi far notare che al di la della cospicuita o meno del conto in banca ci si appiattisce sempre più verso una dimension di vita proletarizzata.

    Colpa anche di una narrativa della vita per proletari (sono ls stragrande maggioranza dei consumatori, prima invece già solo leggere molti libri e andare a teatro selezioanava i consumatori come discretamente benestanti)... Narrativa che però si sorbiscono tutti senza distinzione di classe

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    1. Anonimo (*lui*)4 giugno 2021 00:32

      Concordo in generale con te, e sulla proletarizzazione sfondi una porta aperta... Ho parlato di ricchezza, oltre che prendendo le mosse dai post tuo e di Shito, per provare a chiarir(mi) con un esempio "pratico". Ma pensavo in generale al concetto di media che può esser esteso con accezione positiva o negativa per vari fenomeni e a seconda dell'utilità. Es. alludevo all'incipit dell'articolo sull'omosessualità: siamo d'accordo che lo stato peggiore di una persona LGBTecc. è reprimere il proprio orientamento, e ciò si risolve con il "coming out", l'accettazione/esposizione di sè ecc. E questo fa entrare nella "media" di persone che "vivono e hanno coscienza di vivere" a livello sentimentale, e che possono "rivendicare la loro vita", dei diritti e gradi di libertà. Ma poi entrano tutte le difficoltà affettive che si applicano comunque, in modo variabile a seconda di fattori di personalità ma anche concreti. Possono essere benissimo nella media di "persone liberate a un certo grado", ma più o meno problematiche: ci sono dei livelli indistinti in questa media.

      Il problema sta nello stabilire come definire il concetto di media in modo che sia utile per uno scopo; ovvero, in modo che ottenere il risultato desiderato possa essere descritto come "passare da una condizione minore della media alla condizione desiderabile della media". Es. un problema affettivo comune a molti può essere descritto come la mancanza di un diritto la cui acquisizione porterà a un livello "medio" di felicità - quindi sarà un percorso che val la pena di scegliere.

      Temo di aver divagato su quello che volevi esprimere. :-( Se così fosse, spero di aver scritto almeno qualcosa di vagamente coerente nel contesto dell'articolo... spero...

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  14. https://news.missionidonbosco.org/slum-6-modi-diversi-per-chiamarlo-nel-mondo/

    ZeroGouki, guarda che nascere (come ideale "coscienza") in un dato tempo o luogo non è che un caso. E non serve guardare la TV, e neppure cercare foto in Inet, per sapere che di sette miliardi di esseri umani quelli che vivono al di sotto della vera soglia di povertà sono parecchi.

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  15. Mah banalmente io avevo parlato di proletariato, non di sotto proletariato che pure esiste.

    Sempre da Wikipedia, che giuro uso solo con voi per commodita. In effetti e anche imbarazzante usarla:

    Il sottoproletariato (in tedesco Lumpenproletariat, letteralmente "proletariato cencioso"), nelle moderne società industriali, è la classe sociale economicamente e culturalmente più degradata, priva di coscienza di classe e non organizzata sindacalmente, i cui componenti traggono il loro reddito da occupazioni vicine a quelle del proletariato ma tuttavia occasionali o talvolta invece sfocianti nell'illegalità. Il termine sorge per definire la classe sociale economicamente più debole rispetto al proletariato, che, invece, può fare affidamento su un reddito relativamente più stabile e sicuro, benché basso, e può vantare una maggiore coscienza di classe nonché una maggiore organizzazione dovuta all'inquadramento sindacale. Spesso si fa riferimento al sottoproletariato "urbano", proprio per sottolinearne i caratteri di tipicità nei contesti cittadini e metropolitani.


    Mi pare molto esaustivo.

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  16. Ti pare esaustivo e non ce n'era neppure bisogno (se trovi qualcosa imbarazzante non sei tenuto a farla, comune): come vedi esistono persone (a prescindere dall'etichetta semantica che gli si dia) che sopravvivono senza certezza di cibo, medicine, tetto, e ugualmente vivono (quando sopravvivono). Non so se un certo tipo di strutturalismo sociologico pressoché tassonomico ti dia conforto ma nei fatti non è che a definire la dignità della vita sia il livello di consumi borghesi, e neppure a definire l'assoluto livello di "ricchezza e povertà". Dinanzi alla grande vastità e varietà delle realtà sociali contemporanee, e potrei citare anche il proletariato asiatico, ritengo davvero che una vita vissuta con garanzia di vitto alloggio e cure, più varie comodità materiali quali elettrodomestici e altri apparecchi atti a ridurre la quantità di lavoro manuale quotidiano, sia "ricca", anzi giù lussuosa. In effetti oltre a me lo pensano molti milioni di persone che, non avendola ma agognandola (quella vita), sono pronte a gettarsi alla ventura per accedervi. Credo che lo si continuerà a vedere tutto intorno a noi, dato che anche con tutti i soldi del mondo si vive sempre al mondo, e nel mondo (reale). E anche pensare, convincersi che la realtà sia altro da quella che è è una forma di solipsismo escapista.

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  17. Macche strutturalismo sociologico... E buon senso e uso appena discreto della lingua 😂

    Se pensi che il numero di elettrodomestici posseduti sia un buon indicatore di agiatezza, nel 2020. Oh beh.

    Quanto ai milioni che agognano la farsa migliore e ritrarre momenti episodici di benessere... Sta sempre piu andando verso questa direzione.


    Tipo vacanze da 20mila euro ma vita quotidian con cibo in vaschetta di plastica per la fretta e per arrivare sempre piu in alto nella gerarchia. Si lo agognano in moltissimi...

    Dicevomo che ogni farsa ha un prezzo no?

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  18. Non riesci a capire che io non considero l'agiatezza come un valore positivo. Perché l'agiatezza è benessere materiale. Che non è affatto detto, e soprattutto non oltre a una certa frugale soglia, che comporti e neppure competa al ben più importante benessere spirituale. La realtà che vedo intorno a me mi pare anzi spesso palesare il contrario.

    Anni e anni fa, uno tra i miei principali mi disse: "eh, Shitarello, ma bisogna pur mangiare". Ci pensai. La mia risposta fu: "beh, sì, ma anche dormire è importante. Tu preferisci perdere il sonno a pancia piena po dormire a digiuno? Io la seconda." Ai tempi mi parve una riflessione non dico originale, ma espressa in modo originale. Sbagliavo. Francis Fukuyama aveva essenzialmente espresso lo stesso, scrivendo che "I cristiani protestanti mangiano bene, i cristiani cattolici dormono bene". Siccome non sono cristiano in assoluto penso che la virtù stia nel mondo, ma la mia torre pende vero Roma piuttosto che verso Wittenberg. Ma è una questione pratica (la pendenza teoretica sarebbe forse inversa), perché vedi, essendo nato in Italia sono un fortunato erede di quella terra fertile e lunga storia che fu proprio di Roma. Non mi è dato d'essere altro.

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  19. Quello che provavo ad esprimere e che fai male i conti, chiamando benessere quello che tale non è... Da cui una visione tutta sfasata

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  20. Non riesci a capire che io non considero l'agiatezza come un valore positivo. Perché l'agiatezza è benessere materiale. Che non è affatto detto, e soprattutto non oltre a una certa frugale soglia, che comporti e neppure competa al ben più importante benessere spirituale. La realtà che vedo intorno a me mi pare anzi spesso palesare il contrario.

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    1. Tra l'altro la frugalità ha origine ben più antiche che deriva da valori stoicisti. E' un concetto molto importante se non vuoi diventare schiavo del tuo lavoro. Non per aggiungere qualcosa di nuovo alla discussione ma ci tenevo a scrivere il commento visto che sto studiando finanza personale.

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    2. Ho pure trovato per puro caso un saggio molto interessante fatto da Bertrand Russell riguardo l'argomento, dategli una lettura se avete voglia e tempo https://harpers.org/archive/1932/10/in-praise-of-idleness/

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  21. Non parlavo banalmente di agiatezza materiale ma di proletarizzazione dello stile di vita:)

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  22. Ma che roba è Finanza personale e gli stoicisti raga?

    Pensare e una gran cosa, ma e il veleno peggiore se lo si usa per partorire difese mentali alla realta.


    Che schiavo del lavoro, hai gia perso se sei in una tale ottica. Peraltro ottica di nuovo molta Italiana.


    Cmq io non parlavo di soldi, ma proprio di stile di vita che allontana dal se. Con dei connotati esistenziali di proletariato.

    Shito continua a parlare in astratto si frugalita, cosa nobile eh, ma se scendissimo nel pratico la realta sarebbe ovvia.

    Mischiare Finanza personale con stoicismo pero mi fa dare ragione a shito, certe persone meglio farle lavorare che se pensano fanno danni 😂scusa eh.

    Ma che schiavo del lavoro... Io rimango allibito. E allora studi Finanza personale.


    😂😂😂

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  23. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. No vabbeh, questo qua si vuole far una vita con i propri soldi 😂😂😂 rimango proprio allibito 😂😂😂😂 Ti rispondo pure con arroganza perché è facile online 😂😂😂😂😂 Se mi prendessi la briga di non sparare qualche termine a caso e formulare qualche pensiero coerente poi sarebbe proprio il massimo 😂😂😂😂😂😂😂 da ammazzarsi dalle risate.

      Comunque sì, viva il cinismo, vai continua così.

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    2. La mia domanda e se ci si deve ingegnare per spendere meno e far quadrare i conti non si fa prima a lavorare boh... Era questo che mi lasciava allibito nello studio di Finanza personale.

      Che cmq sarei curioso di sapere cosa insegna.

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  24. Io ero nel dubbio che fosse qualche esame universitario di cui non fossi a conoscenza, chesso tipo diritto privato... 😁

    Poi ho trovato questo :

    https://www.google.com/search?q=finanza+personale&oq=finanza+pe&aqs=chrome.1.69i57j35i39j0j46j0.2162j0j4&client=ms-android-sonymobile&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

    Tutto giusto sulla frugalita, solo ti prego di guardarti onestamente intorno e dirmi come si può negare che la società non evolva verso una crescente proletarizzazione.

    Peraltro la classe media e la più distrutta perché spronata a dare il meglio e a consumarsi. Ci rimettono i rapporti personali. Se lo vuoi negare, ok boh negalo.

    Riguardo finanza personale e frugalita, parla uno il cui progetto di vita era di non lavorare e vivere ritirato con i suoi propri soldi. Che si e ritrovato a lavorare per i casi della vita :/

    Quindi si capisco, ma nel mondo reale la cifra esistenziali dei pranzi in vaschetta, delle vacanze economiche, degli alloggi indecenti non e la frugalita, ma la proletarizzazione.

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    1. >Riguardo finanza personale e frugalita, parla uno il cui progetto di vita era di non lavorare e vivere ritirato con i suoi propri soldi. Che si e ritrovato a lavorare per i casi della vita :/

      Io non ho che non ho intenzione di lavorare, ho intenzione di lavorare fino a una certa ma poi di ritirarmi, ovviamente c'è sempre la possibilità di ritornare nel mondo proletario ma finché metti da parte hai sempre la possibilità di sondare le scelte e scegliere un lavoro che non sia esaurente. L'articolo che hai linkato non la dice tutta che cosa comporta la scelta di guadagnare, risparmiare e investire ed è proprio attraverso quel meccanismo che non si diventa "schiavi" del proprio lavoro.

      >Quindi si capisco, ma nel mondo reale la cifra esistenziali dei pranzi in vaschetta, delle vacanze economiche, degli alloggi indecenti non e la frugalita, ma la proletarizzazione.

      Credo che la gente faccia così solo perché vuole mettersi dei soldi da parte, però la frugalità vuol dire essenzialmente vivere sotto gli standard che il tuo introito possa permettere, è più un attitudine che non possono essere rappresentati con atti a priori.

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    2. Se posso permettermi e la scelta peggiore...

      Perche passerai represso e torchiato l'eta dei desideri, e con casomai tanto tempo e tante energie l'eta della vecchiaia.

      Nella vita inoltre le cose belle capitano, ci si puo sforzare solo di mettersi con predisposizione. Quindi io mi farei una professione in cui puoi switchare tra momenti ad alta e bassa intensita secondo le tue necessita personali.

      Nel senso puoi capitarti di poter godere nel tempo x, e allora meglio lavorare il meno possibile. Ed avere in un altro momento del tempo libero, e lavorare un po non r male allora.


      Mettere da parte con il miraggio di non far niente e un atteggiamento di chiara eziologia proletaria,la quale oscilla tra lavorare come schiavi e non far niente non avendo nel sangue la cultura di godere della vita ma anche dare il massimo.
      La si potrebbe chiamare epigenetica.

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    3. Bro... Ma io non voglio fare niente, io voglio creare fumetti o checchessia (poi avrei in mente tante altre robe ma vabbeh), cosa che la mia condizione economica non mi permetterebbe di fare deliberatamente ora come ora, poi tu dici di lavorare il meno tempo possibile ma non ce la potrei proprio fare per come son messo, ti ho parlato pure di cosa potrebbe permettere "la finanza personale". Per quanto riguarda l'età dei desideri semplicemente me ne sbatto perché son abituato a non cedere all'avarizia visto che son stato temprato dal mio stato di essere NEET per 3 anni e non ho avuto soldi per comprare chissà quale lusso. L'unico compenso che ho avuto è stato in 2 anni di stagismo e là ho un po' sforato, ma di cose che a nessuno interessava che io avessi, tipo riviste di tokusatsu e bd.

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    4. Io non parlavo di desideri materiali, li sono ampiamente d'accordo con shito e Francesco.

      E si purtroppo molti desideri hanno un eta, e ogni anno che passa ti segna.

      Se sei un ragazzo intelligente dovresti solo provare vergogna di aver passato 3anni in quel modo, coltivando sogni sciocchi ed infantile.

      Ricordo parlando con una mia collega dei figli di Lei, comunque in una situazione molto molto meno penosa di quello che descrivi essere la Tua Lei mi fa...

      Cosa devo fare? Lo devo uccidere?

      Per farti capire lo schifo che desta in chi vive la Tua condizione di abulia, ovviamente era una madre che amava molto suo figlio

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    5. Caso mai avrò successo e svilupperò qualche complesso di inferiorità che mi porterà ad essere il nuovo Elon Musk, scriverò nella mia autobiografia che bokuranokakumei ha contribuito a rendermi intelligente così vi porto tutti all'inferno con me.

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  25. Io sono ignorante in moltissime cose, quasi tutto invero, ma leggendo "finanza personale" penso a "economia domestica" (un tempo era davvero materia di studio scolastico, eh), ossia "economia familiare", ossia fare una spesa col miglior rendimento e sprecare poco o meglio nulla. Il che mi pare igiene sociale e soprattutto mentale. Lo stoicismo mi piace. Il cinismo no, mi sembra già narcisistico, sotto sotto (ma neppure tanto). Frugalità non è mortificazione o flagellazione, ci mancherebbe, è trovare il bene nel poco, pensando che il molto sia già troppo. Frugalità credo sia soprattutto dignità data a quello che si ha (oggi sono proprio in vena di rime).

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  26. Proprio riallacciandomi al discorso di Sedda lui ha esemplificato due cose:

    1) farsi una vita, e indubbiamente piu difficile.

    2) sceme spese come Blu-ray disk o quel che capita che anche uno stagista disgraziato puo permettersi.

    Pero ehi sono Blu-ray disk, un tetto sulla testa, il cibo, le medicine...



    Si ma farsi una vita, in tempo utile con i propri desideri.

    Ho amici che vivono all'estero, parliamo spesso di queste cose... E mi dicono che la societa li e meno sregolata.

    L'italia semplicemente si sta autodistruggendo, coprendo poverta reale con lussi da accattone.

    Da cui poi le conseguenze psicologiche.

    Il desiderio reale a 25anni non e il Blu-ray, ne il dottorato, e sposarsi, fare figli, avere tempo libero.

    In italia questo e sempre piu ostacolato da motivi economici e pressioni varie.

    Se shito non lo vuole chiamare proletariato perche ci sono milioni di Africani che questo lo ambiscono... Oh beh.

    Spero che non vi facciate sobillare troppo pero. Ogni farsa ha un prezzo :)

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  27. Trovo notevole come a ogni post riscopri l'acqua calda col piglio di chi ha fatto una grande rivelazione.

    Qui c'era già tutto il discorso del torto delle metanarrazioni, e della destrutturazione della società:
    http://www.studioghibli.org/forum/viewtopic.php?p=78646&sid=5ce6688dbc6206242bb8644b63f4cd8b#p78646

    Due post dopo scrivevo (nel 2016):

    ---

    "Siccome non potrai avere una famiglia vera, ovvero una vita mediocre ma serena, siccome non potrai crescere davvero i tuoi figli come in effetti tu sei probabilmente stato cresciuto, stordisciti con qualche gadget costoso, con della tecnologia inutile, con un viaggio, con qualsiasi cosa che puzzi di lusso, che ti inebrii, e che non ti faccia pensare a quello che non hai, e non potrai avere."

    Una cosa così. La frivolezza, le frivolezze, che si trascinano nell'incapacità di gioire della serietà.

    Un eterno giro in giostra, in un modo o nell'altro. E quando la giostra si ferma, raccatta un altro biglietto. Tra un biglietto e l'altro fai qualcosa per poterti comprare il prossimo biglietto.

    Ma in questa vita di diversivi, di svaghi, in questa vita così fasulla... quando comincia una vita vera?

    Una vita vera, dico, fatta di dolori e noia di cui essere felici, perché sono veri, perché sono l'essere in vita.

    Non comincerà.

    E poi ci sono i falsi miti di progresso, che ti fanno credere che aver studiato una vita e dover fare l'emigrante (andare a lavorare all'estero è questo: fare l'emigrante) sia una cosa bella invece che una cosa triste. Ti fanno credere che non poter avere radici, che essere "cittadino del mondo" invece che una cosa miserrima sia un ideale desiderabile. Ti fanno credere che non avere un'identità sia bello.

    ---

    Come vedi c'era tutto quello che continui a ripetere a un muro su cui le cose che dici sono già scritte da anni. Era il 2016. Poi perfino Michele Rech avrebbe scritto dei "nativi delle macerie", Francis Fukuyama aveva scritto da un pezzo de "la grande disgregazione".

    Ed è tutto già passato e già peggiorato. Guarda che lo sanno tutti. Tutti sappiamo che anche solo dal 2016 le cose sono peggiorate, e peggioreranno. Dopo i forum su redpill e incel, dopo disperazione di onlyfans (che è già dopo instagram) ci sarà ancora di peggio. Lo sappiamo. Tu non sei più giovane, ma se parli con gli universitari di oggi, figli di famiglie dove il divorzio era già quasi la norma, ti rendi conto che tante cose sono giù state interiorizzate, non senza dolore, non senza perdite. Se parli con i liceali di oggi ti rendi conto che il crollo della vera libertà di pensiero ed espressione è già crollata sotto l'idea della correttezza politica di un pensiero dominante, innegabile e incontestabile – pena l'esclusione sociale – è già stato tutto interiorizzato.

    E se parli con amici veri che vivano in Inghilterra o Francia da più di qualche mese capisci che anche lì ci sono nevrosi sociali da ficcare la testa sotto la sabbia, diverse dalle nostre, forse persino peggiori. Del Giappone non voglio neppure parlare.

    Come dire: buongiorno, eh! Stai suonando la sveglia in una cosa dove sono già usciti tutti da un pezzo.

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  28. A parte che ritengo quello uno dei tuo migliori post in assoluto, in anni.

    Sei tu che parli a tratti alterni di societa del benessere e societa in cui le cose sono negate.

    Quanto a quello che dici, si e vero. Ma d'altro canto io ho sempre puntato a cercare amici e compagne verso l'esclusione sociale, piuttosto che a includermi in societa.

    Credo sia un esigenza di molti. Non penso durera a lungo, penso che ne hanno tutti le palle piene.

    Da cui i successi di personaggi come Salvini, Trump etc.

    Se vuoi negarlo, boh negalo. Se pensi che gli elettori di lega e trump siano tutti zotici rincoglioniti a la Jack lo sciamano, beh ok.

    ///

    P.s. Sei tu che hai il mito dell'inclusione in societa, non accetto che in una societa sia possibile che un cittadino venga dileggiato/calunniato etc e allora faccio causa etc etc.


    Io ho ben chiaro, ma da quando sono ragazzo eh, che le uniche persone che vale la pena frequentare sono quelle che pacificamente accettano l'esclusione completa dalla societa come prezzo di un pensiero libero, che non necessariamente sara sempre antitetico a quello dominante ma che a tratti potrà coincidere, a tratti no.

    E una mia convinzione da anni. Sei tu che vai blaterando in giro di brave ragazze di buona famiglia, fresche Universitarie etc...

    Io ho sempre saputo di poter trovare compagnia solo tra persone estremamente sole, ci ho sempre indovinato. Anche qui sei tu chr scopri l'acqua calda.

    Quello che cercavo di fare nei post precedenti era semplicemente di demolire la Tua forzata idea di societa del benessere.

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  29. "Ma d'altro canto io ho sempre puntato a cercare amici e compagne verso l'esclusione sociale, piuttosto che a includermi in societa."

    Il modo migliore di implodere nella propria merda interiore e nel proprio solispsismo individuale sfrenato. Provocando anche danni ad un'altra persona già danneggiata di suo. Ottimo.

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    1. Mica sto dicendo che cerco disagiati exclusi, neet, gente che si e fidanzata la prima volta a 25anni...

      Ma chi non ha bisogno eccessivo delle dinamiche di rinforzo sociale. E l'unica possibile via di benessere :)

      Ma sempre questo eh, una certa indipendenza mentale credo sia stata sempre necessaria... Credo.


      Probabilmente abbiamo un idea diversa del significato di solitudine, che tu concepisci come legato ad una incapacita di affermarsi realmente, o opportinita economica,o estetica etc

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    2. Solo disagiati di serie A per un disagiato di serie A (o che almeno crede di esserlo). Lol

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    3. O se vuoi vederla in quel modo, vedila in quel modo.

      Il punto e che i disagiati di serie b sono tutti vorrei ma non posso.

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  30. Anonimo (*lui*)6 giugno 2021 11:02

    Non ho certezze come voi al proposito, preferisco chiedermi senza risposta se davvero si possa creare un gran legame (amicale, sentimentale ecc.) fra due persone "escluse" e "già danneggiate di loro". Mi sembra più che comprensibile desiderarlo. Presumibilmente ne verrebbe solo un legame esclusivista e ossessivo, ma evitiamo le certezze nette... Già meglio forse se si parla di legami di gruppo fra molte persone (anche se il sottoscritto ha visto L'onda).

    In quanto persona probabilmente fra le più giovani che commentano qui (non so l'età di Fedda :-); il sottoscritto sta finendo i diecipiùundiciventuno anni) mi sento in dovere di segnalar dissenso dalle affermazioni perentorie sui liceali e sugli universitari (diavolo, le si era già sconfessate!).

    [Fra le righe, mi viene da chiedermi se più che il politicamente corretto, potrebbe una studiata demenzialità (pessimo abuso di cit.), ma discorso lungo]

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    1. Ne ho 23! Comunque mi fa ridere che il discorso mi pare uno affrontato da uno youtuber che mi fa divertire, Vsauce: https://www.youtube.com/watch?v=LD0x7ho_IYc

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  31. Beh sei giovane ancora... Youtuber non ne vedo. Se ti va fammi il riassunto

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    1. https://sites.google.com/site/vsaucetranscripts/scripts/juvenoia

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  32. Se ne hai le possibilita economiche comunque non passare la giovinezza attaccata a Internet da neet...

    Fai cose nella vita reale e studia anche. Se sei intelligente non e pesante, basta andare agli esami ogni tanto. Per i ragazzi intelligenti credo sia il modo piu facile di guadagnare qualificarsi bene.

    Ricordo shito prese 30 ad alcuni esami leggendo solo il retro di copertina dei libri, o almeno cosi millantava.

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    1. Grazie per il suggerimento, li prendo davvero a cuore. Però il mio stare attaccato su internet è più una forma di raccattare mezzi di studio. Vivo in una zona dove c'è il nulla totale e non ho neanche la possibilità di spostarmi, la prima libreria che trovo sta a 30 minuti di macchina. Su internet invece riesco a piratare libri con facilità visto che capisco l'inglese e ci son tanti mezzi di apprendimento. In linea generale concorderei con te, soprattutto andrei in un luogo di studio che incentivi ad esso. Per quanto riguarda gli esami son già immatricolato a un università informatica a Cesena con l'intenzione di specializzarmi in Intelligenza Artificiale e a Settembre inizio le lezioni, ora sto ripassando molta matematica, sempre attraverso Internet con i mezzi necessari.

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    2. Siete più o meno giovani, a parte qualcuno. E maschi.

      A Fedda mi permetto di consigliare di studiare all'università, certamente.
      Possibilmente di finire e, nel contempo, coltivare le sue passioni. La cosa fondamentale, secondo me, è mantenere un equilibrio e non lasciarsi risucchiare completamente da nessuna cosa e, pian piano, vedere come evolve e chi/cosa si incontra.
      Oggigiorno, la laurea è praticamente il diploma di una volta, quindi direi che è indispensabile.

      La meta? Beh, quella è uno straccio di posto fisso, mediamente retribuito. O, per l'anonimo 000, retribuito bene per il tempo e l'impegno che ci si dedica. Se poi capita di meglio per via delle passioni beh, direi che sarebbe il top.

      Per quanto riguarda il resto, posso dire per mia personale esperienza che l'amicizia un po' sbiadisce in certe stagioni della vita, ma comunque resta e, per quello che riguarda le relazioni sentimentali, mi sento fortemente di dire che cambia tutta la prospettiva quando si fa il salto successivo. La cosa importante è avere scelto la persona giusta, nel momento giusto per entrambi (Kairos, dicevano i greci). Per persona giusta intendo qualcuno che non si lasci richiamare dalle sirene, ma vada dritto all'obiettivo prefissato e chissà che - una volta che le responsabilità vengono meno - non si torni a fare i ragazzini sdolcinati, entrambi a prendersi cura l'uno dell'altra e ad accettarsi. Non che prima non ci si accettasse, ma c'erano altre priorità che accucciarsi nelle metanarrazioni di coppia.

      ____

      Oddio, io non sono mai stata esattamente una schiappa negli studi - sebbene non mi sia mai ammazzata, se non in certi periodi dell'università - ma non credo proprio che qualcuno possa scucire un 30 solo leggendo la copertina. È che ci sono studi e studi e teste e teste e eloqui più o meno accattivanti per chi vuole farsi obnubilare - ma sempre e comunque in base al tipo di studi, a Matematica si può affascinare fino ad un certo punto con l'eloquio e la prossemica.

      Una volta sentii dire da un genietto, ora affermato all'estero: "Beh sì, da me si studia eccome, certo gli altri studiano 10/12 ore al giorno, ma io comunque 5/6 le devo fare!". Scrivo in numeri perché la frase è di un ingegnere elettronico di un politecnico, con doppia laurea negli anni '90.

      La disciplina fa la differenza.

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    3. Beh io presi vari 26 e 28 dicendo che non avevo tempo o che la materia non mi piaceva e quindi l'avevo skippata. :) quindi neppure il retro di copertina. Una volta un prof si scuso anche, quella credo fu la volta piu epica: Guarda tu hai ragione, pero anche io devo fare il mio mestiere...30 non posso mettertelo, va bene 28?


      Ah io in 24h scrissi una tesi, in 12h un altra 😂 convalidata come sperimentale, valse anche la lode ahah. Il prof poi sborone anche lui mi fece... Lo sai io alle tesi che ci faccio... E mi indico i piedi della scrivania, che si reggevano sulle tesi degli altri studenti come lugubre trofeo... Studenti che casomai erano stati li a sfacchinare mesi e mesi quando non 1-2anni.


      Non che mi aspettassi quei voti eh...


      Tornando a Fedda. Ottima idea.

      Un consiglio personale che poi si riallaccia a quanto sopra: cercavi ambienti competitivi, in cui il sommo capo sia una persona intelligente.

      Cambia dal giorno alla notte come potrai comportarti... La liberta che ti verra lasciata, i favoritismi che ti verranno concessi o gli sgambetti che subirai.


      Questo perche tra disagiati di classe A (ma e un termine che mi fa pensare ad un malaticcio come Elon musk, io li chiamerei piuttosto persone molte sole) si e sofferto tutti le stesso isolamento, e se ci si riconosce c'e come un patto di sangue di aiuto reciproco dopo pochi sguardi.

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    4. Ah a proposito di numeri ricordo un esame di fisica, fui tra i pochi 30elode della classe.

      Non ricordavo le formule necessarie per svolgere un esercizio, tipo me ne mancavano un paio, dunque non potevo produrre alcun tipo di numero.


      Allora spiegai - per iscritto - tutto il ragionamento da fare qualora avessi ricordato a memoria le formule.

      Ci furono solo tre 30elode a quell'esame su oltre 200 studenti, io e altri due... Che le formule pero le sapevano...

      La professoressa era una vecchia signora molto intelligente, poi mi dissero tra le piu illustri dell'ateneo.

      Queste cose mi continuano a capitare ogni giorno anche sul lavoro

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    5. Dato che il padrone di casa ha studiato fisica ricorso una frase di quella prof, in cui credevo profondamente gia da prima e che poi usai come tema delle mie lezioni un paio di volte che diedi ripetizioni per amici, con successo peraltro.

      I grandi fisici si basano sempre sull'analisi dimensionale per vedere se un ipotesi ha senso.


      La mia versione: l'analisi dimensionali e importantissima perche ti rivela l'intima essenza di quella unita di misura

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    6. Sì, è normale nella fisica di base usare l'analisi dimensionale. Anche nella fisica sperimentale delle particelle è fondamentale per capire le grandezze.

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    7. Sei ancora parecchio attaccato a queste cose tipo esami e voti, quindi credo tu sia ancora molto giovane, non so se solo anagraficamente.

      Ti auguro con tutto il cuore di procedere e vedrai che questi aneddoti di voti ed esami non avrai proprio modo di ricordarli o, forse, li tralascerai del tutto in una conversazione perché, secondo me, non contano molto. E in onestà, sempre mio personalissimo parere, non fanno fare una bella figura né a te né al sistema universitario post riforma del '99, ma quest'ultima cosa la sapevo da allora.

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    8. I voti degli esami, così come il numero di paper pubblicati, l'h index e così via per chi riesce a far diventare lo studio un lavoro, sono un'ottimo cibo per l'ego degli eterni adolescenti che l'università, insieme al consumismo, contribuisce a produrre.

      E' tutto così. Fortunati coloro che riescono ad affrancarsi da queste cose.

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    9. Sono pienamente d'accordo con Francesco. In genere sono aneddoti che caccio fuori quando naso qualcuno che all:universita come istituzionr ci tiene. Nel caso MM. (precisazione : sciocchine in verita, ora che ci penso sono quasi sempre ragazze. Ora che ci penso ancora ragazze con rifiuto della propria femminilita e che dunque vogliono competere in bravura con i maschi, o che pensano che essere brave studentesse sia un modo per attirarli... L:ultima pochi giorni fa una con taglio e fogge maschili... Con ragazze adulte, conciliate con loro stesso, non mi capita mai. Spesso c'e intesa con un solo sguardo con gli adulti, le parole non servono)

      Mi capita sempre con gli sciocchini a lavoro, poi con gli adulti non capita mai parlare di ste cose. Lo troverei non infantile, financo umiliante.

      La sezione aurea del discorso per Fedda era quella finale, cerca negli ambienti migliori, as sicurati chr chi comanda sia intelligente. Tra simili ci si protegge come fosse un patto di sangue.

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    10. Anonimo (*lui*)6 giugno 2021 22:31

      Complimenti a Fedda, 00 e M.M. Il sottoscritto, sia in campo accademico sia personale, non riuscirebbe mai in nessun caso a comportarsi in modo tanto intelligente o costante o coerente.
      E sono proprio un matematico...! Direi che nessuno qui prenda 30 grazie alle sovraccoperte, più probabilmente come Fredda è qualcuno che sfrutta bene Internet per scoprire più del necessario.
      Ah, il procedimento di 00 nel suo ultimo commento magari non gli frutterebbe un 30, ma almeno un 28 sì. :-)

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    11. Oh no, errata supposizione in merito a quell'istituzione (?).
      Semplicemente, a me dà fastidio che si instilli in un ventitreenne l'idea che con facilità si ottengano le cose.

      Può capitare, ma non sempre è detto.
      Sempre meglio educare all'impegno, non ho detto al sacrificio.

      Tutto qui.

      E

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    12. E aggiungo che, fortuna sua, Fadda mi sembra sapere il fatto suo di suo. :)

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    13. E un ragazzo che ha fatto il neet per 3anni,che si trovera a competere con gente gonfia di ego uscita con 100 dal liceo, sgobboni, etc.

      D'altro canto se ci legge e molto intelligente. Gli ho solo detto come va il mondo.


      Quanto al resto vorrei sapere cosa c'entra la riforma del 99 dato che la maggior parte delle persone a cui penso si erano affermate nell'ambiente già da prima.😂

      Peraltro con caratteri poco ortodossi vhe li avevano fatti conoscere nell'ambiente anche con simpatiche leggende..


      Si scopa le studentesse nell'ascensoe, nello studio mega lussuoso di 100-150m2 che si e costruito nell'universita c'e cocaina nei cassetti come scarface...

      Se noi sottoposti lo denunciamo quello con la denuncia ci si pulisce il culo.


      In genere invero erano tutte persone perbene, pero fa ridere raccontare ste cose.

      Mi chiedo come fossero prima del 99, le stesse persone, casomai si sono pervertiti dopo... Tutto insieme

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    14. Comunque no, non ho mai preso un 30 all'università leggendo il retro di copertina. 00 si confonde, è sempre troppo interessato agli aneddoti: quella era una cosa delle medie (E i giudizi non erano espressi in trentesimi). D'altro canto, come ha giustamente detto MM ci sono facoltà e facoltà. Ho visto un professore di lettere distribuire ventotto a tutti quelli che gli presentavano il libretto, perché voleva andare a casa. Poi disse "vabeh, ora basta", e fece per andarsene, al ché una ragazza gli lanciò il libretto da lungi, e prese un 30 per l'inizativa. Sembra una barzelletta, è una vergogna. Facoltà di lettere. Un decano di filosofia, oggi scomparso, mi diceva del suo imbarazzo nel votare una studentessa che aveva fatto un'interrogazione perfetta, ma poi non sapeva cosa fosse la Controriforma, in assoluto. La realtà è davvero una cipolla, orma, infatti non viene che da piangere... :-/

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    15. Io ricordavo un esame su John Dewey, e l'encomio del docente.

      Il punto reale, al di la delle barzellette, era di cercarsi un ambiente di eccellenza reale, non tanto negli studi ma soprattutto nel lavoro perche piu in alto vai piu avrebbe trovato comprensione e flessibilita. (ricordo quest'inverno avevo una buona offerta di lavoro vicino casa, il capo pero era un coglione massimo... Un mio amico mi disse.. Lascia perdere li il capo e uno stupido in faccia, vediti due foto su internet. Dove lavoro ora mi hanno permesso di andare a lavoro meno di tutti perche ho esplicitato piu volte che a me di lavorare tanto non va, facendo cmq bene il mio hanno concordato oh beh ok, gestisciti tu. Alle media fu simile, la responsabile di classe era molto intelligente... Da meta della seconda media smisero di darmi compiti a casa e di interrogarmi con gli altri e mi lasciavano tempo libero per studiare e fare quello che volevo.)

      Riguardo lettere ricordo un professore che mi disse come oramai fosse una pattumiera in cui finivano la feccia e gli incapaci, concordai, e di come la figlia a malincuore si fosse rifiutata di studiarla propendendo pet studi scientifici nonostsnte le ovvie facilitazioni che avrebbe avuto essendo figlia di un ordinario in un eventuale carriera universitaria.


      Per esperienza personale si, e vero. Credo dipenda dal fatto che si dia l'opportunita di studiare a tutti.
      Prima invece lo studio era una cosa per ricchi, per gente che non ne aveva bisogno per distinguersi, che avrebbe acceduto ad una carriera prestigiosa gia solo per censo.

      L'ovvia conseguenza era che agli studi si dedicava solo chi realmente portato.

      E sempre una faccia di quella proletarizzazione della societa.

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    16. A medicina si studia l'entropia? E quella sociale?

      Su Dewey avevo scorso al mattino anche il libro, più o meno, per lo meno.

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    17. @00 - Io credo che abbiamo approcci diversi alla vita, forse anche per via della differente generazione di appartenenza ed è giusto così, alla fine. :)

      Che ti devo dire? Al liceo, i primi due anni, avevamo un professore di matematica che se capiva che eri sveglio, non ti interrogava MAI, ma ti faceva andare alla lavagna a scrivere la spiegazione della lezione nuova, probabilmente perché lui preferiva restare seduto a sbirciare le gesta del Milan sul Corriere. E senza far molto, il massimo che dava quel prof.,a fine anno, era assicurato.

      All'università, poi, la solfa è cambiata. Con la parlantina sciolta, la scaltrezza e l'estro potevi sfangartela un po' in un paio di esami, ma per il resto ti dovevi sforzare a stare con il cu*o sulla sedia, anche se la materia non ti interessava. Aneddoto per aneddoto, lustri e lustri fa, accadde una cosa ad un esame (Quale? Boh, comunque era il biennio) e si correva il rischio venisse annullato a tutti, il che per qualcuno poteva significare anche partire per il militare (sono proprio vecchia, eh!). Non ti sto a raccontare quel che feci, ma ti riporto solo quello che mi disse un ordinario, meno austero degli altri: "Ti do del tu e ascolterò il tuo suggerimento. Tu, però, ascoltane uno mio di suggerimento: stai attenta in futuro, qui dentro parlantina sciolta, scaltrezza e spirito d'iniziativa sono tutt'altro che apprezzati!”. Lì dentro era così e o ci si adattava o si cambiava, ad ognuno il suo.

      Certo ti riconosco che, nel mondo del lavoro, le caratteristiche di cui poco sopra aiutino parecchio, ma credo esse siano solo una sfaccettatura di quel contenitore ampio che è l'intelligenza. E personalmente sono più soddisfatta del cambio di rotta che ho dovuto attuare all'uni, che non delle varie "facilitazioni" che posso ottenere anche oggi per delle caratteristiche che mi affibbiano gli altri da che ho memoria. Se non altro, ho vissuto una situazione diversa. Ma, appunto, vengo da una generazione altra e preferisco essere pronta e allenata a tutto, anche al peggio e ad andare contro la mia “voglia”, a volte. Non sempre eh, ché sono ben altro che una martire! ;)

      Ah, ho una sorta di venerazione per i Matematici e i Fisici (grandi Francesco e "lui") perché, quando dotati anche di intelligenza emotiva e sociale, sono quelli che più si mettono in discussione, cosa che del resto dovrebbero fare gli scienziati. Quelle - almeno da che io ricordi - più che facoltà erano tipo accademie militari.

      Comunque, trovo sempre interessante e costruttivo parlare con chi ha un approccio differente alla vita perché si torna a riflettere anche su se stessi, quindi grazie.

      E scusatemi tutti se sono prolissa, ma si sa che le femmine so’ chiacchierone.

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    18. Altro aneddoto: mai o quasi mai studiato con il culo sulla sedia,al più mi facevo una passeggiata in giardino con il. Libro in mano o studiavo in macchina nei tempi morti se dovevo aspettare qualcosa.

      Avevo i libri buttati dietro il sedile.

      Ricordo il mio migliore amico delle superiori una votla disse ad un altro :

      Ma lui se studia mica si mette seduto alla sedia, comincia a camminare con il libro in mano come Jean Pierre Leaud in weekend

      ///

      Riguardo gli approcci differenti alla vita, sono d'accordo il tuo di due generazioni diverse.

      Tu quanti anni hai?

      Come scrivevo sopra a Shito la mia e una generazione in cui i bravi ragazzi e le brave ragazze non vengono premiati, perché gli si da il lavoro e li li si fa consumare.

      Per evitarlo e avere cmq una buona professione, non rinunciare troppo, non dico chr devi essere scaltro. Devi andare per la tua strada.

      Nella tua generazione probabilmente era diverso, veniva premiato il giusto merito, non si chiedeva troppo alle persone.

      Oggi non e cosi.

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    19. Ero al primo o secondo anno di liceo all'epoca di Mani Pulite e no, non era scontato si premiasse il merito, né si richiedeva poco alle persone. Quella credo fosse più la generazione dei miei genitori.

      Per mia fortuna, non sono stata una brava ragazza nel senso convenzionale del termine e mi sono disillusa abbastanza in fretta.

      Per il resto, hai fatto bene, di sicuro non avrai il lato b appiattito e avrai assunto posture più corrette, con grande beneficio della carcassa tutta.

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    20. Che cos'è una "brava ragazza" nel senso "convenzionale" del termine?

      "Mani pulite" era al terzo anno di superiori (uso questa dizione per evitare il tipico inghippo degli anni tra classico e scientifico, povero Giovanni!), ma mai furono pulite. La cosa buffa è che qualcuno ci credeva. Pure al liceo. Che ridere, che piangere, che banalità. Quale umanità, l'umanità.

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    21. E una che fa tutte le cose giuste, come consigliano i genitori e la società, diligente, ubbidiente, a cui dovrebbe andare a punto bene, perché fa tutto giusto.

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    22. @MM,ti facevo più vecchia... Tipo 50-55anni.

      Si i primi 2000 fine anni 90 credo siano stati i anni di transizione, in cui piano piano si e cominciato a palliare la solitudine emotiva con il lavoro, almeno così molti ragazzi intelligenti.

      Beh mi pareva di capire che hai dei figli, ma forse ho frainteso, avrai sicuramente le forze e l'intelletto per essere una ottima madre allora se sono ancora piccoli :)

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    23. @Shito

      Mhm... io ricordo - col beneficio del dubbio - che la prima volta che si usò la locuzione era all'incirca nel 1991. A quel tempo potevo fare, appunto, la prima o la seconda classe del liceo (avrei altrimenti detto IV o V ginnasio), a seconda del mese, poiché l'anno scolastico inizia a settembre.

      La mia idea di "brava ragazza" nel senso convenzionale del termine si avvicina abbastanza alla definizione che ne dà DoppioZero, specialmente per quel che riguarda le caratteristiche di diligenza, ubbidienza e, volendo, anche remissività e posatezza.

      @DoppioZero
      non hai frainteso e sì, ci vuole tanta forza e no, non lo sono. Cerco di fare il meglio che posso.

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    24. *avrei usato prima o seconda liceo, se avessi avuto qualche anno in più e se avessi fatto il classico.

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    25. Credo la mia idea di "brava ragazza" sia molto diversa dalle vostre, ma suppongo che non sia l'idea "convenzionale", in effetti.

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    26. La fregatura e che la società di oggi, finanche le psicologhe che proprio questi giorni hanno fatto fallire un fidanzamento di 10anni di un mio caro amico....

      Dicevo il problema e che oggi viene insegnata la parità dei sessi, shito direbbe nome nobile e falso per uguaglianza, si disconosce alla donna il bello del donarsi, le si insegna l'egoismo e l'autorealizzazione...

      Una brava ragazza potra mai ottenere qualcosa in questo mondo?anche la protagonista o BNW era una sorta di ribelle o sbaglio?

      Il punto e che la realtà però e essenzialista, sicché come shito forse in vecchiaia capirà, un mondo del genere non avverrà mai.

      Perché l'uomo ha interesse solo per quello vje che e suo, come la macchina nuova, usata, di proprietà, a noleggio. Sicche così si perdera sempre più interesse nel rapporto dei sessi.

      Il gioco si regge tutto ancora sul fatto che ci si fidanza con baldracche e/o psicopatiche pensando di poterle trasformare in mogliettine di cui e viva l'immagine nell'immaginario collettivo quando invece non e più possibile.

      Anzi, per paradosso, tanto più una ha l'indole ubbidiente da brava ragazza tanto più sarà distrutta dal mondo di oggi.


      Ma appunto non durerà... Le donne stesse vogliono essere Ferrari nuove fiammanti, non vecchie 500 dei quartieri poveri utili solo a far km... Ritroveranno la via più adatta

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    27. Le psicologhe sono persone di questo tempo e quindi indottrineranno, a seconda dei casi (dipende dalla famosa "molta intelligenza") con le solite ideologie che tutti ormai conosciamo. Non so e condividere questa mentalità antiquiata della brava potenziale mogliettina che si deve "dare" all'uomo padrone, che può fare il cazzo che vuole tipo andare a mignotte o ferirla (:D), però di sicuro queste nuove ideologie fanno dei danni. Sopratutto alle ragazze credo, dato che i maschi ormai sono inclini già di loro all'alienazione dalla realtà.

      "Anzi, per paradosso, tanto più una ha l'indole ubbidiente da brava ragazza tanto più sarà distrutta dal mondo di oggi."

      Il mondo di oggi distrugge tutti senza distinzioni, perché condanna alla solitudine e uccide l'identità. Sentire parlare ad esempio ragazzi o ragazze conosciuti qui a Milano, che parlano di emigrare, di dottorato, di autorealizzazione, di borse ecc. nei loro anni migliori è deprimente. Poi si abbracciano tra loro come se fossero pupazzi, nascondono la nevrosi con un sorrisino e se ne vanno via a prendere l'aereo per l'altra parte del mondo per lavorare su un progetto di un anno o due. Magari con gente che sta comunque in italia. I tempi sono questi.

      Non si ritroverà alcuna via più adatta, questo processo è irreversibile. Non se ne esce. Bisognerebbe buttare giù sia le università che decine di anni di impriting 68ino protoliberista. Buona fortuna. Anzi, buona sedazione.

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    28. Concordo con ogni singola parola Francesco, e apprezzo la sottile ironia sulla famosa molta intelligenza.

      Piu nello specifico sulla psicologa ho detto al mio amico le stesse identiche parole... Ho aggiunto ti sei messo il serpente in casa, peggio il serpente travestito da bene incarnato e socialmente riconosciuto perche non sei tu il ragazzo innamorato e l'altra la magnaccia che tenta di far rimanere nel business la giovane che si e data alla prostituzione, li almeno l'altra parte era stigmatizzata da se come il male.
      Ho anche aggiunto che mentre molti altri amici hanno dato consigli analoghi alla psicologa, le uniche voci divergenti siamo stati io e la madre del mio amico. Ho provato a fargli notare che tutti gli altri erano gente che non avevo mai amato, passato la giovinezza con amori incompleti etc.. La madre veniva da/è in un vero matrimonio d'amore....

      Vedremo.


      Sui giovani che vedo a Milano concordo pienamente.


      Io sto usando come strategia di costruirmi un mio mondo di benessere economico e agio - ovvero mantenere quello che finora ho potato avere per soldi di famiglia - e se trovero qualcuna che ha voglia la portero a vivere con me.

      Impegnarmi a fare il cavalier servente di una pazza psicopatica anche no, credo farebbe male anche a lei peraltro. Avere un innamorato che asseconda le donne nei loro deliri toglie loro la possibilita di crescere ed amare davvero.

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    29. Riguardo le mignotte il nostro maometto tanto amato da shito mi pare che permettesse di avere quattro mogli e dicesse una cosa come lasciatele sole nei loro letti se ne temete l'insubordinazione.


      In realta non e l:Islam, e semplice realta umana. Ma avere amanti che rimangano confinate come tali e in realta un grande atto di carita perche ci si preclude ad amanti che possano preludere un abbandono. Come oggi spesso avviene, shito che osserva e pensa potrà confermare.

      Peraltro al di la della boutade sul corano sono tutte cose che avvengono gia di per se, in modo quasi naturale, anche nella totale ignoranza. La conoscenza puo servire solo a indirizzare la dinamica degli eventi in una direzione o l'altra.

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    30. Mancano gli egizi intensi del sud a coronare la cosa. Magari con qualche enunco o le matriarche del tempio di cibele messe a pecora nel nome dei Re pornobebè d'oriente. :D

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    31. Un eunuco va anche bene, purché non sia un "turco napoletano"

      Per il resto ad ognuno il suo, riflettici senza ironie. Oppure sposati una bella donna in carriera affermata, ti descrivi come alto e aitante se non sbagli, sei intelligente, titolato. Troverai di certo se ti piace

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    32. Poi oh puntualizzo mi sono sempre piaciute ragazze molto intelligenti, la mia ex fui io per primo a sostenerla nel proseguire gli studi prendendo prima una specialistica (triennale + magistrale) e poi un altra laurea anche specialistica a ciclo unico, ben sicuro della sua intelligenza e che avrebbe avuto successo senza alcun problema e senza neppure sforzarsi troppo se avesse seguito le mie indicazioni, così effettivamente fu.

      Un mio conosciente con cui mi trovo molto ha la moglie bi-laureata e piccolo genietto della matematica.


      Quel passo del Corano che ho citato e famoso anche per le letture che ne diede la studiosa Laleh Bakhtiar.

      Quindi insomma non fraintendiamo...

      . Precisazione dovuta anche perché ci legge pure una donna e sono gia ststo fin troppo urticante

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    33. Tutte ste pippe sull'intelligenza per me sono inutili, vedo l'intelligenza (quella vera) più come un handicap che altro. In una prossima vita vorrei nascere come un uccello, volare libero nel cielo senza pensare a niente. O una farfalla, tipo Zhuangzi

      “Once upon a time, I dreamt I was a butterfly, fluttering hither and thither, to all intents and purposes a butterfly. I was conscious only of my happiness as a butterfly, unaware that I was myself."

      Poi a me basta semplicemente essere amato (amare veramente è molto più difficile che far carriera o fare le modelle). Fine.

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    34. >Tutte ste pippe sull'intelligenza per me sono inutili, vedo l'intelligenza (quella vera) più come un handicap che altro.
      Ma serio.
      Sul discorso dell'identità credo sia più complesso, non si nasce con un'identità ma te la crei tu decidendo a cosa credere empiricamente. Esempio banale: a me piace la cultura giapponese e sto studiando pure la lingua, credo che questo mio aspetto faccia parte della mia identità perché ho deciso io di farlo tale visto che ho perso quella propulsione intrinseca che mi spingeva ad esplorarla, ma son consapevole del fatto che anche che se cambiassi campo si rivificherebbe lo stesso fenomeno quindi per me ha poco senso, quindi persa la spinta suscitata dal fascino di una cultura è anche importante capire come giocare il proprio ruolo in base alle tue conoscenze e andare avanti trovando gioia nelle piccole cose.

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    35. Se per donna ti riferisci a me, caro DoppioZero, ti ringrazio per la delicatezza non dovuta.
      Io tra qualche anno andrò in menopausa, quindi sto proprio in pace, guarda. Pensa che inizio persino a sopportare le altre donne! :D


      ||||||

      Francesco sì, è più difficile. Sei molto te stesso, quindi molto libero, dove il molto per me non ha un'accezione negativa. Il mio è solo un pensiero di risposta ad una sensazione.

      E poi arriva un commento che sa di freschezza intellettuale: Fedda.

      https://www.youtube.com/watch?v=M0FKEDexivA

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    36. AHAHAHAHAH. Spero di esser diventato lo Spike Spiegel che fa Bang alla fine davanti alla telecamera.

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    37. Sull'intelligenza, con tutto il rispetto per Francesco, penso che cio che abbia detto sia una frase ad effetto ma poco sensata.

      Alla fine sono contento di essere come sono, ho gusti difficili, cio mi ha portato davvero tanta solitudine, non parlo quasi nessuno, sono sempre stato il mostro/pozzo di scienza. Super dotato. Etc.

      Cio non porta successo in automatico, le cose te le devi cmq guadagnare. Il mio prof quando mi laureai in medicina mi invito a pranzo ed invito a pranzo I colleghi di reparto ... Non lo avevo trattato bene... La mia ex per scherzare mi disse... Attento che se fate a botte li ci sono un sacco di spigoli, rischi che sbatte la testa e si fa male.

      Il pranzo fu strano, perche era una cosa strana quella che fece. Ci furono due tre frasi che ancora ricordo... Troverai un sacco di difficolta nella carriera, ti odieranno tutti quanti. Al chr gli dissi facendo il finto tonto.. Ma no, non mi odia nessuno. Lui fece : beh ma che hai fatto ora, ti sei preso una laurea... E ancora niente.

      Quindi no, non se ne riceve nulla se non odio, tanto, e difficolta. E solitudine. Ancora di piu dell: odio.


      Pero le rare volte che mi e capitato di fare sesso con qualcuna che mi piaceva mi e piaciuto davvero molto, e credo di essermela goduta di piu di un cretino.
      Quando sono solo in casa, quando faccio qualcosa chr mi piace me lo godo molto di piu di un cretino, credo.

      Se dovessi scegliere rinascerei cosi, al lordo di tutts la solitudine e l'odio che ne deriva.

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    38. I tuoi commenti mi ricordano (non so perché) un documentario che vidi da qualche parte in cui veniva insegnato agli scimpanzé il linguaggio. Ovviamente una volta che lo "imparavano", comunicavano cose del tipo "sono lo scimpanzé più bello di tutti". "Sono bellissimo e bravissimo". E così via.

      Poi per me un eventuale calcolatore umano non è intelligente. La vera intelligenza per me porta a stati di coscienza superiori, non a stati di (in)coscienza superiori.

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    39. Non era quello il senso.

      Era tentare di comunicare in modo personale quel che puo essere detto anche in modo impersonale.

      Maggior intelligenza porta maggiore sensibilita, maggiore visione profonda delle cose, maggior autocoscienza dei propri limiti, negazioni, pregi, gioie vissute e gioie per sempre negate. L'opposto di un insetto, con infiniti gradi nella scala evolutiva e alcuni salti qualitativi (secondo alcuni).


      Ma in altri termini se forse soffri di piu, puoi anche godere di piu. Mi sembrava piu dolce e delicato il modo in cui lo avevo espresso prima.

      Tra parentesi esprimo anche io molta gioia nel leggere i commenti di Fedda, anche se mi compiaccio di non sapere chi fosse Spike Spiego (ho dovuto googlare😜)

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    40. Mi piace I Can't Escape Myself, MM. Ottimo link.

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    41. >Tra parentesi esprimo anche io molta gioia nel leggere i commenti di Fedda, anche se mi compiaccio di non sapere chi fosse Spike Spiego (ho dovuto googlare😜)
      Era una battuta che mi è venuta dopo aver visto la canzone che ha postato ahahah

      @francesco 00 è l'albert di Twin Peaks del bokuranokakumei: così preso dalle sue convinzioni da ignorare ogni tipo di sentimento.

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    42. Le cose di ZeroGouki mi ricordano una cosa che scrissi quindi anni fa, dicendo le stesse cose, ma nel mio caso il punto preso a esempio era il percepire la bellezza del numero di colori su una stampa ukiyo-e. È proprio vero che i momenti della vita sono quelli. Poi, rileggendolo ora, mi è venuto in mente CHARLY con la R al contrario, la famosa battuta "ma è una legge naturale, tipo la gravitazione universale, che maggiore intelligenza equivale a meno amici?" - in effetti negli ultimi tempi ho capito anche il film che porta per titolo il titolo giapponese di CHARLY con la R al contrario. Sempre fiori per il caro Algernon.

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    43. Devo dire di non conoscerlo affatto, ma credo che quella frase sia un riferimento a Newton e alla sua nota spigolosità. Quello che dice 00 mi pare che combaci di più col concetto di EQ invece di cosiddetta intelligenza pratica misurata negli IQ, non vorrei fare il discorso che esistono vari tipi di intelligenza ma è proprio così e spesso l'intelligenza misurata con i test degli IQ purtroppo o per fortuna non ti aiuta a scalare la gerarchia aziendale.

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    44. Ah boh io credo che eq ed iq siano la stessa cosa, e che tutto sommato non esistano diverse forme di intelligenza.

      Ovviamente l'uomo e un essere sociale, e sensibile... Le tabelline e affini contano fino ad una certa^^

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    45. A me ste cose del QI non sono mai piaciute, così come i voti e gli h-index. E' come attaccare numeri alle persone, è tremendo.

      Di mio sono sempre stato intuitivo, infatti facendo ricerca qualche mia intuizione ha aiutato il prof. Il resto era duro lavoro come in ogni cosa. E non me ne vergogno, lavorare per me è un esercizio di equilibrio e disciplina.

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  33. 0000 (ne aggiungo uno per chiccheria) io non ho miti né credenze, sei tu che cerchi di trasformare le tue credenze in mitologia forte per validarle, forse per convincertene. Io vivo, osservo, penso. Non credo a nulla proprio.

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    1. La stima che ho verso Karl Popper mi viene a suggerire che è importante porre paletti proprio in virtù del fatto che questi posso essere smantellati e riposizionati, che la ricerca della verità ha senso fin quando essa si possa smentire, per questo bisogna prendersi responsabilità delle proprie ipotesi, per quanto non esista nulla di eterno.

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  34. @MM

    Sì,senza disciplina e equlibrio la vita va fuori i binari e poi difficile recuperare. Di mio comunque ho sempre tirato avanti come un asino, anche se il mio corpo/spirito non reggevano/reggono a certi colpi inflitti dalla vita. Penso comunque di essere arrivato ad un punto in cui mi conosco abbastanza bene, e vedo dentro di me, fino ad un certo punto, cosa scorre. A disciplina e quilibrio aggiungiamo anche volontà, almeno finché la si riesce ad alimentare.

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    1. Quello che dici di te traspare nello sguardo che hai in una foto che hai qui sul blog.
      E che hai le spalle larghe lo si legge.

      Il post sul periodo Magic mi è piaciuto moltissimo.

      Volontà e sforzo conseguente bisogna fare in modo che non vengano mai meno, pur se tra inevitabili alti e bassi. :)

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    2. Sì, poi tanto fortunatamente siamo qui di passaggio.

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  35. Riguardo la forza di volonta e l'impegno ricordo che i primi tempi mi sbrigavo gli esami difficili con il motto di Leon


    "si paga il conto e si va a casa"

    Poi la forza bruta per cosi dire non bastava piu, avrei per cosi dire lasciato troppo sangue sul terreno.

    Il motto e diventato cercare di schivare i colpi. Risparmiare ogni singola stilla di energia, finanche quando cammino se non ho fretta, essere veloce nel fare le cose se una volta fatto posso dedicarmi ad altro.

    Sara che sono vecchio e piu debole.

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    1. > anche la protagonista o BNW era una sorta di ribelle o sbaglio?


      Sbagli totalmente. BNW non ha alcuna protagonista femminile. A naso ti confondi con 1984, la cui "protagonista" è una poveraccia che poi "si spezza", tanto quanto Winston. Però se ben ricordo tu hai uno strano modo di leggere le cose, anche nei classici: vedi l'importanza di un litigio per una serva come significativo, quando stava a significare solo la puiccolezza dei due, destinati a morire uno per la sua vacua sete di gloria (come per altro profetizzato), e nel più stupido dei modi, l'altro – peggio – destinato a morire ammazzato dalla moglie che lo tradisce per l'odio di avere sacrificato una primogenita alla sua debolezza di governante, in Aulide.

      Ecco, sì, Ifigenia era una brava ragazza. Fa una brutta fine, salvo consacrarla in Tauride. Nella versione giudaica, a Isacco è andata meglio, e il motivo era meno misero.

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  36. Hai nasato male, 1984 non l'ho mai letto nonostante la mia voracità come lettore.

    Mi riferivo proprio a BNW. Per il resto ok, sei tu che decidi le versioni giuste.


    Cmq sempre per curiosità, e giuro che a queste cose umilianti mi sto riducendo solo qui, sono andato a cliccare su internet brave new world cast.

    Il primo nome che esce su google, primo in assoluto tra maschi e femmine, e guardacaso il nome di una giovane attrice, che interpreta proprio lei

    https://www.google.com/search?q=brave+new+world+cast&oq=beave&aqs=chrome.2.69i57j46j0l2.3733j0j4&client=ms-android-sonymobile&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8


    Questo riguardo Briseide, ma mi rendo conto che l'evidenza di wikipedia non sia abbastanza forte e che la considererai enciclopedia di regime :

    Briseide fu una principessa di Lirnesso, figlia di Briseo, un sacerdote di Apollo. Sposò Minete, re di Cilicia e fratello di Epistrofo.

    Durante la guerra di Troia, Achille nella presa di Lirnesso, città alleata di Troia, si riservò Briseide nella divisione del bottino. La prese come schiava e amante, dopo averle ucciso il marito, Minete. L'eroe l‘amò con tenerezza e ne fu corrisposto[1].

    A sua volta Agamennone catturò Criseide, figlia di Crise, un sacerdote di Apollo, ma quando il dio scatenò una pestilenza sul campo degli Achei i capi greci lo costrinsero a rendere Criseide.
    Agamennone accettò, ma volle in cambio Briseide.

    Lo scambio provocò l'ira furibonda (l'ira funesta) di Achille, che abbandonò gli scontri. Agamennone tentò di restituire la schiava, insieme a del denaro, ma Achille non volle sentire ragioni e persistette in tale risoluzione nel corso di un anno intero, qualunque fossero i progressi fatti dai Troiani in battaglia e la soddisfazione offertagli da Agamennone. Allorché questi gli restituì la sua Briseide carica di ricchi doni, giurando di averla rispettata, ella pianse amaramente sul cadavere di Patroclo.

    Secondo la Bibliotheca Classica probabilmente Briseide (o forse invece Clitemnestra) diede a Agamennone un figlio, che fu chiamato Aleso[2].


    Non so che dire.


    Concordo su Ifigenia e Isacco invece.

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  37. Ok, allora Lenina Crowe non è in alcun modo una ribelle. È del tutto nei ranghi. Quando si accoppia come una perfetta "civilizzata" (tutto a caso, come una bambina, come una bestiola) con Bernard non riesce a capire gli scrupoli di lui per l'insensatezza dell'atto: "but it was so fun!" - e non può che concludere, in uno dei passi più belli in assoluto del libro perché messo in discorso indiretto in coda a uno diretto: "forse l'aveva trovata davvero un po' troppo cicciotta, dopodutto".

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    1. Poi ehi a me Brave New World sembra un libro con alcune intuizioni interessanti, ma nulla di che...

      Un buon romanzo per ragazzi.

      Ma d'altronde dopo aver letto centinaia di libri ne conto solo alcuni che danno un buon quadro della realta.

      Alcuni di Nabokov, alcuni di Marguerite Duras (ricordiamo una ragazzina che fu praticamente comprata appena mestruata, brutalmente abbandonata, tornata in Francia costretta all'aborto), Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, I ragazzi dello zoo di Berlino, la mia vita con Picasso di Francoise Gilot, anche Tigre Tigre non era male...

      E come se le opere in cui la vena autobiografica e marcata riescono a non sbagliare, a tradire di meno la complessita del reale

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    2. Anonimo (*lui*)10 giugno 2021 01:44

      Quando avevo letto io Il mondo nuovo (credo traduzione del '33) avevo provato a confrontare pezzi con il testo inglese: trovai esattamente una frase molto sbagliata (in prima pagina, fra l'altro). Nel resto del libro, il problema principale pareva essere che il traduttore faticava a seguire l'alternanza di discorsi diretti e indiretti e il "montaggio serrato" delle scene in certi punti - quindi nei punti più concitati c'erano qua e là virgolette di troppo e virgolette mancanti, e in un punto mancavano due paragrafi di poche parole ciascuno (ma non sarei stupito se fosse stato un salto di copia della mia edizione). Per il resto la traduzione pareva più che buona, con qualche scelta dubbia che però onestamente non saprei migliorare ("cinema odoroso" da "feelies").

      Non ricordo proprio la frase citata, anche se ovviamente concordo sul personaggio di Lenina.

      (Nella mia esperienza, "Il mondo nuovo" era adatto per il me ragazzino complessato in un certo modo che lo leggeva. :-) A rileggerlo più avanti, mi pareva più comprensibile che qualcuno lo deridesse come cumulo di fobie del suo autore, ma aveva il suo valore.)
      (Ah ecco, per qualche motivo in italiano mi sembrava di stile più "serioso" che in inglese.)
      (Magari andrebbe letto leggere il romanzo protosovietico da cui nascono quello e 1984.)

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    3. Se intendi "noi", sicuramente Brave New World non ha nulla a che farci, mentre 1984 credo gli debba molto, come Orwell si affrettò guardacaso a negare.

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    4. Anonimo (*lui*)12 giugno 2021 15:58

      Sì. Curiosamente Orwell e altri affermavano invece nettamente la vicinanza de Il mondo nuovo a Noi (Huxley invece negava di conoscerlo al momento della scrittura del suo libro). Rileggendo la trama di Noi, al momento, non ritrovo comunanze precise, anche se mi pareva di averne individuate più o meno in passato.
      Boh, guarderò altre fonti.

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  38. Resta che Achille è il semidio che si fa uccidere da una freccia dell'imbelle perché era condannato a seguire al sua vanagloria (l'ave ano detto fin da principio alla madre sua, che apposta tentò di fargli scampare la coscrizione militare vestendolo d donnetta), e Agamennone è un gran condottiero che finisce assassinato dalla moglie fedifraga per aver dovuto sacrificare una figlia a un popolo ignorante che pure odiava, per sua schiavitù del potere. Rousseau ebbe a che dirne, nomi depennati, nell'Emile. Sicuramente il vero eroe dell'Iliade è Ettore, come de Chirico ebbe a ricordarci. :-D

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  39. Lenina e una ribelle nella misura in cui si affezionava e aveva tendenza a rapporti stabili, in una societa che promuoveva il contrario...

    Cosa pensi che intendessi per ribellione?

    Su Achille o si concordo, ma io te ne parlai non so neppure a che proposito non certo come l'eroe dell'Iliade... Il concetto credo che fosse che una donna che condivide abitualmente il tuo letto, anche se non e tua moglie, diventa importante nel suo concedersi ogni volta, anche se e una schiava. Mi fa ripensare al film the quiet American di Mankiewicz, ma e cosa cosi banale e umana che suppongo sia un tema di cui le arti siano disseminate

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  40. Ma Lenina non è neppure conscia della dinamica di cui parli. Lenina non legge la narrazione, ne è parte, e non è il nostro protagonista primo, secondo o terzo (i tre esiliati finali) che vivono quella distonia con disagio. Lenina "grandemente pneumatica", non si accorge di nulla, arriva al massimo ai battibecchi femminili con Fanny. Non vi è ribellione nell'inconscio: la ribellione è volontà, per definizione. Secondo me tendi sempre a ricucire le cose nel modo in cui ti piacerebbe che fossero...

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  41. Il punto e che Lenina aveva dei desideri contrari a quel che era la morale inculcata.

    Non ho letto 1984 ma mi sembra verosimile che i ribelli per volonta si spezzino. Perche una volonta si spezza, un sentire profondo soffre solo per la negazione delle sue aspirazioni ma non puo spezzarsi.

    Per il resto risparmiami di citarti i passing che mi fanno parlare cosi: e il "tuo" libro, lo dovresti conoscere meglio di me

    Intendevo semplicementr questo con sorta di ribelle.

    Sempre a beneficio di chi ci legge.

    RispondiElimina
  42. La ribellione può avere radice in un sentimento, ma se non è autocosciente della propria natura "contraria" non è definibile come "ribellione". Resta una mera inclinazione atipica. Ma BNW non è il mio libro, no. È solo un libro che ho letto. Solo che ne ho letti pochi.

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  43. Concordo, beh si...

    Concordp anche sul fatto che le ribellioni si spezzano, le inclinazioni atipiche soffrono.

    Resta che in BNW ribellarsi era davvero ultraumano. Noi qui stiamo a parlare r a chiacchierare, ma la cultura passata non è stata cancellata.
    Al più e osteggiata dalla cultura dominante, che comunque viene spesso bellamente derisa da molti.

    Ma in un mondo come quello di BNW realmente cosa può esistere in una ragazza se non inclinazione frustrata.

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