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domenica 28 gennaio 2018

L'uomo senza talento: Recensione

  Titolo originale: Muno no Hito
 Autore: Yoshiharu Tsuge
  Tipologia: Seinen Manga   
Edizione italiana: Canicola
 Volumi: 1
Anno di pubblicazione: 1985 


Muno no Hito, terzultimo manga di Yoshiharu Tsuge prima del ritiro a vita privata, è un "manga dell'io", una presa di coscienza in cui l'autore, incapace di adeguarsi ai ritmi della modernità (Tsuge lascerà la sua professione proprio perché insofferente verso le scadenze serrate imposte dalle nascenti riviste settimanali), ammette il suo totale fallimento, sia come professionista che come uomo.  L'opera, appartenente in tutto e per tutto al filone del gekiga (i.e. immagini drammatiche), è suddivisa in una serie di episodi di vita di tutti i giorni, il cui denominatore comune è la perdita dei valori giapponesi del passato - ai quali Tsuge è incapace di rinunciare. Basti pensare alla sua collezione di pietre, che nella loro armonia rispecchiano le bellezze e le forme della natura (i.e. le usanze shintoiste), ormai incomprese e ignorate dai clienti; l'interesse per l'allevamento di specie di uccelli autoctone, verso le quali i giapponesi occidentalizzati non nutrono più alcun interesse, preferendo quelle importate dall'estero; l'attaccamento alla moda postbellica della fotografia - e così via. 

giovedì 8 gennaio 2015

Area 88 (OAV): Recensione

 Titolo originale: Eria Hachi-Jū-Hachi
Regia: Hisayuki Toriumi
Soggetto: basato sull'omonimo manga di Kaoru Shintani
Sceneggiatura: Akiyoshi Sakai
Character Design: Toshiyasu Okada
Monster Design: Junichi Watanabe
Musiche: Ichiro Nitta
Studio: Studio Pierrot
 Formato: serie OVA di 3 episodi
Anni di uscita: 1985 - 1986


Shin Kazama è un giovane pilota di aerei di linea. Le sue prospettive per l'avvenire sono cariche di speranza: egli ama la splendida Ryoko Tsugomo, figlia del presidente della compagnia per cui lavora, la Yamato Airways, ed è da ella dolcemente ricambiato. Il matrimonio sembra imminente. Una sera, un collega ed amico d'infanzia di Shin, tale Satoru Kanzaki, per sbarazzarsi del rivale in amore decide di giocare sporco: per mezzo dell'inganno, egli fa firmare ad uno Shin completamente ubriaco un documento che lo obbliga ad arruolarsi nell'Area 88, una base aerea collocata nel deserto e coinvolta in un conflitto medio-orientale che si protrae ad oltranza da anni. L'inferno per Shin ha inizio. Addio amore, addio futuro, addio normalità. Egli viene trasformato in breve tempo in un assassino, uno dei migliori assassini sul mercato. E' impossibile disertare dall'Area 88, si viene istantaneamente uccisi. E' impossibile scorgere qualcosa di rassicurante in un posto che puzza di morte. Il quotidiano timore dell'imminente raid aereo, le lacrime, l'odore della polvere da sparo, la morte in agguato, la rabbia per l'inganno subito dal proprio migliore amico... questo è "Area 88": una realistica, cruda storia di guerra. La storia di un'uomo che viene privato della sua umanità in seguito ad una beffa del destino.

Area 88: Recensione

 Titolo originale: Eria Hachi-Jū-Hachi

 Titolo inglese: Area 88

Autore: Kaoru Shintani

 Tipologia: Shounen Manga 

 Edizione italiana: non disponibile

Volumi: 23

Anni di Pubblicazione: 1979-1986 



Il mio personale trascorso con "Area 88" è stato molto travagliato. In primis ero rimasto letteralmente folgorato dall'OAV tratto dal suddetto manga di Kaoru Shintani, celebre mangaka ed ex assistente di Leiji Matsumoto (una piccola curiosità: lo Yattaran di "Capitan Harlock" è una palese caricatura di Shintani. Egli era il costruttore dei modellini di plastica che Matsumoto utilizzava per realizzare i suoi disegni). Tuttavia, tale OAV era solamente un antipasto al lunghissimo ed articolato omonimo manga, ed il suo finale era un vero e proprio "coito interrotto": una conclusione sin troppo aperta e vaga. Constatato ciò, decisi di acquistare su internet, a buon prezzo, un blocco contenente l'edizione americana del manga: sin dai primi capitoli, avevo immediatamente compreso di trovarmi di fronte ad un'opera di grande caratura, che meritava pienamente la fama che tutt'ora ha in Giappone; ma la cattiva politica editoriale della Viz Media mi ha costretto ad andare incontro ad un secondo "coito interrotto": l'edizione americana di "Area 88" è stata sospesa al quarantaduesimo capitolo, proprio sul più bello. In preda ad un sincero sconforto, giacché le vicende ed i personaggi di questo dramma cartaceo mi avevano letteralmente conquistato, ho dovuto ricorrere alle raw giapponesi e ad internet per conoscerne il finale e la sorte dei vari - amati - personaggi. Infatti, molto stranamente, "Area 88" non è mai uscito in Italia, nonostante il suo status di "cult" in madrepatria.

giovedì 1 gennaio 2015

Golgo 13: The Professional: Recensione

 Titolo originale: Gorugo 13
Regia: Osamu Dezaki
Soggetto: basato dall'omonimo manga di Takao Saito
Sceneggiatura: Shûkei Nagasaka
Character Design: Akio Sugino
Musiche: Toshiyuki Omori
Studio: Tokyo Movie Shinsha
Formato: film cinematografico
Anno di uscita: 1983


"Golgo 13: The Professional" è il primo adattamento cinematografico del celebre manga hard-boiled di Takao Saito, ed è diretto dall'illustre Osamu Dezaki, uno dei più grandi registi dell'animazione giapponese di tutti i tempi. Il film traspone attraverso uno stile estremamente autorale una vicenda autoconclusiva incentrata sulla figura del freddo sicario Duke Togo, il quale si ritroverà coinvolto in una spirale di violenza indotta da una diatriba interna alla mafia. 

mercoledì 8 ottobre 2014

L'invincibile Ninja Kamui: Recensione

 Titolo originale: Ninpuu Kamui Gaiden
Regia: Hio Kobayashi
Soggetto: basato sull'omonimo manga di Sampei Shirato
Sceneggiatura: Junji Tashiro
Character Design: Shuichi Seki
Musiche: Ryoichi Mizutani
Studio: Tele-Cartoon Japan, Eiken studio 
Formato: serie televisiva di 26 episodi
Anno di trasmissione: 1969


In un periodo Edo cupo, senza luce, pieno di povertà e ingiustizie, il Ninja disertore Kamui vaga senza meta, con il solo scopo di sopravvivere agli attacchi dei sicari inviati dal clan Iga, dal quale è stato allevato fin da bambino come killer professionista. La solitudine del guerriero è totale: egli può solamente continuare a fuggire, non può fidarsi di nessuno, pena la morte.