venerdì 7 giugno 2024
Walter Siti, Craig Thompson, Oshii Mamoru e le tre "T": La cultura può "salvare"? Riflessioni
sabato 13 novembre 2021
La nostalgia del futuro: Vaporwave e City Pop
"Tutti quei colori caldi, estivi, come quelli di Kimagure Orange Road e Sailor Moon, sono parte di me" - MikiMoz
Penso che la nostalgia sia una cosa tutta umana: si vive quasi sempre nella mancanza di qualcosa, perché si nasce come piccoli animali incompleti in perenne conflitto con lo scorrere del tempo. Questo, dopotutto, è uno dei principali crucci dell'umanità sin da quando si disegnavano idoli nelle caverne, o ci si inchinava con una falce in mano a mietere il raccolto seguendo le fasi lunari. Il presente è lì: è ciò che stiamo vivendo, ma immediatamente è già diventato passato. Della sua importanza, uno se ne accorge soltanto a posteriori, perché sul momento, nell'attimo fuggente, lo si dà per scontato. Il futuro invece, la cosa più vicina al presente, era tutto da scoprire, e se faceva paura, c'erano delle soluzioni per credere nella sua buona riuscita (mi vengono in mente i rituali propiziatori, certi aspetti delle religioni, l'astrologia e quant'altro). Quando vidi per la prima volta il Ghost in the Shell di Oshii Mamoru, rimasi impressionato da una scena in particolare: una persona aveva dei ricordi che non le appartenevano. Passando poi a UruseiYatsura, che visionai successivamente, il protagonista era bloccato in un'eterna estate: l'estate della sua giovinezza, un'estate dai colori accesi: ma questa volta il futuro non esisteva proprio. La poetica del regista, così come quella di altre numerose opere simili alle sue, sia cinematografiche che letterarie, sono fotografie della fenomenologia di un'epoca, del nostro (eterno) presente. Qualcuno parlava di "Fine della Storia", qualcun altro di "fine delle grandi narrazioni", qualcun altro ancora di "morte di Dio". Ma questa volta non voglio dilungarmi in tecnicismi sociologici, ma fornire degli spunti di riflessione molto personali.
lunedì 19 luglio 2021
Twilight Q Episode 2: Recensione
Regia: Oshii Mamoru
Soggetto & sceneggiatura: Oshii Mamoru
Character Design: Kondo Katsuya
Musiche: Kawai Kenji
Studio: Ajia-do Animation Works
Formato: OVA (durata 29 min. circa)
Anno di uscita: 1987
Twilight Q era un progetto di OVA autoconclusivi in cui si pensava di far confluire il meglio dell'animazione giapponese dell'epoca. E' infatti il primo lavoro del gruppo HEADGEAR, formato da Oshii Mamoru, Ito Kazunori, Takada Akemi e Kawai Kenji, che qualche anno dopo daranno alla luce il capolavoro Patlabor 2: The Movie, per poi sciogliersi.
Dopo un primo episodio di poco conto, intitolato Reflection, si ha il ben più interessante Mystery Article File 538, che è un OVA estremamente autoriale in cui Oshii fa praticamente ciò che gli pare. Il risultato è un monologo filosofico-sociologico, prevalentemente basato su fermi immagine stile Visual Novel poliziesca (andavano molto di moda in quel periodo), del tutto indigeribile e incomprensibile ai più. Vale quindi la pena, seguendo altresì le richieste di alcuni miei lettori, dedicargli una breve recensione.


