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mercoledì 29 maggio 2019

Dalla malinconia di Betty Boop alla malinconia di Haruhi Suzumiya


Betty Boop sta piangendo: un fiore le offre un cucchiaio di minestra ma lei lo rifiuta. Suo padre, con un grammofono al posto della testa, continua a brontolare, mentre la madre la guarda malamente, senza dire nulla. Betty Boop scende le scale e ammette di sentirsi sola. Una volta uscita di casa, la aspetta un mondo di surreale in cui vivono animali parlanti e oggetti animati, oggetti molto simili a quelli che si trovavano nella sua casa. 

Tralasciando il mero fattore estetico, che da Disney passerà di mano fino a Tezuka – i cosiddetti “occhioni dei manga” -, per poi approdare nel lolicon di Azuma fino al moe dei giorni nostri, gli elementi che paiono più ricorrenti sono tre: la casa, gli oggetti, la malinconia. Sicuramente dalla casa si può “uscire” (se tutto va bene) e approdare nell’ambiente al di fuori di essa, la scuola/società. Ma ci si potrebbe annoiare, ci si potrebbe comunque sentire vuoti e soli. Ed allora, stavolta al posto degli animali parlanti potrebbero esserci degli esper, degli alieni, volendo delle corazzate giganti… l’emancipazione dal proprio ego è difficile da ottenere. 

sabato 26 luglio 2014

Welcome to the N.H.K: Recensione

 Titolo originale: NHK ni Youkoso!
Regia: Yusuke Yamamoto
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Tatsuhiko Takimoto & Kendi Oiwa)
Sceneggiatura: Satoru Nishizono
Character Design: Takahiko Yoshida
Musiche: Pearl Brothers
Studio: GONZO
Formato: serie televisiva di 24 episodi
Anno di trasmissione: 2006

 
Sato è un debole: ha lasciato l'università e da quattro anni non esce mai di casa. Un giorno di apatia come un altro. Mentre se ne sta disteso con lo sguardo vacuo in mezzo alla sua disordinata camera, piena di cianfrusaglie e fetenti sacchi dell'immondizia, bussa alla sua porta una testimone di Geova. Aperta la porta, a fianco della vecchia brontolona, se ne sta in disparte una ragazza esile, dai lineamenti fini e dagli occhi neri come il diamante, la quale ripara dal sole la sua pelle, bianca come il latte, proteggendosi con un apposito ombrello. Ella è Misaki, una ragazza che stranamente sa tutto di Sato, e che vorrebbe aiutarlo a uscire dalla sua condizione di hikikomori attraverso la stipulazione di un grossolano contratto, consistente nell'obbligo di partecipazione a degli incontri serali nel parco tra i due: delle vere e proprie sedute psicoanalitiche improvvisate. All'alienato Sato la provvidenza farà reincontrare anche Yamazaki, un ex compagno di liceo dal carattere forte e dai nervi molto sensibili, il quale si è trasferito a Tokyo per perseguire il suo sogno otaku: diventare uno sviluppatore di giochi erotici. Questi sono i tre protagonisti di "Welcome to the N.H.K.", quello che personalmente reputo uno degli anime più significativi e impegnati degli ultimi anni. L'opera - apparentemente superficiale, ma in realtà molto intelligente e profonda - parla della condizione dei giovani giapponesi di adesso; della società giapponese di adesso - si potrebbe generalizzare -, presentando un ritratto realistico e quanto mai preoccupante. E' l'anime che rappresenta un'intera generazione di ragazzi senza valori, senza punti di riferimento da seguire, indeboliti da una società competitiva, sfacciatamente ipocrita e consumistica; uno slice of life che offre spunti di riflessione molto ampi colpendo perfettamente nel segno, con il suo stile godibile e introspettivo.