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sabato 21 febbraio 2015

La maschera di vetro (Il grande sogno di Maya): recensione

 Titolo originale: Glass no Kamen

 Titolo internazionale: The Glass Mask

Autore: Miuchi Suzue

 Tipologia: Shoujo Manga 

  Editore italiano: Star Comics

Volumi: 49 (in corso)

Anni di pubblicazione: 1976 ~ in corso

 


È difficile rendere l'idea della vastità, del carisma e della profondità di un capolavoro come "Glass no Kamen". Si tratta di una di quelle opere inarrivabili che sono state in grado di elevare a livelli superiori i rispettivi media di appartenenza, passando alla storia dopo un imperituro successo di critica e di pubblico. "La maschera di vetro", ancora oggi capolavoro incompleto, ha completamente assorbito l'intera vita della sua autrice, snodandosi con innata grazia nel corso di numerosi anni in un crescendo continuo di bellezza e pathos, partendo da basi apparentemente ordinarie per poi elevarsi sempre di più, da una parte scandagliando l'animo umano con arguto ingegno, dall'altra rappresentando allegoricamente il bisogno di assoluto tipico dell'uomo, quel contatto con l'ignoto e con la totalità delle cose ormai perduto: la Dea Scarlatta, la rappresentazione delle rappresentazioni, il punto all'infinito verso cui tendono tutte le innumerevoli maschere indossate nel corso della propria mera esperienza di vita. Il teatro diventa quindi metafora dell'esistenza, in "Glass no Kamen", e lo spettacolo finale che lega come un filo impercettibile tutte le persone e le cose assume inevitabilmente dei connotati divini, sovrumani, impenetrabili.

sabato 20 dicembre 2014

Caro Fratello: Recensione

 Titolo originale: Oniisama e...

 Titolo inglese: Brother, Dear Brother 

Autore: Riyoko Ikeda

 Tipologia: Shoujo Manga 

 Edizione italiana: Star Comics

Volumi: 4

Anno di uscita: 1975  



"Oniisama e...", alias "Caro Fratello" per noi italiani, è un'ottimo esempio di shojo anni '70 d'autore. All'epoca, i manga rivolti alle ragazze erano molto melodrammatici, tragici, conditi da eventi spiacevoli, storie d'amore (anche omosessuali) coadiuvate da un triste destino, critica sociale più o meno velata. Uno shojo del 1975 adesso come adesso verrebbe catalogato come seinen. Sono infatti innumerevoli le scene di morte, di disperazione, di violenza fisica e psicologica; inoltre, Ryoko Ikeda, l'autrice di "Versailles no Bara", in questo caso sembra averci calcato un bel po' la mano. Persino l'annichilente e nichilista finale non stona affatto con le precedenti pagine, grondanti pura tragedia greca mista a disagio esistenziale - si pensi al personaggio di Rei Asaka/"Saint-Just" e alla sua camera piena di specchi, la quale riflette la narcisistica solitudine del suo animo -, incomprensioni e amori - spesso proibiti - non corrisposti.

sabato 15 novembre 2014

Anatolia Story: Recensione

 Titolo originale: Sora wa akai kawa no hotori

 Titolo inglese: Anatolia Story 

Autore: Chie Shinohara

 Tipologia: Shoujo Manga 

 Edizione italiana: Star Comics

Volumi: 28

Anno di uscita: 1995 

 

Yuri è una ragazza giapponese come tante altre, che, un giorno come un altro, viene trasportata indietro nel tempo a Hottusa, la capitale dell'antico impero Ittita. La quindicenne è stata invocata attraverso un incantesimo dalla regina Nakia, la spietata vedova imperiale, che la vuole utilizzare come sacrificio umano: il sangue di Yuri è infatti l'elemento chiave di cui la regina ha bisogno per lanciare una maledizione contro i principi Ittiti, in modo da far salire al trono il suo prediletto figlio Giuda. La storia del manga progredisce attraverso un percorso di crescita personale della giovane Yuri, la quale, oltre ad avere una difficile storia d'amore con principe Kail Mursili, dovrà allo stesso tempo sfuggire ai molteplici tranelli e intrighi di corte orditi dalla vedova imperiale. Nelle selvagge e arcaiche terre del fiume rosso il bagaglio culturale della protagonista, derivante dalla sua precedente esistenza nel mondo moderno, sarà fondamentale, e contribuirà, unito alle sue doti militari e al suo innegabile buonsenso, alla sua ascesa verso lo status di incarnazione vivente della dea Isthar presso il popolo Ittita.

venerdì 4 luglio 2014

Aim for the Ace! (Jenny la tennista): Recensione

Titolo originale: Ace wo nerae!
Regia: Osamu Dezaki
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Sumika Yamamoto)
Sceneggiatura: Mitsuru Majima, Tatsuo Tamura, Toshio Takeuchi
Character Design: Akio Sugino, Takeo Kitahara
Musiche: Go Misawa
Studio: Mad House
Formato: serie televisiva di 26 episodi
Anni di trasmissione: 1973 - 1974

"...It isn't too late to start. Burn with passion, for your own sake." - Munakata Jun

Oka Hiromi è una ragazza come tante altre: insicura, timida, chiaccherona, piena di gioia di vivere e con una grande passione per il tennis. Un giorno, un misterioso e imponente allenatore, tale coach Munakata, intuisce in lei un grande potenziale, e decide di allenarla personalmente, facendola entrare nel prestigioso club di tennis del liceo nonostante il suo evidente status di principiante. Da qui in poi per Oka sarà l'inferno: ella dovrà rapportarsi con rivali invidiose al punto tale da arrivare a metterle puntine nelle scarpe per debilitarla; dovrà sconfiggere il complesso di inferiorità che da sempre nutre nei confronti di Ryuzaki Reika alias "Madame Butterfly", la migliore tennista dell'istituto, campionessa carismatica dal talento inarrivabile; dovrà quotidianamente versare lacrime e sangue, diventando via via sicura delle sue capacità; ogni giorno, sotto la supervisione dell'oni-coach Munakata - "l'allenatore demone" ad litteram - la maggiorparte del suo tempo sarà dedicato ad un allenamento sovrumano, alla ricerca di uno stile di gioco personale che, in un certo senso, equivale ad una vera e propria ricerca di identità. Per il tennis, Oka deve rinunciare a tutto, anche all'amore, cosa indispensabile per le ragazze della sua età.

domenica 6 aprile 2014

Shoujo Kakumei Utena: Adolescence Mokushiroku (FILM) - Recensione

Titolo originale: "Shoujo Kakumei Utena: Adolescence Mokushiroku"
Titolo inglese: "Revolutionary girl Utena: The Adolescence of Utena" 
Regia: Kunihiko Ikuhara
Soggetto originale: Kunihiko Ikuhara/Be papas
Sceneggiatura/screenplay: Enokido Youji
Character Design: Shinya Asegawa
Musiche: Hideato Amari/J.A. Seazer/Shinkichi Mistumune
Studio: J.C. Staff
Formato: Film 
Durata: 81'


Correva l'anno 1999 quando il celebre regista Kunihiko Ikuhara donò al mondo uno dei film più eccentrici, anticonformisti e rivoluzionari che l'animazione giapponese avesse mai avuto il coraggio di offrire. Stiamo parlando di Shoujo Kakumei Utena: Adolescence Mokushiroku (apocalisse adolescenziale), opera che si ricollega al progetto mediatico creato dai Be-Papas, la cui peculiarità è quella di estendere il più possibile il soggetto originale a vari veicoli espressivi, quali musical, manga, anime e videogiochi, una strategia commerciale vincente che sarà ripresa più volte dai posteri.

domenica 23 marzo 2014

La rivoluzione di Utena: Recensione

Titolo originale: Shoujo kakumei Utena
Regia: Kunihiko Ikuhara
Soggetto originale: Be-Papas
Character Design: Shinya Hasegawa
Musiche:  J. A. Seazer/Shinkichi Mitsumune
Studio: J.C.Staff
Formato: serie televisiva
Numero di episodi: 39
Anno di uscita: 1997

http://lanostrarivoluzione.blogspot.it/2014/03/la-rivoluzione-di-utena-recensione.html

Verso il finire degli anni '90, in particolare tra il '95 e il '97, si è assistito a un fiorire di opere dalla grandissima caratura e dal valore artistico che ancora ad oggi non penso siano stati eguagliati in splendore. Immagino che ricordiate anche voi il ben noto "Neon Genesis Evangelion", considerato tra gli anime più innovativi e sperimentali della sua epoca, o anche "Ghost in the Shell" di Mamoru Oshii, che ha portato l'animazione a vette di incredibile lirismo visivo con il suo complesso e metafisico simbolismo. Ebbene, tra le varie opere magne di questo periodo va collocata, a pieno e meritato titolo, anche "La rivoluzione di Utena".