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venerdì 25 novembre 2016

La postmodernità: considerazioni e spunti di riflessione



«E così sei tornato, farabutto, ficcanaso che non sei altro? Vuoi tornare ad affliggerci e tormentarci, desideri ancora esporre i nostri corpi ai pericoli e costringere i nostri cuori a prendere sempre nuove decisioni? Com'ero felice; potevo sguazzare nel fango e crogiolarmi al sole; potevo trangugiare e ingozzarmi, grugnire e stridere, ed ero libero da pensieri e dubbi: “Che devo fare, questo o quello?”. Perché sei tornato? Per rigettarmi nell'odiosa vita che conducevo prima?» [Elpenoro si rivolge a Ulisse dopo la sua liberazione dall'incantesimo di Circe]

Spesso, nei miei scritti, utilizzo molte volte il termine “postmodernità”, un nome “totalizzante” che di fatto serve ad etichettare l'assetto sociale tipico del mondo occidentale, soggetto al modello capitalistico e consumistico esportato dagli Stati Uniti in (quasi) tutto in mondo industrializzato. Ma che cos'è precisamente questa “postmodernità”? Che caratteristiche ha? Questo dossier ha lo scopo di chiarire ai miei lettori e alle mie lettrici cosa effettivamente essa sia, sperando che questi ultimi, dopo averlo letto, non soltanto comprenderanno meglio cosa intendo dire quando parlo di “bambini vecchio”, “animalizzazione”, “simulacri” et similia, ma che si facciano altresì un'idea ben più chiara del mondo in cui vivono e della sua confusionarietà ed insensatezza, sperando che, nel loro piccolo, possano migliorare il loro stile di vita grazie ad una certa presa di coscienza, rendendolo meno disumano. Fatta questa premessa, ho reso la bibliografia del dossier molto corposa al fine di fornire numerosi strumenti di comprensione e approfondimento a chi legge: in essa troverete tutti i testi che vi servono per acquisire consapevolezza della famigerata condizione postmoderna nella quale siete vostro malgrado invischiati. Buona lettura.