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lunedì 5 agosto 2019

Gosenzosama Banbanzai: Recensione per l'anniversario.

Titolo originale: Gosenzosama Banbanzai
Regia: Mamoru Oshii
Soggetto: Mamoru Oshii
Sceneggiatura: Mamoru Oshii
Character Design: Satoru Utsunomiya
Musiche: Kenji Kawai
Studio: Pierrot
Formato: serie OAV da 6 episodi
Anno: 1989 

Premessa: salve a tutti sono onizuka90, l'amministratore scomparso da tempo immemore, è tantissimo che non scrivo nulla di nuovo sul blog ma ho deciso di tornare per dare un tributo a Gosenzosama Banbanzai, una serie di cui non si parla mai ma che merita l'attenzione degli appassionati, perciò... ecco a voi la recensione su una delle opere più particolari di Oshii! 




Le persone tipicamente dedicano la propria vita alla finzione.

Agosto 1989, il “paese del sol levante” vede sorgere una nuova opera dal genio di Mamoru Oshii, si tratta di Gosenzosama Banbanzai (letteralmente “Lunga lunga vita agli Antenati”), una miniserie composta da sei OAV e partorita in sinergia con Kenji Kawai; il quale successivamente diventerà uno stretto collaboratore del Maestro, curando la colonna sonora di tutti i suoi lavori. 
“Gosenzosama Banbanzai” incarna in modo esemplare il caso di quelle serie animate rimaste ignote al mondo e il cui nome è presto svanito dalle scene, obliato nei meandri del tempo, per rimanere ad appannaggio di pochissimi e fedeli fan. L’occorrenza del suo anniversario, che cade oggi 5 agosto, pare pertanto l’occasione più appropriata per donargli un piccolo tributo, così da far brillare ancora una volta tale inestimabile gemma dell’animazione nipponica, nella speranza di farla riscoprire destando la curiosità di qualche nuovo appassionato, o di far scendere una lacrima di nostalgia a chi già ha potuto goderne la visione.

venerdì 25 novembre 2016

La postmodernità: considerazioni e spunti di riflessione



«E così sei tornato, farabutto, ficcanaso che non sei altro? Vuoi tornare ad affliggerci e tormentarci, desideri ancora esporre i nostri corpi ai pericoli e costringere i nostri cuori a prendere sempre nuove decisioni? Com'ero felice; potevo sguazzare nel fango e crogiolarmi al sole; potevo trangugiare e ingozzarmi, grugnire e stridere, ed ero libero da pensieri e dubbi: “Che devo fare, questo o quello?”. Perché sei tornato? Per rigettarmi nell'odiosa vita che conducevo prima?» [Elpenoro si rivolge a Ulisse dopo la sua liberazione dall'incantesimo di Circe]

Spesso, nei miei scritti, utilizzo molte volte il termine “postmodernità”, un nome “totalizzante” che di fatto serve ad etichettare l'assetto sociale tipico del mondo occidentale, soggetto al modello capitalistico e consumistico esportato dagli Stati Uniti in (quasi) tutto in mondo industrializzato. Ma che cos'è precisamente questa “postmodernità”? Che caratteristiche ha? Questo dossier ha lo scopo di chiarire ai miei lettori e alle mie lettrici cosa effettivamente essa sia, sperando che questi ultimi, dopo averlo letto, non soltanto comprenderanno meglio cosa intendo dire quando parlo di “bambini vecchio”, “animalizzazione”, “simulacri” et similia, ma che si facciano altresì un'idea ben più chiara del mondo in cui vivono e della sua confusionarietà ed insensatezza, sperando che, nel loro piccolo, possano migliorare il loro stile di vita grazie ad una certa presa di coscienza, rendendolo meno disumano. Fatta questa premessa, ho reso la bibliografia del dossier molto corposa al fine di fornire numerosi strumenti di comprensione e approfondimento a chi legge: in essa troverete tutti i testi che vi servono per acquisire consapevolezza della famigerata condizione postmoderna nella quale siete vostro malgrado invischiati. Buona lettura.