domenica 8 agosto 2021

Un breve aggiornamento terminologico


Dopo una proficua telefonata col mio amico G. Cannarsi, che in questo blog indossa le vesti dell'intellettuale (cosa che secondo me lui è in primis, ancor prima di essere il tanto discusso adattatore che tutti conosciamo), abbiamo di comune accordo deciso di sostituire il termine "metanarrazione" con "pseudonarrazione". Un dibattito sul termine corretto da utilizzare era già emerso nei commenti di qualche post precedente, e io di mio ho avuto bisogno di tempo per elaborare al meglio il tutto. Ciò detto, in sostanza, da una rilettura di Lyotard è emerso che lui utilizzava il termine "metanarrazioni" (o meta-recite, traducendo correttamente dal francese) per indicare ciò che ho trovato scritto qui:

sabato 7 agosto 2021

Perché chi guarda anime e legge manga ha quasi sempre dei problemi? Risposta ad un lettore


Qualche tempo fa mi è stato chiesto in privato da un certo Manuel: "ma perché la maggiorparte della gente che guarda anime e/o legge manga ha dei problemi?". Dato che ora come ora faccio davvero fatica  a consumare prodotti di intrattenimento, non mi sono neanche sentito chiamare in causa. Ma sicuramente gli animefan che stanno su Twitch o nei gruppi Facebook si sarebbero molto risentiti di questa domanda, dato che ormai l'essere "nerd", in particolare divoratore/divoratrici di media giapponesi, è quasi mainstream. Questo discorso è un po' come quello dei vecchi che dicono che giocare ai videogiochi aliena dalla realtà: certo, chi ci gioca e si sente normale si potrebbe arrabbiare, ma c'è sempre un fondo di verità in tali asserzioni. 

domenica 1 agosto 2021

I miei vicini Yamada: Recensione

 Titolo originale: Hōhokekyo Tonari no Yamada-kun
Regia: Isao Takahata
Soggetto: basato sul fumetto originale di Hisaichi Ishii
Sceneggiatura: Isao Takahata
Character Design: Kenichi Konishi
Musiche: Akiko Yano
Studio: Studio Ghibli


Siamo alla fine degli anni novanta, un decennio molto buio per il Giappone: crisi economica, terremoto di Kobe, attentato dell'Aum del '95. Addirittura Miyazaki, noto per l'escapismo lolicon tipicamente otaku delle sue opere, si ritrova a dirigere un film molto "maturo" e cupo per i suoi standard: Mononoke Hime. Sono proprio i ricavi di questo film a permettere a Takahata di dirigere il qui presente Hōhokekyo tonari no Yamada-kun, opera fortemente sperimentale e anticommerciale, stilisticamente ispirata al misconosciuto Crac! di Frédéric Back (artista che ha molto influenzato Takahata, in particolare col film L'homme qui plantait des arbres, che il regista adora). Il punto chiave per comprendere un film animato basato soltanto su scene di vita quotidiana di una normalissima famiglia giapponese è senz'altro il suo contesto: secondo quanto dichiarato da Takahata Isao (vedasi docufilm allegato al BluRay), le opere fantasy come Mononoke Hime creano nei giovani eccessive aspettative nei confronti della realtà. Realtà che pertanto, data la sua durezza, potrebbe deludere e indurire chi è stato imprintato con sogni e idealismi confezionati in prodotti di intrattenimento. Questa in pratica è una critica alle pseudonarrazioni escapistiche tipiche del media anime, e un invito al suo pubblico di affrancarsi da ciò per poter vivere in modo più sano. Non stupisce quindi che in questo climax di smarrimento generale dei giapponesi, nel quale il fenomeno hikikomori stava prendendo una piega sempre più inquietante, Takahata se ne sia venuto fuori con un adattamento autoriale della striscia Tonari no Yamada-kun di Hishii Hisaichi  – accontentando tra l'altro il produttore Suzuki Toshio, che ne è un fan - la cui unica finalità è l'insegnare in primis ad accettare la vita, e in secundis a "rassegnarsi" ad essa (ossia imparare a vivere accettando la realtà e senza proiettarvi illusioni). 

lunedì 19 luglio 2021

Twilight Q Episode 2: Recensione

 Titolo originale: Twilight Q - File538, Meikyū Bukken Fairu Go San Hachi
Regia: Oshii Mamoru
Soggetto & sceneggiatura: Oshii Mamoru
Character Design: Kondo Katsuya
Musiche: Kawai Kenji
Studio: Ajia-do Animation Works
Formato: OVA (durata 29 min. circa)
Anno di uscita: 1987


Twilight Q era un progetto di OVA autoconclusivi in cui si pensava di far confluire il meglio dell'animazione giapponese dell'epoca. E' infatti il primo lavoro del gruppo HEADGEAR, formato da Oshii Mamoru, Ito Kazunori, Takada Akemi e Kawai Kenji, che qualche anno dopo daranno alla luce il capolavoro Patlabor 2: The Movie, per poi sciogliersi. 

Dopo un primo episodio di poco conto, intitolato Reflection, si ha il ben più interessante Mystery Article File 538, che è un OVA estremamente autoriale in cui Oshii fa praticamente ciò che gli pare. Il risultato è un monologo filosofico-sociologico, prevalentemente basato su fermi immagine stile Visual Novel poliziesca (andavano molto di moda in quel periodo), del tutto indigeribile e incomprensibile ai più. Vale quindi la pena, seguendo altresì le richieste di alcuni miei lettori, dedicargli una breve recensione. 

sabato 17 luglio 2021

Karekano (Le Situazioni di Lui&Lei): idealità o realtà?

Devo ammettere che per quanto sia un bellissimo manga, forse uno dei pochi shoujo veramente intelligenti e studiati a tavolino nei minimi dettagli, (ri)leggere Karekano per me è quantomeno pesante, e soprattutto poco interessante. Questa pertanto non sarà una vera e propria recensione, ma un post vagamente riflessivo. Non mi interessa decantare le doti dell'autrice, la dolcezza della storia e dei disegni, e quanto il manga sia davvero un piccolo capolavoro. Mi interessa invece tracciare una netta distinzione tra idealità e realtà in opere come queste, che nella loro potenza pseudonarrativa possono trarre in inganno lettori non ancora scafati nel vivere. Il post verrà bizzarramente diviso in due parti, una che parla del manga e una che parla della vita vera, ipotizzando come potrebbe essere Karekano ai giorni nostri.