Titolo originale: Ai Shiti
Regia: Kouchi Mashimo
Soggetto: basato sull'omonimo manga di SYUFO
Sceneggiatura: Hideki Sonoda
Character Design: Chuuichi Iguchi
Musiche: Shiro Sagisu
Studio: Toho, Movic, Ashi Productions
Formato: film cinematografico
Anno di uscita: 1986
Soggetto: basato sull'omonimo manga di SYUFO
Sceneggiatura: Hideki Sonoda
Character Design: Chuuichi Iguchi
Musiche: Shiro Sagisu
Studio: Toho, Movic, Ashi Productions
Formato: film cinematografico
Anno di uscita: 1986
In una marea di robaccia dimenticata, c'è sempre della robaccia buona.
"Ai City" emerge dal marasma degli OAV anni '80 filo-statiunitensi in
modo quanto mai eclatante e sborone: già la scena di apertura è tutta un
programma. Si accendono le luci della città, ed ecco che parte una
musica J-POP composta da un'ispirato Shiro Sagisu che rimanda ai
gloriosi fasti di "Megazone 23"; le trombe midi squillano, le chitarre
elettriche ringhiano aggressive, scandiscono note possenti, meccaniche;
sono ritmi da musica dance, quella vera, e vengono giustamente
coadiuvati da un cantato banale e senza senso alcuno. E lo spettatore,
che se ne sta lì, sdraiato sul divano con lo sguardo apatico e fiacco,
anch'egli diventa anni '80. Gli crescono i capelli, con tanto di tinta
ed acconciatura Glam Rock, mentre si esalta di fronte all'inseguimento
iniziale alla "Miami Vice" animato a ventiquattro frames al secondo,
pieno di luci, colori, ombreggiature e riflessi studiati al dettaglio. I
grattacieli, le donne alte due metri, gli esper che devastano tutto
muovendosi con delle coreografie che paiono appena uscite da un video di
Michael Jackson... che l'esaltazione abbia inizio. Ci vuole lo stato
d'animo giusto: gli anni '80 bisogna sentirli dentro. Bisogna riviverli.
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