Titolo originale: Vital
Regia: Shinya Tsukamoto
Soggetto: Shinya Tsukamoto
Sceneggiatura: Shinya Tsukamoto
Musiche: Chu Ishikawa
Produttore: Shinya Tsukamoto
Formato: film cinematografico
Anno di uscita: 2004
Soggetto: Shinya Tsukamoto
Sceneggiatura: Shinya Tsukamoto
Musiche: Chu Ishikawa
Produttore: Shinya Tsukamoto
Formato: film cinematografico
Anno di uscita: 2004
"Vital" è un film che parla dell'anima - ma per farlo utilizza il corpo. Attraverso le mani dello studente di medicina Hiroshi, il quale in seguito ad un incidente ha perso la memoria, e ora si ritrova a lezione, a dissezionare il cadavere della sua amata morta nell'accaduto, rivivendo nel suo subconscio i momenti della relazione ormai perduta, Shinya Tsukamoto si addentra nelle profondità viscerali dell'essere umano, facendolo a pezzi dall'interno, con cautela e premura, trasformando e riplasmando ricordi, terminazioni nervose, interiora, lacrime, violenza, passioni, nervi freddi immobilizzati dalla morte. Quella morte che la società contemporanea ha rimosso assieme alla corporeità, adagiandosi nelle proprie tristi illusioni prive del fuoco della volontà di divenire, di elevarsi, di danzare mossi dal dolore - che nella sua immediata concretezza definisce la sostanza dell'essere. I concetti già illustrati dal regista in modo ben più violento e incisivo nei precedenti capolavori "Tetsuo" e "Tokyo Fist", in "Vital" assumono connotazioni quasi escatologiche: nei domini carnali e materiali pervasi dalla morte, ovvero nel corpo femminile della sua metà - si potrebbe dire, simbolicamente, della sua anima, in senso junghiano -, Hiroshi cerca sé stesso, cerca di dare un senso alla sua identità, a ciò che lo circonda, al suo rapporto con l'altro. Cerca la vita nella morte, l'anima, appunto, nel corpo. Le divisioni dettate dalle contingenze esterne, dalle convenzioni sociali e morali lasciano il passo ad un flusso di immagini interiori ed esteriori che rimandano all'unione degli opposti, alla suprema sintesi dell'essere - la presa di coscienza del protagonista, alla fine del film, al termine della dissezione.
