“Allora può suonare le serenate, sì! Le serenate alla fighe!” dice allora il vecchio senza denti col cappellino, contorcendo il suo volto sparuto in un sorriso come se volesse dimostrare che anche uno zombie può essere allegro.
giovedì 7 maggio 2026
Le gesta della cumpa di Borgo San Paolo - Terzo Episodio
“Allora può suonare le serenate, sì! Le serenate alla fighe!” dice allora il vecchio senza denti col cappellino, contorcendo il suo volto sparuto in un sorriso come se volesse dimostrare che anche uno zombie può essere allegro.
giovedì 2 aprile 2026
Rivedere Megazone 23 nel 2026
lunedì 16 febbraio 2026
Mr. Robot: una recensione trollina
Gli Epstein files sono ormai cosa pubblica: rilasciati questo mese dal dipartimento di stato degli U.S.A., hanno di fatto riconfermato per l'ennesima volta l'antropofagia del potere in tutte le sue accezioni più scabrose e rivoltanti (certo, qua in Italia ce ne fottiamo abbastanza perchè siamo tutti un po' provincialotti e pensiamo soltanto al nostro circolino o all'erba di quello di fronte, però in America le cose stanno diversamente). Sembra tra l'altro che in una email di Epstein del duemilaundici si faccia riferimento a una conversazione avuta da quest'ultimo con Bill Gates in merito al "come far fuori i poveri per intero", in pieno stile Kappa di Akutagawa (non per niente nel qui presente articolo, ancora prima della pubblicazione degli Epstein files, mi ero chiesto: Chissà se gli inutili schiavi che verranno, una volta diventati soltanto un peso per i padroni, verranno pure loro trucidati). Questi ragionamenti deve averli fatti anche Sam Esmail una decina di anni fa, tant'è che Mr. Robot è una serie che parla di hacker anarchici, di megacorporazioni onnipotenti, di supermega ricchi che giocano a fare Dio ricadendo tuttavia nei soliti schematismi mentali innescati dall'umano, troppo umano contrasto tra il principio del piacere e il principio di realtà: le strategie di sopravvivenza di cui quel genio che (era) Ikuhara Kunihiko; il cosiddetto coping, come si direbbe nell'oggidì.
sabato 24 settembre 2016
Suicide Club: Recensione del film
sabato 11 giugno 2016
Paranoia Agent: Recensione
Soggetto: Satoshi Kon
Sceneggiatura: Seishi Minakami
Character Design: Masashi Ando
Musiche: Susumu Hirasawa
Studio: Mad House
Formato: serie televisiva di 13 episodi
Anno di trasmissione: 2004
Nel dicembre del 2000 un diciassettenne di Tokyo, subito dopo aver litigato col padre, uscì di casa munito di mazza da baseball e aggredì otto passanti a Shibuya, in preda a un letale miscuglio di rabbia e frustrazione. Sulla base di questo fatto di cronaca, Satoshi Kon decise di creare la sua prima – e purtroppo ultima, causa prematura morte – serie televisiva, “Paranoia Agent”, il canto del cigno di quel cupo e psicologico filone della Nuova Animazione Seriale (NAS) introdotto da “Evangelion” a metà anni novanta, nel quale temi adulti come la critica alla società giapponese, l'alienazione giovanile, la perdita di riferimenti fissi indotta dalla postmodernità et similia venivano di sovente coadiuvati da una regia molto sofisticata e d'autore.





